Imprenditori sovversivi: lavorare meno, ma meglio

Un corso per insegnare agli imprenditori un nuovo approccio al lavoro, riducendo le ore spese in azienda ma migliorandone la qualità. È la proposta di Fabrizio Cotza, formatore e fondatore di un approccio “sovversivo” all'imprenditoria.

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Lui stesso era un imprenditore “convenzionale”, che passava buona parte della sua giornata in azienda, era concentrato su come aumentare il fatturato e si concedeva solo due settimane di vacanza all’anno.

 

Questo lo ha portato a dire basta e a ripensare la propria vita lavorativa, allargando la propria esperienza anche agli altri. Fabrizio Cotza è infatti l’ideatore del metodo degli imprenditori sovversivi, che è anche un’accademia e un libro.

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Ma cosa vuol dire essere imprenditori sovversivi? «Significa sovvertire i canoni della gestione di una media e piccola impresa», risponde Fabrizio. «L’errore più grande che le PMI italiane possono fare è quello di emulare le grandi aziende. Esistono delle logiche diverse che identificano la singola piccola azienda come una realtà preziosa da salvaguardare, lavorando sulla qualità e non sulla quantità».

 

Spesso l’imprenditore antepone il successo professionale al proprio benessere, da cui dipende anche il benessere della sua famiglia, dei suoi dipendenti e di tutti coloro che con lui condividono vita e lavoro. «L’errore tipico del piccolo imprenditore – spiega Fabrizio – è pensare: “La mia azienda è la mia vita”. Un errore tragico. L’azienda non può essere il motivo per cui uno è vivo bensì dev’essere uno strumento che permetta di realizzare uno scopo».

 

Lui stesso dal 2009 ha cambiato il proprio approccio alla gestione dell’azienda, anteponendo la realizzazione personale al semplice raggiungimento del successo professionale. Proprio da questo cambio di paradigma è nata l’Accademia degli imprenditori sovversivi.

 

Qual è il primo passo che è richiesto a chi si avvicina all’approccio degli Imprenditori Sovversivi? «La capacità di mettersi in gioco e di fare uno swich off alle vecchie abitudini trasformandole in una nuova cultura del lavoro e della vita, improntata sul benessere delle persone attraverso la capacità di ciascuno di evolvere sé stesso».

 

L’indagine su un campione delle circa trecento aziende che stanno seguendo l’approccio Imprenditori Sovversivi conferma la sua validità. Si parla di PMI di svariati settori: carrozzerie, aziende di servizi, ristorazione, produzione meccanica, edilizia, centri estetici, elettronica, vendita di macchine agricole, consulenza del lavoro e tanti altri.

 

In particolare, si sono registrati i alcuni dati significativi:

 

• Il 92% degli Imprenditori Sovversivi negli ultimi 3 anni ha costantemente aumentato il fatturato, ma soprattutto gli utili (si va dal 5 al 30%)
• Il 75% dichiara di essersi preso più tempo per sé stesso e la famiglia, senza che questo abbia
intaccato negativamente l’efficienza sul lavoro
• Il 97% degli imprenditori ha dichiarato di essere ritornato a fare l’imprenditore, ovvero pensare
all’azienda e alla sua unicità nel mercato
• La percentuale degli insoluti è mediamente del 2,2% (quindi molto bassa rispetto alla media
nazionale)
• Il 100% ha come posizionamento di mercato quello dell’eccellenza con prezzi più alti rispetto alla media dei concorrenti
• Il 35% è promotore di iniziative sociali e per il territorio
• Il 90% dichiara di essere in piena salute psicofisica e di non aver disturbi psicosomatici dovuti a stress o ansia

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Quali sono i benefici per l’imprenditore e l’impresa che scelgono questo approccio? «Maggiore creatività dell’imprenditore, che permette di fare vera innovazione aziendale», risponde Fabrizio. «Gli utili aumentano nonostante diminuiscano le ore di lavoro. Più benessere sia per le persone che lavorano nell’azienda che per l’imprenditore e più spazio per la famiglia. Inoltre, si genera una impatto sociale positivo in un’ottica più ampia della salute delle PMI in Italia, perché con già mille imprenditori sovversivi si avrebbe un impatto che comincerebbe ad assumere un significato tale per cui altre aziende si sentirebbero attratte. Si genererebbe il cosiddetto circolo virtuoso».

 

Ogni anno Fabrizio organizza One Shot, una giornata in cui presenta il suo metodo a imprenditori curiosi che vogliono saperne di più e capire se sono pronti a intraprendere il percorso di sovversione più lungo, profondo e strutturato che propone l’accademia. One Shot quest’anno si terrà il 2 ottobre a Bologna.

 

Se sei interessato a saperne di più o vuoi iscriverti alla giornata clicca qui. Gli iscritti provenienti da Italia Che Cambia avranno diritto a uno sconto del 50%.

 

«Ti diamo il benvenuto fra noi», scrive Fabrizio in apertura del suo libro. «Noi che non vogliamo adeguarci a questo mondo di “merda” per diventare mosche di successo».

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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