“Non posso fare tutto, ma comunque posso fare qualcosa”

L'emergenza ambientale sempre più grave e la crisi della politica quanto mai manifesta rendono cupa e particolarmente amara questa fine dell'estate. Eppure nella ricerca della bellezza possiamo trovare la speranza e nella responsabilità individuale la direzione da seguire.

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Dopo qualche settimana di pausa la redazione di Italia che Cambia riapre i battenti per riprendere il racconto di quello che succede nel nostro Paese, pieno di tante bellezze note e meno conosciute che tanti di voi, come me, avranno forse avuto il piacere di scoprire o riscoprire durante l’estate appena trascorsa.

 

In effetti manca ancora un po’ alla fine di agosto e quasi un mese al termine dell’estate, eppure questi momenti sono per molti intrisi di quel dolce dolore e quel sapore amaro delle giornate “di confine” che ha dipinto bene qualche tempo fa un mio amico e collega.

 

Eppure, al di là dell’umore tipico degli ultimi giorni di vacanza, molti di noi ci sentiamo ora sopraffatti dalla preoccupazioni per la crisi ambientale e politica che stiamo vivendo.

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Siberia, Amazzonia e Africa sono in fiamme, i ghiacciai si sciolgono, l’India è strangolata dalla siccità e nel Mediterraneo, Italia compresa, si moltiplicano i fenomeni metereologici estremi: ondate di calore, tempeste tropicali, gelate fuori stagione. Sono tutti effetti della crisi climatica in corso e al tempo stesso cause del suo rapido aggravamento. Di tutto questo non c’è alcun riflesso nel Parlamento italiano, né nelle manovre per formare un nuovo governo.

 

C’è però in Italia e in tutto il mondo un “popolo” che quei fatti li ha messi al centro dell’attenzione, delle sue preoccupazioni e della sua iniziativa: i movimenti in difesa del Pianeta come quello dei giovani attivisti di Fridays for Future, gli educatori che portano le buone pratiche a scuola, i singoli che si attivano in prima persona per un cambiamento degli stili di vita, a partire dal consumo critico.

 

E c’è il protagonista del nostro Meme di questa settimana Massimo Angelini, “filosofo della terra e della parola” che trasmette un messaggio quanto mai importante: “La speranza passa per la ricerca della bellezza e la cura delle parole”.

 

Chiudo riportando una poesia di Edward Everett Hale che ha ispirato il percorso di Ottavia (e che può ispirarci tutti)

 

“Io sono soltanto uno. 
Ma comunque sono uno. 
Non posso fare tutto, ma comunque posso fare qualcosa, 
e il fatto che non posso fare tutto non mi fermerà dal fare quel poco che posso fare”

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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