Respirare per conoscersi di più

La respirazione consapevole ci consente di conoscere meglio noi stessi e influisce sul nostro benessere fisico e psico-emotivo. Eppure respirare male è qualcosa di più comune di quanto pensiamo. Nella Scuola di Sviluppo Transpersonale è stata sviluppata la Respirazione Oloscopica, una pratica di iperventilazione che ci invita a scrutare la totalità del nostro essere.

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Attraverso l’esercizio consapevole della respirazione possiamo modificare il nostro stato d’animo, calmare la mente e persino intervenire sulle funzioni corporee involontarie. La respirazione consapevole ci consente di conoscere meglio noi stessi e influisce sul nostro benessere fisico e psico-emotivo. D’altra parte, per migliaia di anni l’essere umano ha usato la respirazione per accedere a una più profonda conoscenza di se stesso. Come può un atto involontario, come la respirazione, aprire le porte a strati più profondi di noi stessi?

 

Fai un buon respiro consapevole
Una buona respirazione ossigena le nostre cellule, massaggia gli organi, collabora con il cuore, migliora l’afflusso sanguigno, libera dalle tossine… E tutto ciò contribuisce a uno stato di benessere integrale. Al contrario, respirare male (qualcosa di più comune di quanto pensiamo) influenza negativamente il nostro benessere fisico ed emotivo.

 

“Se non hai imparato a respirare, non hai imparato nulla”.
G.I. Gurdjieff

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a respirazione è la funzione più importante del nostro corpo. Dalla prima inspirazione fino al sospiro finale, l’essere umano non può smettere di respirare. Potrà smettere di mangiare o di bere per qualche giorno, potrà anche stare giorni senza dormire, ma sarà impossibile restare più di pochi minuti senza respirare.

 

Questo atto, inizialmente involontario e, quindi, automatico, non richiede di essere modificato o “allenato”, in condizioni ottimali. Tuttavia, anche se non dobbiamo pensare alla respirazione perché essa accada, possiamo affermare che la nostra respirazione è spesso carente. Forse a causa del nostro stile di vita accelerato, il nostro corpo è solitamente molto teso. Per la maggior parte del tempo viviamo in un costante stato di allerta. Questo influenza la nostra respirazione: possiamo dire che respiriamo “poco e male”. Questo significa che ossigeniamo poco il nostro corpo, il che influisce non solo sul nostro stato fisico, ma anche sul nostro stato psico-emotivo: lo stesso stato di allerta che si riflette sul nostro corpo lo sperimentiamo anche sul piano emotivo. Questo spiega l’irritabilità, l’ansia, lo stress e ha persino a che fare con gli stati depressivi.

 

Teniamo presente che di solito inaliamo solo il 20% della nostra capacità polmonare. In generale, anche le nostre espirazioni sono molto brevi; questo fa sì che non espelliamo tutta l’anidride carbonica che inspiriamo. La CO2 non espulsa verrà metabolizzata sotto forma di tossine, che rimarranno accumulate nelle articolazioni, nelle caviglie, nelle ginocchia, nelle anche, nelle vertebre cervicali, ecc.

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La respirazione consapevole come strumento di auto-conoscenza
Per essere consapevoli del nostro respiro ci immergiamo in noi stessi, prima di tutto attraverso le sensazioni fisiche. La respirazione ci permette di “atterrare” rapidamente nel nostro corpo. Portare attenzione al nostro respiro è, quindi, un rapido “canale di connessione” con il nostro corpo e con la presenza che porta alla consapevolezza corporea. Quando ci abituiamo ad essere attenti alle sensazioni fisiche suscitate dalla respirazione consapevole, impariamo a prendere confidenza anche con i nostri stati emotivi.

 

“Il processo di respirazione è il legame che unisce il conscio con l’inconscio, la materia grossolana e la materia sottile, le funzioni volontarie e quelle involontarie e, quindi, l’espressione più perfetta della natura della vita tutta”

Fondamenti del Misticismo tibetano

 

In generale, tutte le tradizioni spirituali e la saggezza perenne hanno considerato la respirazione come un veicolo, un ponte e una manifestazione della trascendenza. Dalle belle e complesse pratiche Sufi, ai canti gregoriani, sino alle pratiche buddiste classiche di shiné e samatha o le tecniche avanzate di respirazione yogica, hanno contemplato la respirazione consapevole come una delle chiavi principali per accedere a stati espansi di coscienza.

 

“Siediti e raccogli il tuo intelletto. Quindi introduci l’intelletto nelle narici, dove il respiro entra nel cuore e mandalo giù fino al cuore insieme all’aria che inspiri. E una volta lì, tutto ciò che seguirà sarà gioia e allegria, come la gioia che prova un uomo che, dopo un lungo viaggio, ritorna alla sua casa”

Niceforo il Solitario (Esicasta del Monte Athos)

 

All’interno di queste pratiche respiratorie millenarie troviamo l’iperventilazione. Questa pratica, quando viene eseguita in un ambiente sicuro e con uno scopo di auto-indagine, costruisce ponti verso livelli più profondi di identità. La pratica guidata dell’iperventilazione ci consente di immergerci in contenuti non integrati che rimangono “sepolti nell’inconscio”. Testimoniando questi contenuti, le esperienze non integrate possono trovare il loro posto nella mente cosciente e smettere di esercitare l’influenza dai “sotterranei dell’inconscio”. In altre parole, attraverso la pratica dell’iperventilazione possiamo percorrere, attraverso il processo di auto-conoscenza che promuove questo tipo di pratica, il cammino verso una maggiore integrità.

La Respirazione Oloscopica come strumento per l’auto-conoscenza
Nella Scuola di Sviluppo Transpersonale abbiamo sviluppato la Respirazione Oloscopica, una pratica di iperventilazione che facilitiamo da 15 anni e che ci invita a scrutare la totalità del nostro essere attraverso una sessione di iperventilazione accompagnata da musica evocativa e sostenuta da facilitatori esperti.

 

La radice etimologica della Respirazione Oloscopica indica che, attraverso questa pratica, portiamo un “telescopio alla totalità”. Durante l’iperventilazione, si rimane in uno stato come di dormiveglia, e allo stesso tempo completamente svegli e attenti ai contenuti interni che si manifestano. Quando riusciamo a testimoniare e sostenere dalla presenza questi contenuti, drenando esperienze vitali e emozioni non riconosciute, arrivano comprensioni che ci portano un pò più vicino al nostro nucleo essenziale.

 

“Tu non sei nell’universo; In realtà, è l’universo che è dentro di te”
  Nisargadatta

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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