Una coppia in viaggio sulle tracce dei sapori tipici italiani

Appassionato di buon cibo lui e di foto e video lei, Andrea e Gloria hanno deciso di unire i loro interessi e quello comune per la bicicletta ed intraprendere un viaggio per conoscere e raccontare le realtà che propongono prodotti tipici di qualità nel rispetto dell'ambiente. Per sapere cosa c'è dentro “Lo Zaino dei sapori” li abbiamo intervistati.

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Svelare il lavoro e la passione che si celano dietro le tipicità Italiane. Con questo obiettivo nasce il progetto “Lo Zaino dei Sapori” ed il viaggio di Andrea Zandri e Gloria Cercamondi, una giovane coppia delle Marche partita da qualche mese per un viaggio su due ruote sulle tracce delle eccellenze del nostro Paese.

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Andrea, com’è nato il progetto “Lo Zaino dei Sapori”?
Il progetto nasce circa un anno fa, a maggio 2018, dalla mia passione per i prodotti tipici nati durante i miei otto anni di ciclismo in giro per l’Italia che mi ha permesso di girare quasi tutta l’Italia e vedere le tipicità delle diverse zone del nostro Paese… ma come tutti gli sportivi ero condizionato dalla dieta e quindi era una sofferenza non poter assaggiare questi prodotti.

 

Finita la scuola ho lavorato per due anni e poi per vari motivi, tra i quali la paura per l’incertezza del futuro, ho voluto provare a realizzare qualcosa di mio. È nato così questo progetto. La mia ragazza ha la passione per la fotografia, i video e anche lei per la bicicletta. Abbiamo così unito questi interessi per dare il via a questo progetto che speriamo possa diventare per noi un lavoro: raccontare le tipicità italiane attraverso le interviste che realizziamo.

 

Io con la mia passione per i prodotti tipici metto a disposizione le mie conoscenze riguardo i produttori mentre la mia ragazza si occupa di foto e video del viaggio. Ad accomunarci è quindi la passione per la bicicletta, il mezzo che utilizziamo per questo viaggio.

 

Quando siete partiti?
Un anno fa abbiamo aperto il blog e tre mesi fa è iniziato il viaggio. Il blog è aggiornato fino a prima della nostra partenza. Al rientro scriveremo e pubblicheremo gli articoli su questa esperienza, che in parte stiamo già condividendo sulle nostre pagine Facebook e Instagram.

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Quali regioni avete visitato?
Inizialmente avevamo pensato di attraversare quattordici regioni ma quando ci siamo resi conto del tempo necessario per visitare ogni zona abbiamo deciso di rivedere il piano e restringere il percorso al centro Italia. Abitando nel nord delle Marche abbiamo deciso di partire dall’Emilia Romagna. Quando il viaggio sarà finito avremo disegnato un anello e attraversato otto regioni: Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Lazio, Molise, Abruzzo, Umbria e Marche.

 

Abbiamo pianificato solo le realtà da visitare in Emilia Romagna, per le altre regioni abbiamo seguito delle segnalazioni o abbiamo contattato noi le aziende durante il viaggio. Viviamo il viaggio quasi giorno per giorno. Abbiamo programmato solo le prime due o tre settimane.

 

Che criterio vi guida nella scelta delle realtà da visitare?
Il nostro è un viaggio all’insegna della sostenibilità e quindi abbiamo scelto innanzitutto di recarci da produttori biologici e presidi Slow Food, realtà che ci davano quasi una certezza di rispetto dell’ambiente. Per quanto riguarda i vini abbiamo cercato realtà che producono vini biodinamici.

 

Collaboriamo con i promotori dell’iniziativa “Caseifici agricoli” che prevede l’apertura dei caseifici alle persone. Quindi per quanto riguarda i caseifici ci affidiamo prevalentemente a loro che ci indicano le aziende da visitare.

 

Per il resto cerchiamo le tipicità, le peculiarità dei territori, dalle cantine vinicole alle produzioni meno conosciute come quella antica dello sciroppo di rose in Liguria. Ci informiamo attraverso internet e cerchiamo di fare una selezione in base alla nostra filosofia e alla nostra etica.

