Dieci storie proprio così – PALERMO

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Data - Ora: 23/05/2017 - 20:30 - 22:30

Luogo: Teatro Biondo


Da un’idea di Giulia Minoli, drammaturgia Emanuela Giordano e Giulia Minoli, regia Emanuela Giordano, musiche originali Antonio di Pofi e Tommaso Di Giulio, aiuto regia Tania Ciletti, con Daria D’Aloia, Vincenzo D’Amato, Tania Garribba, Valentina Minzoni, Salvatore Presutto, Diego Valentino Venditti, Alessio Vassallo e con Tommaso Di Giulio chitarre e Paolo Volpini batteria.

 

Dieci storie proprio così è parte integrante del progetto “Il Palcoscenico della legalità”. Assistenti al progetto Ludovica Siani, Noemi Caputo, Luca Caiazzo. Una produzione Piccolo Teatro di Milano, Associazione Teatro di Roma, Teatro Mercadante. In collaborazione con The Co2 Crisis Opportunity Onlus.

 

Il progetto è promosso da Università degli studi di Milano – Corso di Sociologia della Criminalità organizzata, Fondazione Pol.i.s., Libera, Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Centro Studi Paolo Borsellino, Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, Fondazione Silvia Ruotolo, Italiachecambia.org con il patrocinio del Ministero della Giustizia e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Con il sostegno di Fondazione Cariplo, Banca Intesa, Enel Cuore, Fondazione con il sud, SIAE

 

Vincitore del premio Anima 2016 per la categoria teatro

 

Dieci storie proprio così racconta di vittime conosciute e sconosciute della criminalità organizzata, storie di impegno civile e riscatto sociale, responsabilità individuali e collettive, connivenze istituzionali e taciti consensi. Racconta il coraggio espresso da associazioni di ragazzi caparbi, la tenacia dei parenti delle vittime, l’impegno di tutti cittadini che fanno della memoria un diritto inalienabile. Senza incorrere nell’enfasi celebrativa, le storie si intrecciano tra loro in un affresco corale, carico di energia vitale. Inizia il suo percorso nella stagione 2011 al Teatro di San Carlo di Napoli, nel 2017 si arricchisce di nuovi contenuti drammaturgici, affrontando anche il tema dell’espansione delle mafie all’estero, di Mafia Capitale e approfondendo i legami tra ‘Ndrangheta calabrese, Lombardia e traffici internazionali. Dieci storie proprio così è parte integrante di un progetto sperimentale di collaborazione tra teatri, istituti penitenziari, scuole e società civile Il palcoscenico della legalità.

 

Il Progetto

 

Il palcoscenico della Legalità è un percorso formativo, uno spettacolo itinerante, una sinergia tra teatri, istituti penitenziari, scuole e società civile. Dieci storie proprio così, presentato all’interno della stagione Educational del Teatro San Carlo di Napoli nel 2011, nasce dall’incontro con decine di familiari di vittime innocenti di mafia, camorra, criminalità e con i responsabili di cooperative ed associazioni che sulle terre confiscate alla mafia hanno costruito speranze, lavoro, accoglienza, idee. In seguito a questo primo traguardo, lo spettacolo, replicato a Milano, Torino, nei teatri dei capoluoghi della Campania e in Sicilia, è diventato strumento di riflessione sul come strutturare un rapporto continuativo e di scambio benefico tra istituzioni (scuole, teatri e carceri) perché insieme si apprenda un nuovo alfabeto civile. Da allora sono stati attivati laboratori nelle scuole (più di 20.000 gli studenti coinvolti) e negli istituti penitenziari minorili (Airola e Malaspina). Il linguaggio e le tecniche teatrali sono diventati strumento per imparare il lavoro di squadra, ma soprattutto per ragionare sulla nostra responsabilità individuale e collettiva riguardo a logiche e culture mafiose.  Crediamo che anche iniziative come questa possano contribuire a far rinascere la fiducia nell’avvenire del nostro Paese. Attualmente l’attività è in corso nelle scuole del Lazio, della Campania, della Sicilia e della Lombardia.

 

Contributi

 

Dieci storie proprio così nasce nel 2011 come opera-dibattito sulla legalità e nel suo viaggio si è arricchito delle storie di dolore e riscatto della Sicilia e del Lazio, affrontando anche temi legati all’espansione delle mafie all’estero e a Mafia Capitale. Dal 2017, in occasione dei 25 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio verrà presentata una nuova versione drammaturgica con l’approfondimento su Mafia Capitale e dei legami tra ‘Ndrangheta calabrese, Lombardia e traffici internazionali. Lo spettacolo debutterà al Piccolo di Milano per proseguire al Teatro Argentina di Roma e al Teatro San Ferdinando di Napoli in una rete di collaborazione tra Teatri Nazionali.

 

E’ una “ragionata” provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. Mentre scriviamo questi appunti, continuiamo a raccogliere testimonianze, domande e riflessioni che riguardano non solo l’operato altrui ma anche la nostra responsabilità individuale, perché diritti e doveri siano uguali per tutti davvero. Il teatro non lancia messaggi, si accontenta di offrire stimoli e questo noi cerchiamo di fare, con grande convinzione, pensando soprattutto ai ragazzi. E proprio ai ragazzi ci rivolgiamo con un lavoro che realizziamo nelle scuole di tutta Italia perché lo spettacolo non sia solo un evento ma una parte di un percorso di avvicinamento a temi fondamentali per la loro crescita.

Emanuela Giordano – Giulia Minoli

 

«L’emozione che si prova davanti a Dieci storie proprio così non è fine a se stessa. È un’emozione che resta, che agisce nel tempo, che rilascia via facendo un carico di dubbi e di domande. La rappresentazione delle mafie, a maggior ragione quando viene data voce alle loro vittime, trova un senso profondo nel risveglio di quelle coscienze che proprio le mafie vorrebbero indifferenti, egoiste, corrotte. È il caso di quest’opera, mirabile fusione di etica e estetica, che ci chiede di essere non solo “spettatori”, ma persone più coraggiose, più consapevoli, più determinate a difendere e costruire la speranza che le mafie ci portano via».  

 

Don Luigi Ciotti – Libera

 

Dieci storie proprio così è il racconto delle nostre famiglie, della nostra personale tragedia, del nostro impegno e di quello delle realtà che danno nuova vita ai beni confiscati alle mafie. Noi, i familiari delle vittime innocenti della criminalità, non siamo scappati, pur avendo subito il torto più grande di tutti, perché siamo convinti che possiamo farcela. Attraverso il ricordo dei nostri cari, con l’impegno dei giovani, con la partecipazione delle Istituzioni e tramite la bellezza dell’arte vogliamo credere nel cambiamento. Lo straordinario lavoro che tanti ragazzi svolgono con entusiasmo e determinazione nei beni confiscati alla camorra ne è la conferma assoluta. Sosteneteli con noi, sono il nostro futuro.

 

Paolo Siani – presidente Fondazione Pol.i.s.