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18 Lug 2019

Sconfiggere le paure: hai mai parlato in un cerchio di persone?

Scritto da: Simona Straforini

Il cerchio ha l’immenso potere di aiutarci a sconfiggere le nostre paure e metterci a nudo davanti agli
altri condividendo noi stessi, mostrandoci per come siamo. Come si innesca questo meccanismo quasi
“magico”? Ce lo spiega Simona Straforini dell’ecovillaggio Tempo di Vivere, che dal 28 luglio al 6
agosto ospiterà il campo estivo “La Via del Cerchio”.

Vivere insieme spaventa. Condividere se stessi, mostrare le proprie fragilità, piangere e ridere insieme, fa paura. Non ci siamo abituati, pensiamo che sia troppo difficile, che verremo giudicati, che proveremo vergogna. Affidarsi all’altro, abbassare le armi e aprire le braccia per ricevere e donare non sembra un gesto sicuro.

 

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E invece… Invece quando accade, quando facciamo un piccolo passo coraggioso, scegliamo di superare quello che ci sembra un nostro limite e ci sediamo in Cerchio, ecco che la magia accade! Tutte le paure si dissolvono, incontriamo occhi, mani, visi e sorrisi, incontriamo noi stessi come non ricordavamo di poter fare. Apriamo le porte del cuore come se fossero sempre state spalancate sul mondo e lasciamo che Amore le attraversi.

 

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Resto incredibilmente stupefatta e commossa ogni volta che questo accade. E accade sempre. Il Cerchio insegna in maniera totalmente spontanea e anche chi ha forti resistenze e si siede timidamente, mettendo le mani avanti o dichiarando il proprio voler restare ai margini dell’esperienza, ne esce solitamente trasformato e bastano pochi istanti perché quelle “mani” si abbassino e sfiorino altre mani, con cui darsi coraggio insieme.

 

Non è un’esperienza che mi sento capace di descrivere a parole. Arriva diretta nella “pancia” e nel cuore, si imprime a fuoco nella memoria e nella pelle, fa vibrare nel profondo e mi ha sempre fatta sentire “a casa”, dove è benefico stare, dove riesco a guarire, dove riesco ad accettare tutte le mie ombre perché non ho più bisogno di combatterle o nasconderle, dove l’amore e la condivisione sono le basi del mio cammino di vita.

 

Non ci credete? Capisco.. sembra tanta roba eh? Vi assicuro che non sono l’unica ad aver fatto quest’esperienza con questa intensità. Mi fa piacere condividere le testimonianze di alcuni giovanissimi, da 5 paesi europei, che recentemente abbiamo ospitato in Ecovillaggio, facendo loro sperimentare la Via del Cerchio.

 

Annamaria, dalla Grecia “Alla luce di questi tempi, La Via del Cerchio riafferma la pratica essenziale di sedersi sul bordo e girarsi gli uni verso gli altri, per sostenere la giustizia razziale, etnica, di genere, economica e ambientale. Quest’esperienza mi ha ricordato l’importanza del Cerchio. Ognuno è uguale, non c’è gerarchia, solo puro rispetto, amore e ascolto empatico. Il rispetto non è qualcosa che devi guadagnare, vincere o fare sì che altri lo mostrino… il rispetto è un diritto umano e appartiene a tutti! La Via del Cerchio ci ha dato moltissimo. È vitale per una comunità sostenibile, per la vita stessa.”

 

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Lea, dalla Germania “La creazione è un Cerchio” ha detto Simona al terzo giorno del nostro fantastico viaggio. Quella mattina lei e Gabriella hanno condiviso con noi il loro modo di vivere nella Via del Cerchio. È una vita in comunione, basata sull’empatia, il rispetto e la profonda connessione sul piano emozionale. Ascoltare le loro parole non è stato come ascoltare qualcosa di nuovo… è stato come “ricordare una saggezza” che era già dentro di me, ma era stata coperta da brutte esperienze e strutture sociali insane. È la consapevolezza dell’unità, della comune umanità con tutte le sue sfide, che tiene insieme il Cerchio. Il bisogno di ascolto profondo, sguardi, contatto e comprensione. Il bisogno di essere ascoltati, visti, toccati, senza essere giudicati. Queste due settimane sono state come un viaggio sulle montagne russe per me.”

 

Nicoletta, dall’Italia “Tredici giorni all’insegna della sostenibilità con un occhio particolare a sé stessi, alla scoperta della via del Cerchio, e del potere che sviluppa nelle persone che ne condividono gli insegnamenti, proprio come succede nella comunità di Tempo di vivere. La cosa più incredibile accaduta in questi tredici giorni è stata la capacità individuale di ognuno di potersi sentire liberi e pienamente séestessi, in un ambiente sicuro, protetto, senza giudizio, ma solo con tanto amore e accettazione di sé e dell’altro, dell’essere umano”.

 

Adriana, dalla Spagna: “In questo mondo alienato da emozioni grigie e subordinazione, sedersi in cerchio e condividere dal cuore è un atto rivoluzionario! Nessuno è in alto o in basso, ci guardiamo gli uni con gli altri come compagni dello stesso viaggio, la vita”.

 

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Marta, dall’Italia: “Arrivo nell’ecovillaggio Tempo di Vivere e in realtà non so cosa andrò a vivere nei prossimi giorni. Probabilmente agricoltura, alcune competenze sulla vita della comunità, la produzione fatta in casa… un sacco di cose interessanti! Pronti? Sì, forse! Ma sta succedendo qualcosa di strano. La comunità e il nostro facilitatore stanno chiedendo di fare un cerchio. E poi inizia la magia! Sì! Il potere degli esseri umani seduti in un cerchio che condividono sentimenti, bisogni, emozioni, idee… onestamente, guardarsi negli occhi, in una parola: “nudi”. Quanta bellezza, quanta forza ci sono nelle nostre fragilità. E che mi dici dell’amore? Sì, amore. Quanto abbiamo paura di questa parola? E quanta magia e potere ci sono dentro invece! Quindi, se mi chiedete di condividere con voi quello che porto con me a casa da questo scambio giovanile dico.. Amore. L’amore per tutte le belle persone che ho incontrato, per me e per il mio coraggio, per il luogo che ci ha ospitato. E certo… tante risate, lacrime, buon cibo, nuove idee e nuove conoscenze. Grazie a tutti, grazie Madre Terra”.

 

M. dall’Italia: “Il mio buono e nuovo è che sto tornando a casa con difficoltà… ma sento che sono arrivato nella comunità da solo e sto tornando con tanti fratelli e sorelle. Vi voglio bene e mi mancate tutti. Aho!”.

 

Se siete già stati in Cerchio con noi, con Story, con Ellika o Simon, sono sicura che avete voglia di tornarci. Se non avete mai fatto quest’esperienza, mi auguro di cuore che queste nostre parole vi abbiano ispirato e che vorrete regalarvi quest’avventura.

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