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Potete farci qualche esempio?
Vi cito alcune realtà portate avanti da giovani come noi. Siamo stati da una ragazza di 22 anni che alleva capre in Liguria e ha dato vita all’Azienda agricola Pilan. In Molise a Rocchetta a Volturno abbiamo visitato l’allevamento e Agriturismo Costantini che non utilizza pesticidi e propone prodotti a chilometro zero. 

Abbiamo poi conosciuto Sara, diciannovenne produttrice di luppolo che coltiva i suoi campi a 1345 metri s.l.m. La sua Mappavel’s oltre alla produzione di luppolo si dedica alla creazione di birre con i propri prodotti.

 

Ad accomunare queste realtà è anche l’apertura verso il cliente cui viene data la possibilità di conoscere tutta la filiera.

 

In base alla vostra esperienza, la sostenibilità ambientale è un aspetto prioritario per i produttori?
Nel 90% dei casi sì. Purtroppo ci sono capitate alcune eccezioni.

 

Che difficoltà riscontrano oggi i produttori di prodotti tipici di qualità?
La criticità principale è che le piccole realtà si trovano spesso a dover impiegare molto tempo per raccontare ad un singolo cliente la storia e le caratteristiche dei loro prodotti per riuscire a vendere ad un prezzo inevitabilmente più alto di quello di molti prodotti della grande distribuzione che rappresentano tuttora la scelta abituale di tanti consumatori, malgrado l’aumento di consapevolezza verso il cibo sano che si è registrato negli ultimi anni.

 

Un’altra difficoltà è rappresentata dalla burocrazia, un ostacolo per molti che si trovano costretti a stare ore e ore dietro le carte. E se sbagli qualcosa arrivano multe salatissime!

 

Quali sono le prossime tappe?
Pensiamo di visitare l’Umbria e poi raggiungere le Marche. Qui ci fermeremo di più, essendo la nostra regione ed avendo sponsor marchigiani. A fornirci le biciclette è stato Marche and bike che ci ha fornito le biciclette. Anche loro stanno organizzando dei tour per promuovere il turismo sostenibile in particolare nella zona di Pesaro e Urbino.

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Quali sono gli aspetti negativi e quelli positivi che avete avuto modo di osservare in questi mesi di viaggio?
Un elemento negativo è sicuramente l’inquinamento che di fatto accomuna tutte le regioni che abbiamo visitato, partendo dall’Emilia Romagna. Viaggiando in bicicletta ti rendi davvero conto delle dimensioni del problema. Per questo abbiamo lanciato l’iniziativa “Un sacchetto al giorno”: ogni giorno di viaggio raccoglievamo una busta di plastica. L’obiettivo era quello di incoraggiare le persone a compiere un piccolo ma importante gesto. Da quel che abbiamo visto sinora infatti si parla molto ma si fa poco.

 

Un alto lato negativo è l’abbandono di molte vie secondarie. Forse l’Emilia Romagna è un po’ più avanti dal punto di vista delle piste ciclabili rispetto alle altre regioni.

 

Tra gli aspetti positivi rientra sicuramente la sensibilità di molti ragazzi verso il loro territorio. Abbiamo conosciuto tanti giovani che hanno deciso di restare nelle loro terre d’origine e qui hanno avviato delle attività virtuose.

 

Un altro aspetto positivo è sicuramente l’accoglienza e la bellezza dei posti che abbiamo visitato. Nota negativa: le istituzioni non facilitano i visitatori perché spesso mancano le insegne dei posti.

 

In generale questo viaggio ci sta dando la possibilità di conoscere tante persone e ci sta aprendo a vari opportunità anche lavorative per il nostro futuro. Tantissimi giovani come noi hanno iniziato a viaggiare perché hanno capito che al di là del posto fisso – ormai superato – ci sono tante altre possibilità da esplorare e sperimentare.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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