Pubblicati da Giorgio Avanzo

La “coscienza di classe” dei pastori sardi

In Sardegna prosegue la protesta dei pastori contro il crollo del prezzo del latte. Purtroppo c’è il sospetto che l’attenzione verso di loro sia legata alle prossime elezioni regionali e che questo Governo, in continua campagna elettorale, individui nella risoluzione della problematica un grande bacino di voti. D’altra parte il caso sardo è proprio quello dei cittadini che sono stanchi di affidare il loro destino nelle mani di altri.

Damiano, il giovane contadino musicista

Un’agricoltura lenta e locale che pur mantenendo stretto il legame tra chi la pratica e la terra lascia all’agricoltore il tempo e lo spazio per altre passioni. È questa la strada seguita da Damiano, il giovanissimo contadino e musicista protagonista del primo documentario della serie “TERRE” che narra la vita ed il lavoro di alcuni piccoli produttori agricoli, partendo dalle zone piacentine.

Le aree verdi di città rinascono con gli orti condivisi

Si stanno diffondendo in Italia una molteplicità di progetti di agricoltura urbana che oltre a promuovere modelli di coltivazione e stili alimentari sostenibili favoriscono le relazioni sociali e contribuiscono alla riqualificazione delle aree verdi cittadine, spesso in stato di abbandono e degrado. È il caso, ad esempio, di Fruttorti di Parma, movimento informale ispirato da alcune esperienze estere come le Transition town.

Perché il veganesimo non salverà il mondo

Se è vero che la scelta vegana comporta dei benefici per l’ambiente, è altrettanto vero che non tutto quello che mangia un vegano è necessariamente etico e sostenibile. Inoltre, la provenienza di un alimento più che la sua tipologia potrebbe fare la differenza in termini di sostenibilità. Ecco alcune riflessioni scaturite dal provocatorio articolo di The Guardian dal titolo “Se vuoi salvare il mondo il veganesimo non è la risposta”.

PAC: quale futuro per la Politica Agricola Comune?

In questi mesi si stanno discutendo le nuove politiche europee sull’agricoltura. Gli ultimi accordi presi avevano una durata prestabilita (2014-2020). Le discussioni per la nuova Politica Agricola Comune (2021-2027) sono in pieno svolgimento, ed ecco perché ora è il momento di fare le dovute pressioni.

Migranti economici e ambientali: perché partono?

Se si considera che l’Africa è oggi il continente più colpito dalla desertificazione è facile comprendere perché la maggiorparte di quelli che vengono definiti “migranti economici” sono più precisamente “migranti ambientali”. Riconoscerlo vuol dire individuare le vere cause del fenomeno e capire quali scelte politiche attuare per restituire un futuro a queste popolazioni.

Xylella: e se “fastidiosa” fosse la nostra agricoltura?

Per fermare la diffusione della xylella fastidiosa, il batterio killer degli ulivi del Salento, si è deciso di far ricorso ai pesticidi che, tuttavia, non fanno altro che contribuire a rendere l’ambiente poco sano. Perché non approfittare invece di questa emergenza per ripensare le nostre politiche agricole orientandole verso il rispetto del territorio?

“Così custodiamo i semi naturali della Sicilia”

Salvaguardare e distribuire i semi naturali per tutelare la tradizione, la ricca biodiversità, per mantenere la sovranità alimentare e per scegliere come nutrirsi. Nasce a questo scopo in Sicilia l’associazione Sementi Indipendenti che si occupa principalmente della conservazione di varietà vegetali orticole naturali.

L’agricoltura del “non-fare”: una via alla rivegetazione del deserto

L’agricoltura del “non-fare” può dare buoni risultati anche nei deserti e questo approccio può essere il punto di partenza per far sì che la natura spontaneamente si riprenda. Dopo 30 anni di viaggi, alla fine della sua vita, il padre dell’agricoltura naturale Masanobu Fukuoka lascia in un libro il suo ultimo messaggio per aiutarci a rinverdire la Terra.