Torino Mini Maker Faire: chi sono i creativi che promuovono l’innovazione?

E’ stato un week end dedicato all’innovazione quello di sabato 4 e domenica 5 maggio: makers, startup, aziende, studenti e professionisti locali si sono riuniti, insieme, per dare vita alla fiera che, da sei anni ormai, celebra a Torino la cultura dell’artigianato digitale. Sono tantissimi i creativi e gli appassionati che hanno esposto le proprie opere di ingegno, capaci di raccontare, in modo pratico e divertente, il mondo dell’innovazione “dal basso”.

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Mi trovo all’ingresso della Torino Mini Maker Faire che quest’anno ospita la sesta edizione dell’evento. Siamo negli spazi post-industriali riqualificati di Toolbox Coworking, hub di innovazione e creatività tra i primi esempi virtuosi in Europa per qualità e servizi offerti e che a Torino rappresenta un luogo di incontro e contaminazione delle comunità creative che sviluppano progetti sull’innovazione tecnologica, sociale e legata al design.

 

Bandiere colorate appese all’ingresso, persone in movimento e bambini che corrono divertiti, danno il benvenuto alla fiera. E’ un ambiente giovane e vivace quello che si respira oggi. Un evento organizzato da Fablab Torino, primo laboratorio di fabbricazione digitale aperto in Italia. Proprio qui si è riunita la comunità dei Makers, dei creativi, degli innovatori che fanno parte di quel movimento di “artigiani digitali del XXI secolo”, che nasce proprio dall’incontro tra il fai-da-te tradizionale e l’utilizzo di software ed apparecchiature Open Source.

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Capire, fare, innovare: la fiera è uno spazio pensato per far conoscere le nuove tecnologie unite a una buona dose di divertimento: un evento per scoprire la tecnologia come strumento creativo e per far comprendere l’importanza delle innovazioni tecnologiche per migliorare la qualità della vita di tutti i giorni.

 

Non soltanto makers, startup, aziende, studenti, professionisti, ma bensì giovani visionari e sperimentatori che fanno della propria fantasia e conoscenza un’opera a tutto tondo, dando vita a piccole e grandi opere di ingegno pensate con l’obiettivo di facilitare la nostra quotidianità.

 

Alla fiera sono presenti oltre 100 progetti di robotica, stampa 3D, Internet delle cose, fabbricazione digitale oltre che Talk pubbliche. Massimo Banzi, co-fondatore del progetto Arduino e uno tra i creatori della celebre scheda elettronica nata a Ivrea e utilizzata in tutto il mondo, ci ha parlato dell’importanza dell’innovazione e del punto di svolta a cui è giunto il mondo dei makers e delle tecnologie open source, come strumento per evolvere e cambiare l’attuale modello di business.

 

Sono intervenuti anche Bruce Sterling e Jasmina Tešanović fondatori di Casa Jasmina, una vera e propria casa di “design fiction” che analizza nuovi modi di progettare e al cui interno si possono trovare sistemi ed elettrodomestici intelligenti, insieme ai prototipi di arredi e tecnologie creati dai maker nelle officine del Fablab.

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Percorrendo i vari stand vengo a conoscenza delle storie e dei progetti più incredibili. Sono presenti creativi di tutte le età e provenienti da diversi background che, con orgoglio, condividono il risultato di propri lavori. Tra questi sono presenti molti studenti che rappresentano gli innovatori del domani:

 

Parlo coi ragazzi di Hackability Polito, un team studentesco del Politecnico di Torino che porta avanti la metodologia ideata da Hackability Italia e che ha come obiettivo trovare soluzioni nuove e personalizzate in grado di soddisfare i bisogni delle persone con disabilità grazie alla co-progettazione e alla digital fabrication. La sfida dei ragazzi è proprio quella di progettare e realizzare prodotti capaci di migliorare la vita delle persone con problemi motori, nonché prodotti difficilmente rintracciabili sul mercato e che vengono da loro studiati e calibrati sulla base delle esigenze della singola persona.

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Conosco il Team BOA, formato da quattro studenti che sta sperimentando un metodo innovativo per combattere la diffusione delle microplastiche negli ambiti marini e fluviali, attraverso la progettazione di un prototipo di boa capace di intercettare gli elementi inquinanti, che verranno poi raccolti e riutilizzati sotto forma di nuovi manufatti.

 

Wave è poi il progetto di un team studentesco che vuole riflettere sulla gestione del consumo energetico nelle abitazioni, partendo dal presupposto che “otto persone su dieci non hanno nessuna idea del loro consumo giornaliero”. Per tal motivo i giovani ragazzi hanno ideato Wave, un concept caratterizzato da un “fiore empatico” che si muove proprio come un girasole, monitorando il consumo energetico all’interno dell’abitazione rappresentando uno strumento non solo utile ma anche divertente per sensibilizzare i più piccoli.

 

Mi confronto successivamente coi ragazzi di Atelier Riforma, che, all’interno dell’atelier, trasformano vecchi abiti dando loro nuova vita tramite riciclo creativo, con l’obiettivo di favorire forme di economia circolare e rendendo alla portata di tutti la moda eco-sostenibile ed etica.

 

Parlo poi con Anna Capietto, docente del Dipartimento di Matematica all’Università degli Studi di Torino, che mi racconta l’esperienza del laboratorio, unico in Italia e fra i pochissimi in Europa, che si occupa della ricerca e diffusione di nuove tecnologie per fornire supporto agli studenti con disabilità visive per permettere loro l’accesso agli studi universitari e scientifici. Ne è esempio la creazione di un software web progettato per rendere accessibili i grafici di funzioni matematiche mediante esplorazione sonora o l’utilizzo di formule matematiche per la trascrizione di materiale didattico.

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Parallelamente alla Torino Mini Maker Faire ha avuto luogo il “Fix Fest” dove si sono confrontati i rappresentanti italiani del movimento Fixer come Ugo Vallauri, co-fondatore di “The Restart Project”, Renato Antoci o Ernesto Bertolino, direttore Ri-generation, che hanno condiviso i valori e le pratiche comuni per diffondere la cultura della riparazione, della rigenerazione e del riuso e la lotta agli sprechi attraverso la promozione di una cultura della riparazione per contrastare l’obsolescenza degli elettrodomestici e affermare il diritto alla riparabilità.

 

La fiera ha inoltre dedicato un ampio spazio per il divertimento dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie, per un week end con decine di laboratori di robotica, coding, stampa 3D, corse di macchinine autocostruite, giochi educativi e la presenza di un dronodromo all’aperto, che ha dato la possibilità ai visitatori di imparare a pilotare un drone da corsa.

 

 

Foto copertina
Didascalia: Innovazione
Autore: Torino Mini Maker Faire
Licenza: Pagina fb Torino Mini Maker Faire

 

Articolo tratto da Piemonte che Cambia

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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