La Pecora Elettrica in fiamme e l’umanità che resiste nelle periferie

La notte del 25 aprile un incendio doloso ha distrutto la libreria caffetteria “La Pecora Elettrica”, spazio culturale e luogo di condivisione del quartiere romano di Centocelle. Immediatamente è partita una gara di solidarietà e nel giro di pochi giorni in tantissimi hanno dato il loro contributo per la ricostruzione. Un episodio indegno e doloroso che grazie al sostegno della comunità diventa una bellissima storia.

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Supportare la bellezza è una responsabilità sociale. Ne abbiamo parlato proprio qualche giorno fa, ricordando il sostegno ricevuto dai Briganti di Librino quando un incendio doloso ha distrutto la loro struttura. Qualcosa di molto simile è appena accaduto a Roma dove, a seguito di un vile atto vandalico, la cittadinanza si è tempestivamente e incredibilmente attivata a sostegno della realtà che ne è stata tristemente vittima.

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La Pecora Elettrica dopo l’incendio

Ecco cosa è successo, nel giro di pochissimi giorni. Nella notte del 25 aprile, data in cui si festeggia la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, un incendio ha danneggiato gravemente la caffetteria-libreria ‘La Pecora Elettrica’ di Centocelle, locale dichiaratamente antifascista, spazio culturale e sociale, luogo di incontro e di condivisione per tutto il quartiere. I Carabinieri intervenuti sul posto hanno classificato il rogo come doloso e indagano nell’ambiente della destra estremista.

 

“Fortunatamente stiamo tutti bene e non ci sono stati danni agli appartamenti dei nostri vicini. Noi però siamo sconvolti. Le fiamme che hanno devastato gli spazi e bruciato i nostri preziosi libri”. Da questa comunicazione condivisa su Facebook dai gestori della libreria è partita immediatamente una grande mobilitazione che si è concretizzata nell’organizzazione di iniziative sul territorio e nell’avvio di una raccolta fondi online per la ricostruzione del locale.

 

La reazione della comunità è stata tale che in tantissimi hanno partecipato agli eventi e a soli tre giorni dal lancio del crowdfunding, è stata già raccolta una cifra significativa. Una straordinaria prova di solidarietà da parte di una città complessa e contraddittoria come la nostra capitale che ha dimostrato di saper andare ben oltre l’individualismo e l’indifferenza che spesso regnano nei grandi centri urbani.

 

L’episodio di Centocelle ed il suo lieto fine mettono in luce, d’altra parte, le contraddizioni delle periferie: sempre più lacerate dalle tensioni sociali, ma animate e affamate di unione e umanità.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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