Una famiglia pedala attraverso l’Italia per l’ambiente e la pace

Percorsi di Pace è un viaggio in bicicletta attraverso una fetta d'Italia che due genitori compiranno in compagnia di sei bambini per sensibilizzare l'opinione pubblica su temi cruciali come l'ambiente, la solidarietà e l'accoglienza.

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Partiranno da Reggio Emilia e arriveranno a Roma spostandosi in bicicletta. Chiederanno ospitalità presso aziende agricole, parrocchie e altre famiglie. Puliranno le strade delle città che attraverseranno. È l’incredibile avventura che inizierà lunedì per una famiglia di otto persone, la più piccola delle quali ha solo due anni e mezzo. Il loro progetto si chiama Percorsi di Pace.

percorsi di pace 1«L’idea è nata questo inverno mentre ragionavamo in famiglia su alcune tematiche ambientali e sociali», racconta papà Federico. «Ci siamo chiesti come fare per cercare di diffondere il più possibile questi temi. L’emergenza ambientale si ripercuote su tutti noi, specialmente sui più poveri».

 

Federico e sua moglie Jessica hanno un legame stretto con gli ultimi del mondo. «Per anni abbiamo svolto volontariato con la Comunità Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi. Io sono stato in Brasile, Jessica in Bolivia e poi insieme abbiamo vissuto quasi due anni in Venezuela prestando servizio come Caschi Bianchi».

 

Qualche mese fa nasce la voglia di “premere sull’acceleratore”, come dice Federico, elevare il livello di attenzione su quello che sta diventando un problema dell’umanità intera. «All’inizio volevamo andare a piedi, ma poi abbiamo optato per la bicicletta, visto anche il numero di componenti del gruppo».

 

Oltre ai due genitori ci saranno i loro quattro figli: Irene di 10 anni, Filippo di 7 anni, Matteo di 4 anni e Francesco, il più piccolo del gruppo. Poi ci sarà Khady, una giovane della Sierra Leone che vive con loro: «È arrivata due anni fa come clandestina insieme allo zio, che però è andato in Francia, – ci spiega Federico – e ora sta facendo le pratiche per il ricongiungimento con una zia che vive a Londra. Khady non sapeva andare in bici e ha imparato apposta per partecipare a questo viaggio!». Infine ci sarà F., un bimbo di tre anni con disturbi dello spettro autistico che Federico e Jessica hanno in affido.

 

A portare in giro questa allegra brigata saranno cinque biciclette e due carrelli da bici su cui verranno trasportati i bimbi troppo piccoli per pedalare e i bagagli. «Avremmo voluto fare qualche tappa in treno: abbiamo chiesto istruzioni a Trenitalia ma nessuno ci ha saputo spiegare le modalità di viaggio per un gruppo di ciclisti così abbiamo lasciato stare», si sfoga Federico.

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A ogni tappa la famiglia si fermerà in un luogo centrale della città che attraverserà e lo ripulirà dai rifiuti, esibendo la bandiera di Percorsi di Pace e invitando le persone a unirsi nell’attività. «Abbiamo notato che raccogliere i rifiuti è un’azione che non ha solo un risvolto ambientale, ma anche un grande potenziale aggregativo».

 

Il fine del viaggio infatti è anche quello di dimostrare come l’Italia sia un paese in cui la condivisione e la socialità sono elementi forti e radicati: «Chiederemo ospitalità per quanto riguarda vitto e alloggio, vogliamo stimolare la diffusione di una cultura dell’accoglienza. A tutti coloro che incontreremo daremo un bigliettino da visita per agganciarli e interessarli al progetto».

 

L’arrivo a Roma è previsto per mercoledì 21 agosto. Non è una data a caso: quel giorno infatti è in programma un’udienza pubblica di Papa Francesco: «Si è dimostrato molto sensibile alle tematiche ambientali e ci piacerebbe incontrarlo. Abbiamo chiesto udienza a lui e abbiamo scritto due volte anche al Ministero dell’Ambiente, purtroppo senza mai ottenere risposta. Ci andremo lo stesso e speriamo di avere occasione di raccontare la nostra esperienza».

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Verso la fine della nostra chiacchierata faccio una confessione a Federico: credo che l’iniziativa di cui lui parla con semplicità e leggerezza richieda in realtà una consistente dose di coraggio. Moltissime persone a parole si dichiarano solidali e dicono che vorrebbero fare lo stesso, ma poi si tirano indietro accampando scuse su scuse. “Tengo famiglia” è una delle più gettonate.

 

Lui mi risponde così: «Tutti possiamo impegnarci, anzi, abbiamo il dovere di farlo. Lo dobbiamo ai nostri figli. In otto con i cinque bambini piccoli non sarà facile arrivare a Roma, così come non sarà semplice cambiare le nostre abitudini nella vita quotidiana. Eppure lo dobbiamo fare».

 

L’invito finale è rivolto a voi che state leggendo queste righe: seguite Federico e la sua famiglia sulla pagina facebook di Percorsi di Pace, parlate in giro della loro iniziativa, ma soprattutto consultate il loro itinerario e unitevi a loro per una o più tappe, dimostrando che solidarietà, condivisione e coscienza ecologica possono attivare relazioni virtuose!