Bruno Lomele: “Per amarsi davvero bisogna trattarsi con amore” – Meme #24

Bruno Lomele è uno scrittore e un autore che si interroga sulle relazioni affettive e sui problemi ad esse connessi. In base alla sua esperienza e ai suoi studi ha sviluppato una visione, che lui ha chiamato L’amore amorevole, dove i problemi di coppia non vengono più visti sotto un profilo meramente individuale, ma come processi sistemici che agiscono a prescindere dalla volontà delle persone. Lavorando su questa consapevolezza, possiamo cambiare la natura della nostra relazione, ma la responsabilità individuale di ognuna delle parti è il punto fondamentale della buona riuscita del metodo.

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Non mi era mai capitato di entrare in una casa e ascoltare, per un giorno intero, diverse persone confrontarsi sul senso delle relazioni e sul valore dell’amore. Chiariamoci, l’argomento è da sempre in voga: di amore e rapporti di coppia ne parliamo tutte e tutti, e a dire il vero spesso lo facciamo con una superficialità che sfocia nei peggiori luoghi comuni. Diverso è quando affrontiamo il discorso dell’amore e delle relazioni affettive da un punto di vista sistemico, approfondendo alcune dinamiche derivate dalla Fisiologia della Percezione e da altri settori della ricerca umana contemporanea.

 

È quello che sta succedendo in questa casa, durante un “Salotto dell’Amore” (come simpaticamente li chiama Bruno): nel salotto dell’abitazione sono radunate molte persone, soprattutto coppie ma anche single che, guidate da Bruno, stanno scoprendo che “amarsi non basta. Bisogna trattarsi con amore”.

 

 

L’amore amorevole
“L’amore amorevole” è il progetto che, da cinque anni a questa parte, ha portato Bruno Lomele a incontrare molte coppie in giro per l’Italia, nel tentativo di risolvere uno dei più grandi problemi del nostro tempo: quello delle relazioni affettive e della qualità di esse. Possibile che, dopo un inizio sfavillante carico di sogni ed aspettative, due persone debbano finire per sopportarsi e basta, con una cornice fatta di rabbie e recriminazioni reciproche continue? Sì, è possibile, ed è una delle caratteristiche del nostro tempo: “è la reazione che deriva dalla nostra incapacità di gestire in modo amorevole le nostre diversità”, per dirla alla Bruno Lomele.

 

Oggi però abbiamo a disposizione delle conoscenze che ci illustrano come tutto questo sia normale, umano e, udite udite, superabile. C’è però una condicio sine qua non: ogni parte deve assumersi la responsabilità di capire le nostre legittime diversità. Mi sento ancor di più come a casa, perché il progetto di Italia che Cambia racconta esperienze di questo tipo. Mi convince anche il fatto che, grazie a questo approccio e alla sua messa in pratica, Bruno Lomele ha potuto constatare (su se stesso in primis) come la qualità della relazione cambi immediatamente, e come molte coppie in piena crisi (anche da lungo tempo) abbiano poi risolto brillantemente i propri problemi affettivi. E non solo: hanno anche cambiato il modo di guardare se stesse e se stessi.

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Il sogno di una relazione felice

Bruno nella sua vita ha fatto un po di tutto: scherma, teatro, aiuto alle disabilità e counseling. Tutte attività che hanno un rapporto intimo con la relazione. È cresciuto fin da bambino con il sogno di avere una relazione felice: dopo aver trovato la compagna con cui costruirla, ben presto però sono emersi una serie di problemi e di blocchi che trasformeranno, nel tempo, la sua relazione in una vicinanza sofferente, senza più luce né calore. “Alcuni accadimenti molto dolorosi mi hanno portato poi ad una svolta, ho visto delle chiavi di lettura che riguardavano la relazione che prima non vedevo, e quella è stata una specie di porta che mi ha cambiato la vita” ci spiega Bruno.

 

A partire da ciò è continuato questo percorso di esplorazione e di studio: ho scoperto che alcune delle cose che avevo visto io trovavano riscontro in altri autori, in altri percorsi di studio, anche molto diversificati tra loro, e che tutte queste cose insieme mi conducevano a questo nuovo meraviglioso scenario, non privo di dolore, ma che ad un certo punto si trasformava in bellezza e speranza”. Bruno ha così cominciato a condividere i suoi pensieri riguardo l’amore e la coppia in una pagina Facebook chiamata “L’amore amorevole” che riscuote un buon successo, fino ad arrivare agli incontri dal vivo con le persone interessate.

 

“Il punto iniziale da capire – spiega Bruno – è che nelle relazioni affettive, anche se siamo portatori delle migliori intenzioni e abbiamo la sensazione di essere completamente dediti all’altro, spesso finiamo per ottenere il contrario di ciò che vorremmo. Nel mio approccio ho scoperto e consapevolizzato, a partire dalla mia esperienza, che questi problemi di relazione non riguardano tanto la struttura individuale della personalità, ma provengono da processi sistemici che avvengono all’interno della coppia e che finiscono per logorarci, se non li comprendiamo a pieno e li trasformiamo in un processo evolutivo”.

