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17 Set 2019

Una bottega “A Tutto Sballo”: anche a Verbania la spesa si fa sfusa!

Scritto da: Lorena Di Maria

Luca Rubietti è uno dei tanti giovani che ha lasciato la grande città per costruire una nuova vita improntata alla sostenibilità in un centro più piccolo. A Verbania, all’interno della sua bottega che ha chiamato “A tutto sballo – Spesa sfusa senza imballo” promuove una filosofia improntata all’acquisto consapevole e all’abbattimento degli sprechi in campo alimentare.

Sono sempre più numerosi i negozi, grandi o piccoli, che stanno ripensando in chiave consapevole il nostro modo di acquistare: limitare l’uso della plastica, riabituarci a fare una spesa sfusa che ci risvegli dalla dipendenza da involucri e imballaggi inquinanti, riconsiderare il nostro modo di alimentarci scegliendo la provenienza e la qualità prima di tutto.

Nelle grandi città questi negozi sono sempre più numerosi ma c’è chi, proprio dalla grande città, ha deciso di spostarsi, per diffondere queste nuove culture anche in centri più piccoli.
Un esempio virtuoso è proprio quello di Luca Rubietti che, a Verbania, ha realizzato il suo grande sogno di avviare un’attività improntata alla cura dell’ambiente e capace di portare tra gli abitanti un nuovo messaggio di sostenibilità, ricordando che un’alternativa non solo è possibile ma anche comoda e alla portata di tutti.

A tutto sballo – Spesa SFUSA senza imballo” è il nome ma anche il motto del negozio di alimentari sfusi e biologici che Luca, con molta soddisfazione, ci racconta: «Il nome vuole essere un gioco di parole, un modo simpatico per esaltare il fatto di mettere a disposizione delle persone prodotti senza imballo». Insomma, un luogo dove comprare tutto “sballato” e dove l’imballo lo si porta direttamente da casa contribuendo a ridurre l’impatto ambientale.

La scelta di aprire un negozio di alimenti sfusi nasce con lo scopo di ridurre, da tutti i punti di vista.
«Ridurre attraverso la lotta alla plastica eliminando ogni imballo possibile, ma anche attraverso la lotta allo spreco, acquistando esattamente la quantità che si desidera e non quella che siamo obbligati a comprare coi prodotti preconfezionati. Infine, si tratta di “andare alla sostanza delle cose”: a parità di prezzo, scegliere la qualità delle piccole realtà locali anziché il packaging della grande distribuzione».

All’interno della bottega di Luca nessun imballaggio è ammesso: «Ciascuno può portare il proprio contenitore, tanto per gli alimenti quanto per i detergenti, l’importante è che sia idoneo e pulito. Al momento dell’acquisto viene calcolata la tara sulla bilancia pagando il prezzo netto del prodotto, senza limiti nel quantitativo».

Come racconta Luca, l’attività è partita da qualche mese ma a Verbania sembra esserci già una grande partecipazione. «Fin da subito molti sono arrivati con i propri barattoli e flaconi, segno che qualcosa si sta muovendo contro gli imballi inutili, in particolare la plastica!».

Luca, all’interno della bottega, valorizza prodotti che arrivano e che sono stati lavorati nel carcere di Torino, dimostrando come l’utilità ambiente si possa facilmente coniugare con l’utilità sociale.
I prodotti che si trovano all’interno della bottega sono per la maggior parte piemontesi o importati da aziende della regione, ovvero cibi sani e prodotti localmente, verificati in tutta la filiera.
Pasta, riso, cereali, legumi, caffè, farine, spezie, ma anche frutta e verdura su ordinazione oltre che prodotti per l’igiene personale.

Gli innumerevoli vantaggi di comprare senza imballo ci sembrano ormai chiari ma quali sono effettivamente le sfide più grandi che dobbiamo affrontare nel modificare le nostre abitudini nell’acquisto dei prodotti?
«Penso che siamo troppo concentrati sui prezzi» mi risponde Luca. «Mi capita spesso di sentir dire: “i prodotti sfusi sono cari!”. Poi, facendo un paragone tra i prezzi, a parità di unità di misura, i miei sono più economici rispetto a quelli venduti in pacchetti piccoli nella grande distribuzione. Per non parlare del fatto che in negozio, talvolta, c’è qualche minuto da aspettare: ci sembra di perdere un sacco di tempo, ma quanto tempo perdiamo percorrendo tutte le corsie di un supermercato?».

Comprare sfuso significa anche tornare alla semplicità e all’essenza delle cose, eppure è fondamentale che ognuno di noi si impegni in un cambio di mentalità che ci spinga ad acquistare solo ciò che è veramente necessario.
«Una difficoltà che spesso riscontro tra le persone che frequentano il negozio è dover realmente pensare a che cosa comprare – mi spiega Luca – infatti non essendo presenti offerte sensazionali, prodotti posizionati nel posto più strategico o grandi pubblicità, siamo noi a dover decidere autonomamente che cosa mangiare o acquistare, senza farcelo imporre dal supermercato ed è solo con questa mentalità che potremo davvero iniziare a cambiare le cose».

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