“Plastic Free Movida”, i locali di Torino si uniscono per dire addio ai bicchieri di plastica

Un progetto che nasce da un gruppo di giovani studenti e lavoratori e che sta coinvolgendo una rete di locali della movida torinese per ridurre la plastica usa e getta, con l'introduzione del vuoto a rendere. Un’esperienza che parte dal basso, per mandare un messaggio chiaro e forte verso una partecipazione collettiva a favore dell'ambiente. condividi

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I locali della movida nelle nostre città, in media, utilizzano circa 1000 bicchieri usa e getta a sera. Tanti vero? Soprattutto se se si pensa che, dopo un solo utilizzo, finiscono dritti nel bidone dell’immondizia. Ma facendo un calcolo, quanti se ne consumano in una settimana, in un mese, in un anno? Per dare una risposta non c’è bisogno di essere dei geni in matematica, più che altro ci vuole… molto coraggio!

 

Sull’onda della campagna #stopusaegetta che Italia che Cambia ha lanciato proprio in questi giorni, vi raccontiamo il progetto virtuoso Plastic Free Movida, finalizzato a ridurre, fino ad eliminare completamente i bicchieri in plastica monouso dalla movida torinese, sostituendoli con altri in polipropilene e adottando il principio del vuoto a rendere.
Un’iniziativa che nasce da un gruppo di giovani di Torino che la movida la frequentano e che un giorno si sono posti la domanda: “come fare per ridurre tutta questa plastica? E come coinvolgere più persone possibili?” Proprio questo weekend l’associazione GreenTo, che hanno fondato, ha lanciato ufficialmente il progetto, per dare inizio ad una piccola ma grande “rivoluzione green”.

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“Spesso ci trovavamo a fare riunioni all’interno di locali, dove, come consuetudine, ci veniva servito il solito cocktail nel bicchiere di plastica, proprio quel bicchiere destinato ad essere buttato via una volta consumata la nostra bevanda. Parlando coi vari proprietari dei locali del quartiere Santa Giulia abbiamo scoperto che anche loro erano interessati ad andare nella direzione di una maggior sostenibilità ma, pensando di essere soli, avevano trovato difficoltà nell’intraprendere questo percorso. Il nostro obiettivo è stato quindi quello di diventare promotori di un cambiamento collettivo, attraverso un sistema integrato a livello urbano capace di coinvolgere e far collaborare i vari locali”. A parlare è Simone Conte, presidente di GreenTO, che, dopo aver studiato economia dell’ambiente, ha proseguito sulla strada della sostenibilità, lavorando con realtà che si occupano di mobilità urbana e comunicazione ambientale.

 

“GreenTo nasce da un gruppo di studenti con diversa formazione accademica ma accomunati da una forte sensibilità verso le tematiche ambientali. All’interno del nostro gruppo c’è chi ha studiato economia, chi ingegneria, chi fisica e proprio questa eterogeneità ci ha permesso di cooperare al meglio” mi racconta Simone.

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Plastic Free Movida nasce dall’incontro con Less Glass, la realtà che a Genova è stata capace di innescare un circolo virtuoso di utilizzo di bicchieri in propilene, riducendo considerevolmente il consumo e l’abbandono di quelli monouso attraverso il sistema del vuoto a rendere.
“Informandoci siamo venuti a conoscenza che il progetto che avevamo in mente era stato già avviato dall’associazione Less Glass che nel centro di Genova ha coinvolto ben 14 locali della città. Conoscerli è stata per noi un’occasione importante per creare sinergie con una rete che opera in un territorio diverso dal nostro ma che condivide il nostro medesimo obiettivo” mi spiega Simone.

 

Ma cos’hanno di particolare questi bicchieri? Per iniziare sono in plastica rigida di polipropilene, lavabili e riutilizzabili, inoltre sono in diverse tipologie: da cocktail, da birra media e da amaro. Il bicchiere si ottiene versando una caparra di 1€ e il cliente potrà quindi decidere di conservarlo o di restituirlo in uno qualsiasi dei locali aderenti al progetto, ottenendo, in questo caso, il rimborso della caparra.

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“Dal momento che è possibile consegnare il proprio bicchiere inun qualsiasi locale facente parte del progetto, ogni settimana ci occupiamo di garantirne la ridistribuzione. Siamo partiti fornendo i bicchieri a 3-4 locali ma il nostro obiettivo è quello di espanderci nei quartieri più ampi e caratterizzati da una consistente movida in città, come nel caso di Piazza Vittorio, oppure a San Salvario, valorizzando iniziative parallele già esistenti come ad esempio il progetto di economia collaborativa “Abbasso Impatto” che offre agli esercizi di ristorazione e ospitalità prodotti e servizi ecosostenibili sia da un punto di vista ambientale che economico.

 

Insomma, Plastic Free Movida è il risultato di una visione sistemica in cui tutte le parti in gioco possono dare il loro contributo. E chi meglio dei giovani è capace di proporre una soluzione ideale per unire una serata in compagnia con l’attenzione per l’ambiente?

 

I fondi per l’avvio del progetto sono stati raccolti in questi mesi per mezzo di una campagna di crowdfunding per l’acquisto del primo lotto di bicchieri, che ha visto una consistente partecipazione e grazie al supporto di Amico Bicchiere (distributore di bicchieri riutilizzabili) e Ok Bio (distributore di stoviglie monouso compostabili) e fino al 5 Agosto sarà ancora aperta la campagna per la raccolta fondi.

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“Nel frattempo, siamo stati contattati da alcuni locali di Bardonecchia e Pianezza interessati ad aderire all’iniziativa e un’associazione di Bologna ha espresso il suo interesse a replicare il progetto nel capoluogo dell’Emilia-Romagna” mi racconta Simone. “Abbiamo inoltre presentato il progetto alle Commissioni Ambiente, Commercio e Cultura della Città di Torino, dove è stato accolto con entusiasmo, essendo questo un tema ormai centrale e quotidiano nel dibattito pubblico”.

 

Ridurre progressivamente la quantità di bicchieri usa e getta? Siamo sulla buona strada: “durante la serata di lancio del progetto sono state molte le persone che hanno espressamente richiesto i nostri bicchieri e questa è per noi la conferma di un’attenzione collettiva che sta sempre più crescendo”.

 

 

Foto copertina
Didascalia: Vuoto a rendere
Autore: Plastic Free Movida

 

Articolo tratto da Piemonte che Cambia

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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