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Affrontare l’essere diversi con creatività (e non con il potere)
È vero: spesso le nostre relazioni sono basate più sul potere che sulla creatività. Non prenderne atto peggiora la situazione, esserne consapevole può darci a primo impatto un profondo sconforto. Secondo Bruno Lomele è perfettamente umano che questo avvenga: due persone che si incontrano in una relazione, portano con loro bisogni e aspettative umane, che finiscono per divenire un problema in una relazione di vicinanza.

 

“Tutto nasce perché c’è una sottovalutazione di quanto siamo diversi e di quanto le diversità, solo quando cercano di stare in spazi stretti ed intimi, inizino a collidere in maniera forte”, spiega Bruno. “Noi non ci accorgiamo che si tratta di questo, dunque dovremmo semplicemente fermarci, riconoscere la situazione e provare a trovare un modo di rendere compatibili le nostre diversità. Dovremmo cercare di usare la creatività per risolvere il problema della nostra diversità. Invece non ce ne accorgiamo, entriamo in un gioco di lotta che non possiamo e riusciamo a riconoscerci, perché noi nella relazione abbiamo bisogno di raccontarci a noi stessi come completamente dediti all’altro o all’altra. È un braccio di ferro all’insaputa di noi stessi, e ciò produce ripetutamente confusioni ed inefficacia nella comunicazione.

 

Dobbiamo riconoscere subito che, in una relazione, stiamo utilizzando delle forme di potere e di forza: è normale farlo, abbiamo dei bisogni come esseri umani ed è inevitabile farsi del male, prima o poi. Ci piacerebbe essere capaci di un amore sovrumano, non condizionato dai limiti e dalle avidità, ma siamo umani e dovremmo cercare di imparare ad amarci tra umani, come esseri imperfetti e diversi. La diversità va riconosciuta, perché così ne constatiamo la sua legittimità: non importa se ciò che tu pensi a me sembra sbagliato, fa parte della tua identità, su cui si basa la diversità, che cerca di incontrarsi con la mia identità e il mio sistema di valori. Quando cerchiamo, consci di questo, di darci legittimità e trovare una forma di accordo tra di noi, stiamo basando la nostra relazione sulla creatività e sul rispetto delle nostre diversità, non sul potere”.

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La buona riuscita dell’Amore
Continuiamo a parlare con Bruno di tutte le dinamiche tipiche che incrinano le relazioni e le fanno terminare in un binario morto: la colpa, il giudizio, lo scontro legato alle diverse percezioni, e capisco insieme a lui un aspetto che non avevo mai considerato: quanto faccia male idealizzare e quanto sia colmo di speranza e di evoluzione, invece, fare propri i nostri limiti.

 

La relazione amorevole funziona quando accettiamo il fatto che non tutto il sistema di visioni di due persone coinvolte nella coppia debba sempre coincidere. Quando prendo consapevolezza di ciò, non confondo la nostra individualità e la nostra legittima differenza come un elemento distruttivo, ma come uno spunto per aprirsi, cercare di andare oltre e diventare altro. Come sottolinea anche Bruno, è essenziale che per la buona riuscita dell’Amore amorevole ci sia la responsabilità individuale di ognuno dei due partner: “Vale il detto ‘Nulla cambia, tu cambi, tutto cambia’.

 

Quando arrivano delle persone impegnate in una relazione di coppia, capita spesso che sia una persona a portare, o meglio a trascinare l’altro, ai miei incontri. Quando avviene ciò, le logiche oppositive si irrigidiscono: le persone tendono a proiettare sul partner tutto ciò che io dico. Nessuno muove un passo, gli schemi rimangono identici. Dunque partire da se stessi è fondamentale: non esiste nessuna soluzione che arriva dall’esterno.

 

È doloroso, faticoso, fa paura, ma se le persone trovano senso in ciò che dico, hanno poi la voglia di metterlo in pratica e di realizzarlo. Ed è incredibile come, se si riesce a mettere in pratica alcune attenzioni che vengono da questa rivoluzione dello sguardo, la risposta dall’altra parte è immediata. Quelle persone che sono riuscite a fare il salto, hanno visto cambiare completamente la propria vita affettiva e di relazione. Quello proposto dalla Relazione Amorevole”, conclude Bruno, “non è certo un percorso facile: durante il cammino si attraversano momenti di gioia, ma anche di grande fatica e delusione. È un viaggio difficile, la cui meta però è davvero preziosa: realizzare un’unione luminosa, fondata sull’alleanza, la libertà, la gentilezza e il rispetto delle diversità”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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