14 Giu 2018

#34 – MAcA: il primo museo in Europa dedicato all’ambiente

Scritto da: Daniel Tarozzi

Non si finisce mai di imparare e di scoprire, a qualsiasi età. Questo il principio ispiratore del primo museo in Europa interamente dedicato alle tematiche ambientali. Nato a Torino dal riciclo architettonico di una fabbrica dismessa, il MAcA – Museo A come Ambiente offre un concentrato di esperienze per promuovere conoscenza e consapevolezza intorno a quattro tematiche principali: acqua, energia, rifiuti e riciclo, alimentazione.

A Torino sorge un museo interamente dedicato all’ambiente che incrocia in qualche modo arte, cultura e scienza. Può sembrar poca cosa, ma è il primo in Europa e tra i primi nel mondo! Eppure in pochi lo sanno. Anzi, ancora oggi, quando si parla di Italia si sottolinea come i musei siano vetusti, arretrati, poco multimediali.

Per fortuna non è sempre così. Per saperne di più su questo importante strumento di divulgazione e formazione, siamo andati a visitare il MAcA – Museo A come Ambiente e abbiamo intervistato il Direttore Paolo Legato che ha avviato un processo di rinnovamento e aggiornamento dei percorsi e del posizionamento culturale del MAcA.

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“In questi edifici prima sorgeva una fabbrica della Michelin – ci spiega Paolo – Siamo l’esempio vivente del riciclo architettonico. Non credo che sia un caso che il primo museo europeo dedicato all’ambiente sia sorto nel capoluogo piemontese. Torino, infatti, è sempre stata ed è una realtà particolare: tante delle novità che caratterizzano il nostro Paese partono da Torino. Qui ribollono molte iniziative”. Gli chiedo di spiegarci cosa contraddistingua questo museo. Non ha dubbi. “Non è un luogo di collezione, ma un concentrato di esperienze. Si inserisce in un filone europeo dei musei di scienza, i cosiddetti ‘science center’, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello pratico. Non a caso facciamo parte della rete Excity”.

Al momento il museo si occupa di quattro grandi aree tematiche, a cui presto si aggiungerà il tema dei trasporti: acqua, energia, rifiuti e riciclo, alimentazione. Per promuovere conoscenze e consapevolezza in questi ‘mondi’ vengono usate postazioni interattive attraverso le quali il visitatore può giocare con i contenuti imparando qualcosa. L’obiettivo è creare un ponte cognitivo attraverso l’approccio pratico.
“Questo approccio nasce a San Francisco, con l’esploratorium – continua Legato – Il fenomeno e la conoscenza sono mediate dall’oggetto stesso. Noi non interroghiamo il visitatore, ma rispondiamo ai suoi dubbi o ne creiamo”.

Tra gli obiettivi del Museo vi è la valorizzazione delle buone prassi. I giovani frequentatori, inoltre, vengono stimolati nel proporre le loro idee. Ci sono offerte per tutte le età, dai bambini molto piccoli ai diciottenni, ma anche gli adulti non sembrano disdegnare! Per raggiungere pubblici così diversi, il contenuto viene ‘modulato’. Un ruolo fondamentale è svolto dai laboratori, della durata di 90 minuti, caratterizzati da un apprendimento non formale e guidati da circa una decina di animatori. Nel museo, inoltre, vengono svolti ogni anno circa 30-35 eventi eventi tematici. L’anno poi è caratterizzato dalle visite delle scuole e dai turisti di passaggio, nonché dai laboratori didattici.

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“Abbiamo 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030 – spiega Paolo Legato riferendosi all’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile dell’Onu – li ho stampati in italiano e messi su un muro simbolico che alla fine dei laboratori viene abbattuto”.

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