27 Apr 2017

Permacultura, la progettazione sostenibile di un mondo che cambia

Scritto da: Publiredazionale

Progettare luoghi in cui vivere bene e in armonia con la natura, una nuova visione del mondo, la possibilità di un cambiamento concreto. La permacultura rappresenta già in tutto il mondo uno straordinario strumento di trasformazione personale e sociale. Ne abbiamo parlato con Flavio Troisi, tutor del corso di Progettazione in Permacultura con John Button.

Progettare secondo i principi della permacultura può cambiare la nostra visione del mondo ed aiutarci a vivere in armonia con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda. Ne abbiamo parlato con Flavio Troisi, tutor del corso di Progettazione in Permacultura con John Button.

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Che cosa si intende per progettazione in permacultura?
Il modo più semplice per definire la permacultura è dire che ci aiuta a creare bellissimi posti in cui vivere. Cosa significa? Che è una scienza di progettazione per cambiare i nostri ambienti di vita imitando i modelli e le relazioni presenti in natura. Adeguatamente progettate le abitazioni, i terreni coltivati, le aziende e tutti i luoghi immaginabili diventano una fonte di armoniosa abbondanza: ci possono procurare cibo, fibre, energia, bellezza, autosufficienza, resilienza. Tutto queste cose ci vengono fornite dagli ecosistemi che creiamo, con il vantaggio di faticare poco per ottenere tutto questo, perché il grosso del lavoro lo farà la Natura per noi, se avremo ben progettato assecondando la sua potenza creativa. Il permacultore è quindi prima di tutto un professionista capace di progettare luoghi in cui vivere bene, in armonia con la Natura che opera fuori e dentro di noi.

 

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La progettazione in permacultura può quindi avere un ruolo cruciale nelle nostre vite e nella nostra società…
La figura del progettista in permacultura potrà essere sempre più importante nel futuro che stiamo malauguratamente creando, perché potrà offrire ad aziende (in primis agricole) e privati soluzioni efficaci a basso input energetico e basso costo, ma efficaci sul piano produttivo.
È per questo che abbiamo deciso di proporre questo corso.

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Il PDC (Permaculture Design Course – Corso di Progettazione in Permacultura) è l’esperienza di formazione immersiva e trasformativa creata dal padre della permacultura Bill Mollison.
C’è una componente professionale importante, ma un PDC non è solo un corso di formazione per intraprendere una via lavorativa, imprenditoriale e microimprenditoriale.

 

È la sintesi di tutto quello che ci serve per allinearci efficacemente ai modelli, ai principi e alle strategie più efficaci per costruire un futuro desiderabile per noi e i nostri successori. Mette insieme la saggezza della natura e quella degli uomini con uno slancio verso tutte le soluzioni possibili per vivere meglio e produrre un cambiamento tangibile, praticabile, nel mondo reale, adesso. Quello che si impara in un PDC ha il potere di trasformare la nostra visione del mondo, il modo stesso in cui guardiamo la realtà. In un certo senso è un corso psicoattivo, perché modifica inevitabilmente il nostro mondo interiore, insegnandoci a essere alleati e artefici di quello esterno.

 

John Button e Bill Mollison

John Button e Bill Mollison


Chi è John Button?
John, che terrà il PDC in programma ad Alpigignano a Settembre, realizzava progetti di permacultura e insegnava questo approccio multidiscipinare in tutto il mondo quando noi eravamo ancora bambini. È uno spirito libero nato in Australia, che ha studiato permacultura con Bill Mollison, un suo amico, uno che ha collaborato con lui. Un uomo che ha insegnato ovunque, che ha progettato in grande e in piccolo, che ha rigenerato isole, trasformato aree desertificate in foreste, che ha vissuto in India per 7 anni e lì ha guidato un progetto di rigenerazione del paesaggio di proporzioni epiche.

 

È un pioniere della permacultura che ha dedicato al rapporto armonioso uomo/natura tutta la sua vita. Conoscerlo significa entrare in contatto con le radici della permacultura e con una robusta fonte di conoscenza che ci permette di muoverci con sicurezza in questo mondo. È anche una delle persone più sagge, equilibrate, appassionate, lungimiranti con cui abbia conversato. Un maestro da cui apprendere molto di più della permacultura.

 

A chi si rivolge il corso di Progettazione in Permacultura?
A chiunque senta che è ora di assumersi la responsabilità di migliorare le cose cominciando dal proprio ambito. A chiunque voglia entrare a far parte di una comunità di persone votate ad applicare soluzioni reali, possibili ed efficaci. Non domani, un giorno, chissà quando, ma subito. Possiamo invertire la rotta e vivere meglio. Non c’è più tempo per rimandare. E poi, farlo è bellissimo, migliora la qualità della vita enormemente.

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“Siamo per una permacultura integrata, non integralista”. Cosa intendete?
Che ci rivolgiamo a ogni tipo di persona. A volte si pensa che possano fare permacultura soltanto le persone più alternative, i neo-hippy, neo-pauperisti, gli scollocati, gli anarchici, i giovani idealisti, i vegani, le persone più spirituali, appassionate di cose come lo sciamanesimo… insomma tutto quell’universo eco-romantico che spesso suscita diffidenza (e che comunque ha tanti meriti). Ma la permacultura non è solo per questo tipo di persone, appartiene a tutti. Alle mamme, ai negozianti, agli imprenditori, ai manager, ai conservatori, a chi indossa giacca e cravatta, a tutti! John e io, così come gli altri organizzatori del corso, siamo d’accordo che integrare questi mondi fa parte di un approccio sano alla permacultura. Nessun muro di separazione, dobbiamo parlare con ogni tipo di persona.

 

La permacultura può rappresentare uno strumento di cambiamento personale e sociale? Se sì, perché?
La permacultura lo è già, e in tutto il mondo ormai. Penso che parte del suo successo risieda nella sua incredibile coerenza interna. Possiede la verità delle discipline scientifiche, la bellezza di uno stile di vita naturale e un radicamento etico che ci restituisce serenità, fiducia nel futuro e negli uomini.

 

Pensi che nel nostro Paese ci sia molto o poco interesse nei confronti della permacultura? Da parte di chi?
C’è un grande interesse, ma anche molto pressapochismo. Molti pensano di conoscerla ma ne sanno proprio poco. Bisogna partire con il piede giusto, studiare con i veri maestri e poi diffonderla, insegnarla ad altri continuando a praticarla nella propria vita. Il corso di John vuole aiutare tante persone a fare proprio questo. Non figli dei fiori con la testa fra le nuvole, ma progettisti qualificati.

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