Nelle tradizioni esoteriche la pratica del silenzio ricorre sempre. Oggi, nella società dell’inquinamento (anche) acustico, abbiamo perso l’abitudine all’ascolto profondo. Ma chi può insegnarci a recuperarla è la natura.
Siamo un giornale ecologico e costruttivo. Ma non ci occupiamo solo di ambiente! Tutto è interconnesso, i diritti delle minoranze, la distribuzione della ricchezza, i comportamenti personali e collettivi. Per una vera ecologia della parola e della mente.
Nelle tradizioni esoteriche la pratica del silenzio ricorre sempre. Oggi, nella società dell’inquinamento (anche) acustico, abbiamo perso l’abitudine all’ascolto profondo. Ma chi può insegnarci a recuperarla è la natura.
In occasione del mega concerto di Ultimo che si è tenuto a Tor Vergata davanti a 250.000 persone, gli organizzatori hanno lanciato un’iniziativa rivolta alle persone con disabilità. Quali effetti ha avuto?
Una riflessione ispirata alla natura sulle differenze fra due concetti che nel mondo lavorativo e imprenditoriale ricorrono spesso: crescere ed espandersi.
Un corto animato sulla vicenda di Rukeli, campione di pugilato nella Germania nazista. L’autore Alessandro Rak ha coinvolto in questa produzione i giovani di Scampia e le comunità rom locali.
Il decreto attuativo della legge 131/2025 ridisegna la mappa dei comuni montani italiani: 346 territori escusi dall’elenco storico. Ma le agevolazioni economiche dipendono da un secondo decreto ancora da scrivere.
Una misura di tutela della dignità, che si inserisce però in una più ampia stretta sulla società civile.
Dopo 17 anni, Wired Italia cessa le pubblicazioni. L’ultimo editoriale sul sito, l’ultimo numero in edicola. Tra le motivazioni, anche l’intelligenza artificiale.
Muneeb Shahzad è arrivato a Badolato, borgo calabrese noto per le sue politiche di accoglienza, nel 2014. La sua storia racconta cosa può fare un sistema di integrazione ben costruito.
Il filosofo Luciano Floridi ci invita a lasciare da parte la fantascienza nelle profezie sul futuro. Le macchine pensanti esistono solo nella nostra immaginazione: il vero rischio non è che l’intelligenza artificiale ci sostituisca, ma piuttosto che noi esseri umani smettiamo di assumerci le nostre responsabilità.
Villa Piazzo è un’antica residenza privata che oggi, grazie al lavoro dell’associazione Pacefuturo, ospita percorsi di accoglienza e inserimento di giovani migranti. Vi raccontiamo la storia di uno di loro, Robert.
Ogni due settimane una rubrica di idee, esperimenti e progetti concreti per costruire un mondo più sostenibile, equo e felice, raccontati con parole e disegni.
Partendo da una riflessione sull’uso dell’intelligenza artificiale, Alessia Marchetti di Filò – Il filo del pensiero ragiona su temi come la meritocrazia, il ruolo della collettività e l’importanza di pensare.
Un’analisi mette a confronto i costi economici ed ecologici di riarmo e transizione energetica; una legge di iniziativa popolare propone la difesa civile non armata; in Albania proseguono le proteste contro un progetto turistico sostenuto da Jared Kushner.
A Pregnana Milanese tre data center cambiano il volto del comune; negli Usa gli incentivi federali scatenano una corsa allo stoccaggio di CO2; in Venezuela il bilancio del sisma sale.
Gli alberi di Villa Piazzo raccontano una storia di migrazione prima ancora delle persone: cedri, sequoie, palme, persino il castagno arrivano da altrove. Andrea Trivero, direttore di Pacefuturo, e Julien, abitante del luogo, riflettono su cosa significhi mettere radici lontano da casa.
Trascrizione episodio Continua a leggere su Sardegna Oltre la Cronaca