Una comunità vegetariana in un borgo del centro Italia

Dar vita ad una comunità basata sul rispetto della natura e di tutti gli animali. È questo il desiderio di Enrico Modelli che nel testo che di seguito pubblichiamo descrive il suo progetto di ecovillaggio vegetariano da avviare in un borgo del centro Italia tra Umbria e Lazio.

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In un’epoca storica in cui si è palesata l’impossibilità di condurre una vita serena nelle grandi città si stanno riscoprendo i veri fattori del benessere: il tempo libero, le amicizie, il contatto con la Terra. È per questo che mi è balenata per la mente l’idea di riunire persone del centro Italia desiderose di condurre un’esistenza che abbracci tali fondamenti, accomunate possibilmente da valori profondi come l’amore per la natura e il rispetto di tutti gli animali, dai quali non può non prescindere una scelta alimentare quantomeno vegetariana.

 

È importante sottolineare che tale particolarità non dovrebbe tradursi in una chiusura verso l’esterno, bensì in accoglienza e buon esempio verso chiunque sia desideroso di conoscere uno stile di vita diverso da quello al quale la società lo ha abituato. Come potrebbe concretizzarsi il progetto?

 

Ognuno potrebbe avere la propria casa o porzione di casale, col proprio appezzamento di terreno, ma conservando un forte senso di comunità dal quale conseguirebbe l’incontro in spazi comuni, la condivisione di strumenti nei momenti di non utilizzo, la gestione dei bambini che potrebbero beneficiare dell’esperienza e della supervisione di tanti  adulti, l’aiuto reciproco.

 

Per ora siamo in pochi affinché si possa dare seguito al progetto. L’intenzione è quella di partire al raggiungimento di almeno quattro nuclei familiari. Confido di raggiungere presto l’interesse di tanti altri.

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Ho creato per questo una pagina Facebook dove spiego in che forma potrebbe svilupparsi questo progetto di vita comunitaria. Ecco le due possibili soluzioni immaginate:

 

1) Coinvolgere un certo numero di persone che condividono la stessa filosofia di vita Vegetariana o Vegana al fine di acquistare uno o più casali e terreni contigui, dividendoli catastalmente in modo che ognuno conservi la proprietà esclusiva della propria parte, ma nel contempo predisponendo degli importanti spazi comuni.

 

2) Ripopolare un borgo abbandonato o scarsamente abitato, anche in questo caso prevedendo dei luoghi comuni d’incontro e lasciando ai singoli la scelta di rilevare anche dei terreni nei dintorni.

 

Tali realtà sono pensate sia per chi ha un’idea imprenditoriale agricola e sia per chi lavora in città e vorrebbe vivere in un contesto incontaminato senza incorrere nell’isolamento che un’abitazione singola comporterebbe, nella speranza che in futuro si possa fungere da “polo” e incentivare altre persone a rilevare abitazioni vicine e creare gradualmente una comunità. Per domande, suggerimenti o manifestazioni di volontà partecipativa (assolutamente non vincolante), scrivetemi pure su Messenger.

 

Foto generica tratta da Pixabay

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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