Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
9 Lug 2019

Maurizio Carucci degli Ex Otago racconta l'Appennino che resiste

Scritto da: Redazione

Dal palco di Collisioni, il noto festival di Barolo, il frontman degli Ex Otago Maurizio Carucci ha presentato il suo progetto per la valorizzazione dell’Appennino: un documentario che racconta un pezzo di mondo spesso dimenticato ma che oggi assume un valore inestimabile grazie alla tenacia e alla creatività di uomini e donne portatori di nuove e rivoluzionarie progettualità.

Maurizio Carucci – camminatore, contadino e frontman della band genovese Ex Otago – ha scelto il palco di Collisioni per presentare il progetto di un nuovo documentario, attualmente in lavorazione, intitolato AppenninoPOP. Viaggio in Val Borbera tra vini, temporali e rivoluzioni possibili.

 

 

Durante il weekend (6/7 luglio) che il festival di Barolo dedica ogni anno alla letteratura e alla musica in collina, Carucci ha spiegato come è nata l’idea di raccontare la Val Borbera, terra incastonata fra quattro regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna). Terra selvaggia e “remota” in cui ha scelto di vivere e lavorare, dedicandosi all’agricoltura comunitaria e alla produzione di vino naturale.

 

“L’idea di AppenninoPOP – spiega Carucci – nasce dalla voglia di raccontare un pezzo d’Italia antichissimo e dalla bellezza straordinaria, ma troppo spesso dimenticato, abbandonato e addirittura deriso: l’Appennino. Mi piacerebbe ridisegnare l’idea che la gente ha di questi posti, anche perché in questo momento storico potrebbero fungere da laboratorio per tracciare nuove strade a livello economico e sociale”.

Maurizio Carucci con segnaletica CAI_ph ElisaBrivio

Maurizio Carucci con segnaletica CAI (foto di Elisa Brivio)

Il documentario narrerà un viaggio lento, un cammino fatto di incontri con chi lavora la terra, con chi ha scelto di “resistere” e abitare l’Appennino, e con chi si batte per salvaguardarne la bellezza.

 

Sarà un’indagine leggera e appassionata su un pezzo di mondo dimenticato, da cui sono scappati in molti, ma che oggi assume un valore inestimabile grazie alla tenacia e alla creatività di uomini e donne portatori di nuove e rivoluzionarie progettualità. Un’avventura che Carucci non compirà da solo: “Ho avuto la fortuna di incontrare tre persone straordinarie che si occupano di cinema e fotografia: Elisa Brivio (producer e co-autrice), Cosimo Bruzzese (regista) e Eugenio Soliani (social media manager). A loro ho raccontato la Val Borbera, i suoi monti, i bar deserti in autunno, la neve, i narcisi. In sostanza, compatibilmente con le vigne e i concerti, faremo un viaggio in Appennino che diventerà un docufilm”.

 

La chiave della narrazione sarà il POP, stile che per sua natura riesce a raggiungere un pubblico vasto, senza però tradire le proprie radici autentiche e popolari: “Ci piacerebbe portare le tematiche dell’Appennino alla gente comune. Il progetto contiene la parola POP non a caso. Diciamo che il pop è uno strumento che utilizzeremo per avvicinare un pubblico nuovo e giovane a problematiche cruciali quali lo spopolamento, la fragilità del territorio, l’abbandono. Ma anche per offrire concreti spunti per possibili ritorni”

Il regista Cosimo Bruzzese con Maurizio Carucci (foto di Eugenio Soliani)

Il regista Cosimo Bruzzese con Maurizio Carucci (foto di Eugenio Soliani)

 A Collisioni Carucci – dopo la proiezione in anteprima del teaser del documentario, con musica originale da lui firmata – ha presentato anche la campagna crowdfunding del progetto. La raccolta, attiva fino al 31 dicembre 2019 sulla piattaforma Produzioni dal basso, è essenziale per coprire i costi di produzione del docufilm. L’idea è quella di coinvolgere trasversalmente tutti coloro che, abitanti dell’Appennino o cittadini, vogliano partecipare al progetto con un piccolo o grande contributo. Anche le ricompense per i partecipanti saranno pop: si va dalla cartolina spedita dalla Val Borbera alla Polaroid con dedica di Carucci, dalla maglietta con il logo AppenninoPOP alla FestaPOP con proiezione del docufilm e dj set.

 

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Di sicurezza alimentare e viaggi interplanetari – Io Non Mi Rassegno #145

|

Innesto, l’orto urbano che riqualifica la periferia educando al verde

|

Benvenuti changemaker! Ashoka presenta tre nuovi fellow

|

Per un turismo bio-diverso. Al via la nuova edizione (online) di IT.A.CÀ

|

Sereno, che Serena non è

|

Il team delle imprese: ripartiamo dal cuore delle nostre organizzazioni!

|

L’amore è un’azione. Attorniamoci di bellezza!

|

Laureate in bottega: la rete delle donne che rilanciano i negozi di quartiere