Il paradigma transpersonale, verso la facilitazione integrale dello sviluppo dell’essere umano

Cosa significa “transpersonale”? Qual è la sfera di influenza della Psicologia Transpersonale e in cosa consiste la facilitazione integrale dello sviluppo dell'essere umano? Ne parliamo in questa seconda ed ultima parte di questo excursus nella storia e nell'evoluzione del paradigma transpersonale.

EDT.Kayzen.web-1

“Transpersonale” significa:

 

- Oltre la personalità: ciò che siamo non si limita alla nostra personalità, quindi è limitante identificarci esclusivamente con il corpo, l’ego o la personalità.

 

- Attraversare il personale, la maschera, trascendendo i limiti della persona, dell’ego, recuperando l’aspetto spirituale dell’essere umano. Per questo dobbiamo iniziare proprio dal personale, che è la programmazione biografica, la nevrosi, qualcosa che si può trascendere, senza che questo significhi “evitarlo”.

 

- In effetti, è un errore “evitare”: alcuni pensano che le esperienze transpersonali si raggiungano tramite il pensiero positivo o una spiritualità spicciola. Questa visione limitata può in realtà essere una fuga: non possiamo ignorare gli aspetti dolorosi, le crisi e le ombre, che si elaborano normalmente nella psicoterapia tradizionale. Nell’approccio della facilitazione transpersonale, che prevede si parta da una buona base di salute psicologica che non richieda un intervento terapeutico ma di promozione di uno stato di benessere integrale maggiore, si tratta di osservarli ed attraversarli per raggiungere una nuova comprensione.

fotos edt18

La sfera di influenza della Psicologia Transpersonale si sta gradualmente espandendo e più che attenersi al campo della psicologia, oggi copre l’intero spettro della conoscenza umana, con una conseguente forma integrativa di comprensione dell’universo e delle sue creature, in altre parole un vero e proprio paradigma.

 

Lo studio, l’indagine e la ricerca di stati di coscienza non ordinari e lo studio di esperienze particolari come la mistica, o espansioni spirituali, furono infatti storicamente il “trampolino di lancio” della psicologia transpersonale. Il rischio di un approccio parziale, limitato al solo piano di ricerca “spirituale” fu presto indagato e superato grazie a proposte come quella di Wilber di “psicologia integrale”.

 

Attualmente, l’approccio transpersonale integrale abbraccia molti campi. In questo modo, la facilitazione dello sviluppo transpersonale, non solo facilita la crescita del se-personale, ma va oltre, verso la realtà trascendente, con l’aumento progressivo dell’auto-consapevolezza. Lo scopo è quello di aiutare l’assistito nel percorso di dis-identificazione dai processi fisici, mentali ed emozionali, affinché prenda coscienza della tirannia dei condizionamenti e possa situarsi in una concezione di sé molto più ampia ed espansa.

EDT.Kayzen.web-1

La facilitazione transpersonale orienta l’assistito a un’osservazione sostenuta. La presa di coscienza di per sé è curativa, in quanto il soggetto, oltre ad osservare i contenuti mentali, procede a disidentificarsi progressivamente da essi.

 

In realtà, il ruolo della coscienza in questo processo è decisivo, poiché è allo stesso tempo oggetto e strumento di cambiamento. Senza trascurare la necessità fondamentale di assumersi la responsabilità di se stessi nel mondo e nelle proprie relazioni, incoraggia l’adeguata gestione dei bisogni fisici, mentali, emotivi e spirituali del soggetto.
(JM Doria)

Potremmo dire che nella Facilitazione dello Sviluppo Transpersonale, la coscienza è sia lo “strumento” da utilizzare sia l’obiettivo del cambiamento. In ognuno di noi, la coscienza è limitata dalle attuali identificazioni con l’ego, il lavoro transpersonale cerca di esplorare le fondamenta nelle quali ognuno appoggia la propria identità, l’idea che abbiamo di noi stessi, per riposizionarci nella dimensione più autentica e spogliarci alla fine di ciò che definisce la nostra identità. Attraversando strati e andando sempre “un po’ oltre”, “un po’ più dentro”.

 

La dimensione transpersonale ha l’obiettivo di integrare armoniosamente gli aspetti fisici, emotivi, mentali, spirituali e del benessere e responsabilità sociale. L’approccio transpersonale include tra i suoi obiettivi, la meta convenzionale di un funzionamento sano e l’integrazione tra gli aspetti fisici, emotivi, mentali e spirituali del benessere. Per questo chi opera in questo campo ricorre sia ad alcuni strumenti provenienti dagli approcci tradizionali che a metodi propriamente transpersonali, utilizzando tecniche che favoriscono stati non ordinari di coscienza, vari percorsi meditativi e qualsiasi percorso che porti la persona a scoprire la sua vasta gamma di risorse interne e il suo innato potenziale di guarigione.
(Frances Vaughan)

 

Ai giorni nostri, un nuovo orizzonte promettente inizia a svilupparsi nell’ambito della ricerca transpersonale. Come sempre, nasce dalla critica che sostiene che fino ad ora ci si è focalizzati eccessivamente sull’individuo e la individualità, senza ascoltare sufficientemente l’intuizione cosmica e l’interrelazione che ha di fondo. Ecco perché i nuovi approcci transpersonali sono attualmente orientati verso una dimensione molto più comunitaria, ecologica e socialmente impegnata.

 

La Scuola di Sviluppo Transpersonale in Italia offre vari percorsi orientati su questo approccio integrale. Per conoscere i prossimi corsi clicca qui

 

Leggi la prima parte 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

Ti è piaciuto questo articolo? Se vuoi sostenere il nostro lavoro e permetterci di dare voce all'Italia che Cambia attivati anche tu: contribuisci col tuo 5 x mille!

Leggi anche