16 Set 2019

Un milione e mezzo di “sì” per vietare le gabbie negli allevamenti

Scritto da: Redazione

Si è chiusa End the Cage Age, la più grande petizione europea per chiedere la fine dell'uso delle gabbie in tutti gli allevamenti europei. La coalizione europea, composta da più di 170 organizzazioni, ha raccolto più di un milione e mezzo di firme nell’arco di un anno, segnando un traguardo storico di importanza globale per gli animali.

L’Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age chiede la fine dell’uso delle gabbie in tutti gli allevamenti europei. Sono oltre 300 milioni gli animali allevati in gabbia in Europa: suini, galline, conigli, oche, quaglie e vitelli. Le gabbie sono un metodo crudele e non necessario: gli animali infatti sono spesso costretti a vivere in condizioni di sovraffollamento critico o in isolamento e non possono muoversi liberamente.

 

Questo traguardo storico è stato raggiunto grazie a un grande sforzo e alla collaborazione di oltre 170 organizzazioni in tutte l’UE, di cui 20 italiane: Animal Law, Animal aid, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Lega Nazionale Difesa del Cane, Legambiente, Amici della Terra, Il Fatto Alimentare, Terra Nuova, Slow Food, Confconsumatori, Lega per l’abolizione della caccia, Jane Goodall Institute, Terra! Onlus, Animalisti Italiani, ENPA, LAV, Partito animalista, LEIDAA, OIPA, LUMEN.

© Compassion in World Farming

© Compassion in World Farming


Le associazioni ambientaliste, dei consumatori e di protezione  degli animali hanno costituito una vasta alleanza che ha coinvolto i cittadini in ogni angolo del continente.  In Italia, oltre quasi 95.000 cittadini hanno firmato l’ICE, ma il numero finale potrebbe crescere ulteriormente perché le firme cartacee sono ancora in fase di conteggio. 

 

Le associazioni della coalizione italiana dichiarano: «Siamo orgogliosi di essere parte di questa grande vittoria ottenuta grazie a una vasta collaborazione. Solo poche ICE hanno raggiunto il milione di firme. Aver raggiunto  il milione e mezzo di firme significa che la Commissione europea non potrà ignorare quanto la protezione degli animali allevati a scopo alimentare sia importante per i cittadini».

© Compassion in World Farming

© Compassion in World Farming


Nell’ultimo anno, per raggiungere il milione di firme (il numero neccessario affinché la petizione risultasse valida) la coalizione ha organizzato eventi in tutta l’UE, ha collaborato con VIP e politici, ha lanciato nuove investigazioni su vitelli, conigli e scrofe in gabbia e una nuova piattaforma digitale, il Cage fighter, per coinvolgere i cittadini fornendo uno strumento attivo per raccogliere le firme. Grazie a queste numerose attività l’intero continente si è unito in un’unica voce chiedendo la fine dell’uso delle gabbie.

 

Le associazioni dichiarano: «Oggi abbiamo raggiunto un risultato  importante di grande azione politica nella storia della protezione degli animali negli allevamenti. Ma la sfida per liberare gli animali dalle gabbie non è ancora finita. Ora sta alla Commissione avviare il cambiamento che i cittadini hanno richiesto: non vogliamo che la crudeltà delle gabbie duri ancora». E aggiungono: «Le gabbie sono un metodo di allevamento anacronistico che causa enormi sofferenze. È tempo di evolvere ed emanciparsi da crudeltà come queste, liberando gli animali che ora vivono ancora dietro le sbarre. Una vita in gabbia non è vita».

 

 

 

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