Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
18 Apr 2017

#15 – Mag4, quando l’economia mette al centro l’uomo e non il profitto

Scritto da: Roberto Vietti

Dagli anni settanta la cooperativa cerca di invertire questo meccanismo affermando che il credito è un diritto umano. La Mag4 finanzia attività che portano avanti un modello diverso di economia, un economia che metta al centro l’uomo e non il profitto.

TORINO – Oggi sono particolarmente incuriosito dall’incontro in programma. Sarà che sono laureato in Economia e che in cinque anni di corso di studi non mi hanno neanche accennato all’esistenza di un modello diverso da quello dominante, ma non vedo l’ora di incontrare Sara per ascoltare l’esperienza di una realtà alternativa esistente e attiva sin dagli anni settanta.

Stiamo parlando della Cooperativa Mag4 Piemonte. Ci siamo dati appuntamento nella sede della loro attività, in via Brindisi a Torino. Ho così modo di attraversare la città in mezzo pubblico proprio nelle vie che percorrevo quando andavo alle scuole superiori, a due passi dal loro ufficio. E’ stato come poter rivivere per un attimo sensazioni e momenti della mia adolescenza, che ad oggi sembrano così lontani.

Vuoi cambiare la situazione
dell'economia in italia?

ATTIVATI

Entrando, noto una bandiera “No Tav”. Mi fa accomodare in una sala accogliente e iniziamo una piacevole chiacchierata. Le chiedo di spiegarmi cos’è una Mag, immaginando di dirlo a qualcuno che non capisce nulla di finanza.

Così mi dice che MAG significa “Mutua AutoGestione”. E’ una cooperativa che si occupa di finanza etica. Le MAG sono cinque in Italia e operano in diversi territori della penisola, ognuna con la sua peculiarità. Il loro funzionamento è in realtà molto semplice.

Vi sono i soci risparmiatori, che conferiscono il denaro. Essi possono essere sia soggetti fisici che giuridici. Con i soldi raccolti vengono erogati finanziamenti a realtà giuridiche socie delle MAG e che portano avanti progetti che non danneggiano la natura, l’ambiente, le persone, la società in generale.

In sostanza si finanziano attività che portano avanti un modello diverso di economia. Un economia che metta al centro l’uomo e non il profitto. Danno finanziamenti anche a quelle realtà che normalmente non sono considerate bancabili. Il mondo delle banche funziona così: “chi ha già soldi li riceve e chi non li ha rimane fuori”. Le MAG cercano di invertire questo meccanismo affermando che il credito è un diritto umano.

Le garanzie richieste sono particolari: non patrimoniali ma personali. La persona dà la sua parola e qualora il finanziamento dovesse andare male si impegna a restituire la somma presa a prestito. Mi vengono i brividi pensando a quel che la facoltà di Economia mi ha inculcato in cinque anni di studio. Brividi ancora maggiori se penso a quanti studenti ogni giorno vengono sfornati da quella Chiesa il cui l’unico Dio è il Denaro.
Nel mentre Sara continua il suo discorso, dicendomi che le MAG non verificano i patrimoni delle persone.

Nella fattispecie la MAG4 è nata nel 1987 e la rete, negli anni, si è ingrandita. Ad oggi vi sono più di mille soci. Al momento la raccolta si aggira intorno ai due milioni e mezzo di euro, con più di quattrocento realtà finanziate. Le chiedo di questi quattrocento finanziamenti, quanti non sono stati restituiti. Loro stimano una percentuale di perdite pari all’1%, su tutti i finanziamenti erogati, e tali stime risultano maggiori rispetto alle perdite effettivamente contabilizzate. Un progetto MAG, affinché venga finanziato, deve avere delle persone che decidano di fare da garanti: firmando, si impegneranno a restituire il denaro preso a prestito qualora il finanziamento non dovesse andare bene. Devono essere quindi persone molto motivate.

Le chiedo se c’è qualche aneddoto che ci può dire per raccontare la particolarità di questo strumento, a mio modo di vedere incredibilmente affascinante. Le viene in mente un episodio. Prima, però, è necessario fare un preambolo tecnico sul funzionamento delle MAG.

Il tasso di interesse che la cooperativa chiede alle realtà finanziate serve a coprire gli stipendi dei dipendenti, le spese della sede e il tasso di interesse dato ai soci risparmiatori. Questo tasso è legato all’inflazione. Qualche anno fa ci sarebbe stata la possibilità di alzare i tassi per i finanziati e per i finanziatori: in questo modo i risparmiatori avrebbero guadagnato di più e i soggetti finanziati avrebbero dovuto pagare di più i loro prestiti. I soci risparmiatori, che ci avrebbero guadagnato, hanno deciso di rinunciare al quid in più per non fare aumentare il tasso di interesse ai soggetti finanziati. E’ emblematico di come la cooperativa funzioni.

Per Sara e la MAG, il cambiamento auspicato è quello in cui il profitto non è più al centro di nessuna attività finanziaria o economica, ma che vi sia l’uomo. Le relazioni umane devono essere alla base delle relazioni economiche e finanziarie, e non viceversa. E’ un processo lungo, sul quale le MAG lavorano quotidianamente. I soldi devono tornare ad essere uno strumento, e non un fine.

Spera che nel Piemonte si possa creare una vera e propria rete di economia solidale, dato che nel territorio vi sono già molte attività che stanno andando in questa direzione, creando un circuito di economia solidale funzionante.

Ringrazio Sara per avermi raccontato in modo chiaro e preciso come una alternativa al circuito economico classico vi sia. E’ funzionante, regala soddisfazioni, si incentra sulle relazioni.
Ritornando a casa ripenso ai miei cinque anni di economia, e a tutti i ragazzi che giornalmente vengono sfornati da quella Chiesa in cui l’unico Dio è il Denaro.

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Il Papa e le coppie omosessuali – Io Non Mi Rassegno #237

|

SPIGA: il forno sociale per la rigenerazione artigiana della periferia

|

I Deplasticati: il gruppo sanremese che libera la città e le spiagge dai rifiuti

|

Il Parlamento europeo condanna i tirocini gratuiti. Una risoluzione storica per gli stagisti

|

La Specie Felice: pensare e praticare la felicità per costruire un futuro di benessere condiviso

|

Orizzontale: gli architetti che rigenerano lo spazio pubblico e creano comunità – Io faccio così #304

|

Vaia, la startup che pianta nuovi alberi nei boschi delle Dolomiti distrutti dalla tempesta

|

Imparare per il futuro: il nostro racconto del viaggio Erasmus verso la sostenibilità