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26 Gen 2015

Quale futuro per le nuove generazioni? La ricerca del ClubdiLatina sul divario intergenerazionale

Scritto da: Redazione

Dopo circa un mese e mezzo di lavoro il team di ricerca assoldato dal ClubdiLatina  è arrivato ad individuare un […]

Dopo circa un mese e mezzo di lavoro il team di ricerca assoldato dal ClubdiLatina  è arrivato ad individuare un indicatore in grado di misurare l’intensità del divario intergenerazionale, ovvero gli ostacoli che si frappongono ad una piena realizzazione dei progetti di vita delle attuali nuove generazioni.

 

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Il castello Caetani a Sermoneta

Il castello Caetani a Sermoneta

Le ricercatrici ospiti presso il castello di Sermoneta, coordinate dal professor Luciano Monti, docente di politica economica europea alla LUISS di Roma, l’hanno chiamato “GDI”, acronimo di Generational devide index, (trodotto Indicatore del divario generazionale.) La sua identificazione rappresenta il primo step del progetto promosso dal Club col fine ultimo di elaborare un modello di azioni possibili volte a ridurre o colmare il divario tra i giovani di oggi e la generazione che li ha preceduti, un modello da sottoporre poi all’attenzione di enti istituzionali e soggetti imprenditoriali perché possano sviluppare una riflessione intorno alla sua applicabilità sul territorio.

 

“Si tratta di un indicatore socioeconomico – spiegano Luciano Monti e le ricercatrici – qualcosa di diverso da unità di misura quali il Pil o il reddito procapite. È costruito non sulle medie ma sulle mediane, perché la mediana è un indice qualitativo oltre che quantitativo, considera l’effettiva distribuzione tra i cittadini del dato che si sta studiando (ricchezza, reddito, salute ecc) e consente di fotografare la situazione reale intercettando lo squilibrio tra due o più variabili”.

 

L’indicatore proposto dal team servirà a rilevare di anno in anno quante possibilità ci sono perché i giovani realizzino le proprie aspirazioni e in che misura avranno una vita più o meno uguale a quella dei propri genitori. Più il valore dell’indicatore sarà alto minori saranno le possibilità di realizzazione per i giovani, dunque più grande il rischio di non riuscire e più lontano l’obiettivo da raggiungere.

 

L’analisi effettuata dal gruppo di lavoro ha preso in esame un range di dieci anni, è partita dal 2004 e ha rilevato un trend positivo fino al 2007, poi complice la crisi le condizioni sono andate progressivamente peggiorando, sono cresciute le difficoltà, le prospettive e l’orizzonte per le giovani generazioni si sono fatti più stretti.

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Le ricercatrici, nell’indagine finora condotta, hanno anche verificato quali eventi hanno generato negli ultimi anni questo cambio di tendenza a partire da una serie di sottoindicatori tra cui l’impatto della riforma Fornero o l’andamento del mercato immobiliare e dell’acquisto delle case tra i più giovani. La ricerca finora ha osservato e studiato lo scenario nazionale, in un secondo momento stringerà la lente sul territorio pontino per comparare i due piani, capire se e quale contesto distingue la provincia di Latina dal paese.

 

Il prossimo passo sarà realizzare l’indagine empirica per individuare il modello di sostenibilità integrata che vorrebbe essere di spunto per interventi volti a ridurre il rilevato divario generazionale. La ricerca, che vedrà impegnato il team fino a fine aprile, una volta ultimata sarà presentata nell’ambito della rassegna Lievito. Un cortometraggio, curato dalla testata giornalista “Italia che cambia”, documenterà il progetto step by step.

 

L’attività portata avanti dal gruppo, lo ricordiamo, è finanziata dai soci del ClubdiLatina e da iniziative di fund raising (raccolta fondi). Il Club presieduto da Paolo Marini, imprenditore pontino e past president di Unindustria Latina, ha stretto un accordo con tredici artisti che realizzeranno quattro opere ciascuno, che verranno offerte a 52 sostenitori dell’iniziativa, individuati tra persone che, al pari e come i promotori, ritengono indispensabile guardare al futuro con occhi sempre diversi, partendo però da basi oggettive e concrete.

 

“Dall’interesse riscontrato sull’iniziativa – dichiara il Presidente Paolo Marini – abbiamo avuto la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le persone hanno piacere e volontà di collaborare a progetti per la collettività, a patto che questi si rivolgano ad un obiettivo ed una strategia chiare”.

 

Italia che Cambia e ClubdiLatina hanno deciso di collaborare: la nostra redazione realizzerà un breve documentario sul progetto portato avanti dal team del ClubdiLatina che, intanto, ci aiuterà a sviluppare degli indicatori per misurare l’impatto di una realtà o una iniziativa su un territorio.

 

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