Perché insegnare ad insegnare la Permacultura?

Per costruire comunità realmente resilienti serve anche una trasformazione del movimento della Permacultura che deve integrarsi alle sfide emergenti e diffondere i propri strumenti di progettazione nei settori della formazione. Partendo da questo presupposto è stato ideato il primo corso per insegnare la Permacultura in 3D che si terrà dal 24 al 29 settembre in Sardegna.

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Il movimento della Permacultura nasce quaranta anni fa dal desiderio di cercare soluzioni ecologiche per il mondo, producendo anziché consumando risorse. Nasce inoltre dalla consapevolezza che il vigente modello sociale, economico e valoriale sta conducendo la civiltà “avanzata” verso un collasso prodotto da tre crisi integrate: ecologica, economica ed energetica.

 

La Permacultura è entrata in Italia tardi rispetto ad altri paesi come quelli anglosassoni. Per molto tempo il focus primario delle progettazioni è stato la gestione della terra, delle risorse naturali, dei bisogni energetici dello specifico insediamento abitativo che si voleva creare. L’obiettivo fondamentale dei progetti era rigenerare la terra.

Marco Matera

Marco Matera, docente di Permacultura

 Sempre più il movimento della Permacultura in Italia sta evolvendo nell’ottica di costruire modelli alternativi, cioè resilienti, anche dal punto di vista sociale. Quindi sempre più attenzione sta richiedendo il design sociale, legato alle dinamiche fra le persone, nei gruppi, nelle comunità. Diventa importante far emergere e rendere visibili interconnessioni e flussi tra le persone e loro “ruoli” per ideare azioni o percorsi condivisi. Quali sono i bisogni reali? Quanti modi si possono ideare per rispondere a quei bisogni? Come mettere in relazione i diversi componenti del sistema? Come si manterrà quel sistema nel tempo? La Permacultura sociale cerca di rispondere alla crescente esigenza di poter vivere meglio la propria vita, semplificare le scelte, cogliere le opportunità imparando a guardare in modo nuovo.

 

La sfida del futuro sarà utilizzare la progettazione sistemica per creare delle comunità economicamente sostenibili cioè imparare a costruire economie di intere aree del territorio, di intere regioni o macroregioni come già avviene ad esempio in Australia. Servirà mettere a sistema strumenti già conosciuti con altri da co-creare in base alle specifiche caratteristiche, lavorando sulla gestione del flusso di denaro, sulle monete alternative, sulle tipologie di transizioni, le banche del tempo, etc.

 

Corso di Permacultura a Tertulia, toscana

Corso di Permacultura a Tertulia (Toscana)

 Questo processo non coinvolge solo agricoltori e agronomi o chi, innamorato della filosofia e dei principi della Permacultura, sceglie di cambiare vita andando a vivere in campagna ma interessa chiunque voglia portare la progettazione ecologica nei diversi settori educativi e formativi della società.

 

Insegnanti ed educatori dovrebbero diventare più consapevoli dei bisogni e delle risorse di una società in veloce trasformazione e del percorso che necessariamente si andrà a condividere. E’ necessario sviluppare un nuovo paradigma dell’educazione che mostri esplicitamente come prendersi cura di se stessi, degli altri e della terra. In ogni cosa possiamo ottenere dei cambiamenti, piccoli o grandi, niente è immutabile ma richiede una preparazione adeguata, cura e attenzione.

 

Capita in Italia che le isole maggiori, Sicilia e Sardegna, siano i territori in cui si sta instaurando in maniera più organica e sistematizzata il processo di transizione. Proprio in Sardegna è in partenza un corso innovativo per formatori: Insegnare Permacultura in 3D, organizzato da Sar.p.a. con Marco Pianalto, Alessandro Caddeo e Marco Matera.

Formatori Permacultura Sardegna sarpa

 Tre docenti con esperienze diverse nella propria formazione in Permacultura si focalizzeranno sulle 3 Dimensioni: Design, progettazione di percorsi trasformativi stabili, Decision making cioè cosa fare di volta in volta a seconda delle reali necessità e opportunità, Dealing, come si gestisce un corso o un’aula con consapevolezza delle interazioni fra le parti.

 

Convinti che il “come” si insegna sia importante quanto il “cosa” venga insegnato, si lavorerà su metodi e strumenti di apprendimento per incentivare i processi creativi in se e negli altri. Governare il setting in cui avviene la lezione, riuscire a condurre i flussi di energia attraverso la gestione delle emozioni, dello stress, dei tempi aiutano a rendere sostenibile un percorso formativo. Infatti migliorare la qualità dell’insegnamento prevede anche una soddisfacente economia energetica personale del docente che deve potersi divertire e rigenerare mentre insegna.

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Alessandro Caddeo, docente di Permacultura

Materia del corso sarà anche il mercato e le possibili economie legate all’insegnamento della Permacultura che inizia a diffondersi anche nei circuiti didattici convenzionali. L’insegnamento della complessità è infatti necessario anche ai più piccoli. L’estrema semplificazione dei pacchetti educativi, la preoccupante separazione dalla natura, la perdita di familiarità con le dinamiche naturali dentro e fuori di noi ha indebolito i processi creativi intuitivi e l’intelligenza ecologica e cooperativa.

 

Tutti i bambini possano accedere ad un’istruzione basata sull’etica della cura della terra, della cura delle persone e della condivisione equa così come possono imparare a valorizzare le risorse e a trovare modi creativi per vivere in armonia con il mondo.

 

Per partecipare al corso è auspicabile aver frequentato un PDC (il corso base riconosciuto a livello internazionale) ma è possibile partecipare anche frequentando la giornata aggiuntiva, che precede il corso, offerta per poter acquisire i concetti fondamentali propedeutici.

 

 

Per informazioni sul corso clicca qui e qui

Per approfondire leggi il sito Permacultura e Transizione

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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