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15 Gen 2018

“Se hai tempo siediti, se hai voglia prendi un libro”. Ecco il booksitting

'Se hai tempo siediti, se hai voglia prendi un libro. Se vuoi diventare un supereroe colora una sedia'. Sono queste le regole del booksitting, iniziativa lanciata qualche settimana fa a Firenze per promuovere lo scambio di libri, creare nuove occasioni di socialità e modificare lo scenario urbano.

Che cosa succede quando una sedia incontra un libro? Ne abbiamo parlato con Alessia Macchi, agente del cambiamento e tra le promotrici di un progetto collettivo lanciato qualche settimana fa a Firenze: il booksitting.

 

Che cos’è il booksitting?
Booksitting è un’iniziativa aperta a tutti, principianti, apprendisti e supereroi. Brevi istruzioni, poche regole e tanta voglia di partecipare. La sua espressione è la sedia, come oggetto emblema di attesa, riposo, momento di socialità. Il suo valore aggiunto sono i libri, instancabili e intramontabili veicolatori di idee e storie. Da questa unione nasce la possibilità di trovare in giro per la città sedie verdi corredate di libri. Ci si può sedere, se si ha tempo, si può prendere un libro, se si ha voglia, oppure si può decidere di diventare un apprendista, aggiungendo dei libri, o ancor meglio un supereroe, colorando una sedia, mettendoci dei libri e posizionandola da qualche parte in città. Il richiamo casuale al termine “babysitting” fa sorridere, viene in mente il prendersi cura di qualcosa!

booksitting1

L’iniziativa è stata lanciata a Firenze qualche settimana fa. Vi siete ispirati ad altri Paesi?
Da quello che sappiamo, Booksitting è il primo “connubio ufficiale” tra libri e sedie. Esistono un po’ ovunque belle iniziative legate invece al Bookcrossing, un’attività globale che si concentra più sul viaggio compiuto dai libri, di mano in mano, e meno sul luogo dove questi libri vengono effettivamente scambiati, che può variare in mille modi, da bacheche a scaffali dedicati nelle stazioni e molto altro ancora.

 

Cosa differenzia il booksitting dalle altre iniziative che promuovono lo scambio di libri?
Booksitting e bookcrossing se non sono fratelli, sono sicuramente cugini! Il punto in comune più lampante riguarda chiaramente lo scambio di libri, quello più profondo ha a che fare con una forma diversa di condivisione e socialità. Mentre nel bookcrossing prendi/lasci un libro e te ne vai, Booksitting ti dà la possibilità di fermarti, di restare, di sederti e leggere sul posto se vuoi. Può creare uno scenario inaspettato nel panorama urbano. La fantasia delle persone farà il resto.

 

Qual è l’obiettivo?
Ci è stato chiesto se si tratti di un gioco, di uno stimolo alla città o di un’iniziativa culturale… la verità è che potrebbe essere tutte queste cose insieme! Il progetto cresce e si sviluppa in maniera spontanea e libera, nemmeno noi abbiamo la certezza di quali saranno le novità del 2018!

 

IMG_4973Che riscontro avete avuto in queste settimane da parte dei cittadini?
Il “battesimo” del progetto a Firenze è stato molto positivo. Ha suscitato curiosità e acceso sorrisi. Indipendentemente dal fatto di essere un accanito lettore o meno, trovare dei libri in luoghi inaspettati genera sorpresa, non lascia indifferenti. Questo è sicuramente il primo importantissimo passo.

 

Pensate che questa iniziativa possa essere replicata in altre città? Cosa serve?
Sicuramente può essere replicata, anzi ce lo auguriamo! Che in quel momento ti senta un principiante, un apprendista o un supereroe, si tratta di un invito ad attivarsi. Quella che sembra una gerarchia, in realtà non lo è. È nata per essere sovvertita e dare a tutti la possibilità di interagire con il progetto, a seconda delle proprie predisposizioni e attitudini. Ovviamente noi speriamo che si moltiplichino i supereroi, visto che ognuno di noi può diventarlo!

 

Per diventare supereroi sono sufficienti una sedia, alcuni libri e la guida che si trova sul sito. Ogni libro deve contenere le brevi istruzioni dell’iniziativa e, nel caso in cui la sedia sia posizionata in un luogo non coperto, i libri devono essere protetti dalle intemperie.

 

Ognuno può diventare un booksitter e per agevolare questa trasformazione ci sono dei punti amici a Firenze dove è possibile ritirare un kit, contenente le cartoline con le istruzioni da allegare ai libri e uno stencil per “firmare” la sedia.

 

Perché le sedie che avete scelto devono essere verdi?
La riconoscibilità, questa tiranna! Un progetto, qualsiasi progetto, per avere un’identità deve caratterizzarsi per uno o più elementi facilmente riconoscibili. Da qui la scelta di usare sempre lo stesso colore per dipingere le sedie, per renderle riconoscibili e semplificare il compito dei supereroi. Per il resto, visto che si tratta di sedie di recupero, regna la disomogeneità massima su modelli, forme e dimensioni. Basta che siano solide!

 

Tutte le informazioni e alcune foto si trovano anche sul sito www.booksittingfirenze.wordpress.com e sul profilo Instagram booksittingfirenze.

 

 

 

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