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25 Mag 2018

Il sogno di Danish: un Circolo della Felicità in cui praticare l’economia del dono

Scritto da: Daniela Bartolini

“Il sogno di Danish” è un’associazione culturale di Domodossola nata nel 2017 e che in poco tempo ha saputo realizzare molti progetti con un approccio che abbraccia l’economia del dono. Il Circolo della Felicità è la casa dove il sogno si realizza concretamente in uno spazio di condivisione e libero scambio e con attività per realizzare un mondo migliore. Vi raccontiamo la sua storia con un invito a partecipare alla prima edizione del Congresso sulla Felicità, dal 1 al 3 giugno.

“Dan Ish” in sanscrito significa “colui che dona”, un nome arrivato in dono che ha portato alla fondazione nel 2017 dell’associazione “Il sogno di Danish” e di un progetto per portare da sogno a realtà questo essere donatori.

Fabrizio Darioli è stato il catalizzatore di questo sogno, il suo modo di contribuire a sostenere un mondo migliore, che un anno dopo la fondazione dell’associazione ha portato alla creazione del Circolo della Felicità. Un “circolo”, una associazione di persone con interessi comuni che si incontra abitualmente per conversare, ricreare, discutere… di felicità.

“Ci devono essere luoghi nella società dove allenare la mente per aiutarla a giocare più serenamente nella quotidianità, ricercando pace, gioia e semplicità in ogni cosa, senza subire condizionamento o giudizio – racconta Fabrizio – il Circolo della Felicità vuole essere un luogo di riflessione, condivisione, apprendimento  ed azione dove natura, cultura e spiritualità si fondono in modo armonioso verso la felicità e una maggiore consapevolezza collettiva”.

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Il Circolo della Felicità è un luogo fisico nato dall’impegno e dal sostegno collettivo: “in soli 6 mesi il progetto ha attivato oltre 30 persone con ben 6750 ore di volontariato, raccogliendo i contributi necessari per la risistemazione e rinnovo dei locali, il mantenimento dei costi vivi e l’inizio di raccolta fondi per promuovere corsi di formazione sull’educazione emozionale e sulla comunicazione empatica e non violenta – prosegue Fabrizio – Dall’inaugurazione, il 1°febbraio 2018, in soli 100 giorni di apertura, il progetto conta quasi 400 persone iscritte alla nostra mailing list. Attualmente una decina di persone si incontrano costantemente per organizzare e programmare tutte le attività, eventi, centri estivi, laboratori per bambini, attività dopo scuola, appuntamenti culturali e molto altro”.

Un progetto che nasce da bisogni umani molto profondi, basati sulla continua ricerca di equilibrio, meritocrazia, riconoscimento, equità, collaborazione, integrità, creazione, sensibilità, responsabilità, libertà, condivisione e dal bisogno di trovare “senso”, insieme.

“Partendo dal presupposto che la ricerca della felicità costituisce lo scopo fondamentale dell’umanità e volendo essere promotori di questo principio come costruttori di felicità, stiamo definendo un progetto sul lungo periodo basato principalmente sulla formazione e continua proposta di innumerevoli spunti e stimoli a riguardo. Ai partecipanti si offre l’opportunità di confronto, ascolto, rispetto e reciproco scambio per incentivare la curiosità, da punti di vista simili o differenti, utili e fondamentali, anche se in minima parte, per una presa di coscienza al cambiamento delle proprie abitudini e ad un personale e collettivo cambiamento sistemico”.

Il Circolo della Felicità è anche un centro olistico dove operatori mettono a disposizione le loro competenze con l’economia del dono. Un ambiente dove si richiede la sospensione del giudizio per lasciare spazio al dono che resta dopo l’esperienza condivisa. “L’intero progetto vuole semplicemente essere un’innovativa esperienza sociale collettiva, basata sui principi fondamentali della fiducia e dell’economia del dono”, un laboratorio di sperimentazione concreta che si basa su un importante codice etico.

“Le persone che si avvicinano al progetto vengono per ricevere questa esperienza di confronto, rispetto e reciproco possono partecipare con un semplice aiuto, una collaborazione, offrire un servizio, un trattamento olistico, uno spettacolo, un corso di approfondimento, una conferenza tematica. Chi vorrà venire a trovarci riceverà semplicemente questa esperienza di condivisione non coercitiva, e a proprio piacimento potrà decidere se sperimentare le proposte settimanali che si susseguiranno, o più semplicemente frequentare i locali per un momento di relax. Non esiste tariffario, non esiste un costo.

Ogni professionista, artista, operatore propone e mette a disposizione la propria “ricchezza” che è conoscenza, storia, punto di vista e professionalità. Ciò significa che ogni persona può liberamente partecipare alle singole attività proposte e alla fine, in base a ciò che ha ricevuto come esperienza, e alla propria disponibilità economica, potrà lasciare una donazione libera al progetto, con la consapevolezza che quella donazione permetterà di mantenere in vita l’intero progetto, creando un’opportunità per molte altre persone, promuovendo numerose iniziative sociali sul territorio. Tutto questo nella consapevolezza che ogni azione produce necessariamente e inevitabilmente responsabilità: si invita a prendere atto della propria corresponsabilità in senso positivo, nel senso di poter rispondere di quello che si fa con gli altri. Il principio di reciproco rispetto nelle diversità e la tutela dell’ambiente, nel senso di un atteggiamento di rispetto profondo verso l’ambiente, sono altri elementi fondanti del progetto”.

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