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30 Ott 2019

Un manifesto per la rinascita della montagna

Scritto da: Daniela Bartolini

A Camaldoli un incontro per parlare di valore e potenzialità dei territori montani, protagonisti di un controesodo dopo lo spopolamento degli ultimi anni. L’evento, che si terrà l’8 e il 9 novembre, è organizzato dalla Società dei Territorialisti e delle Territorialiste.

Organizzato dalla Società dei Territorialisti e delle Territorialiste, si svolgerà a Camaldoli l’8 e il 9 Novembre il convegno dal titolo “La nuova centralità della montagna” per approfondire il valore e le potenzialità dei territori montani che stanno vivendo una stagione di “controesodo” dopo lo spopolamento degli ultimi decenni. Obiettivo del convegno è la stesura di un “manifesto che definirà i nodi strategici per la centralità di una nuova civilizzazione che promana dalla montagna”.

Come si legge nel testo di presentazione del convegno, dopo un lungo periodo di abbandono e di spopolamento, con l’esodo verso le pianure ed i grandi sistemi metropolitani, la montagna vive oggi una stagione di nuova centralità: verso i suoi territori è iniziato un “controesodo” spontaneo dalle zone di crisi dell’Italia in trasformazione, alla ricerca di nuovi stili di vita, di produzione e di consumo. Questa inversione di tendenza riporta l’attenzione di studiosi, decisori pubblici e operatori economici e sociali sul valore e sulle potenzialità dei territori montani, come spazio di vita peculiare e unico per chi ci abita (o ci potrebbe abitare) e per chi ci lavora (o ci potrebbe lavorare) e come ricco e specifico patrimonio territoriale (ambientale, paesaggistico, storico-culturale, urbano e rurale, di saperi locali, di forme comunitarie di autogoverno) di cui siamo tutti, allo stesso tempo, beneficiari e responsabili.

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Obiettivo del convegno è la stesura di un “manifesto” che definirà i nodi strategici per la centralità di una nuova civilizzazione che promana dalla montagna: un’agenda culturale e politica, scritta “dal margine”, per il futuro delle Alpi e degli Appennini nel contesto europeo. Un’opportunità preziosa di confronto e dibattito che vede il coinvolgimento di numerosi soggetti a livello italiano e che auspica la presenza significativa degli abitanti del territorio.

Nella prima giornata di lavoro sono previsti approfondimenti tematici dedicati al patrimonio socioculturale, territoriale, ambientale e paesaggistico della montagna, ai cambiamenti sociodemografici e alle tipologie del ripopolamento in seguito al controesodo, alla democrazia comunitaria e ai processi di governance, alle economie innovative che prevedono forme integrate di produzione, tecnologie e infrastrutture e ai nuovi rapporti città-montagna.

La mattina di sabato prevede invece la realizzazione di tavoli di discussione:

“Montagna interna debole”: caratterizzata da regresso o stagnazione demografica, vasti abbandoni di terreni e insediamenti, rinaturalizzazione non governata e perdita del mosaico paesaggistico, gravi carenze di servizi e infrastrutture, ma ricchezza di patrimonio ambientale e storico-culturale. La “nuova centralità” della montagna si gioca principalmente sul ripopolamento e sul ricupero produttivo di questi territori, la cui estensione corrisponde all’incirca a quella delle aree montane considerate più periferiche dalla SNAI.


“Montagna interna resiliente”: formata dall’insieme delle aree in cui le città di montagna piccole e medie (compresi alcuni capoluoghi di provincia) intrattengono con i comuni rurali circostanti scambi reciprocamente vantaggiosi (approvvigionamento, servizi, lavoro ecc.), con rilevanti possibilità di attivare filiere virtuose campagna-città e di creare sistemi a rete policentrici.


“Montagna etero-integrata” di due tipi: quella investita dall’espansione dei vicini agglomerati urbani e metropolitani dell’avampaese pianeggiante o costiero in termini di decentramento insediativo (residenziale, industriale e terziario), di flussi di pendolarità per lavoro ecc; e le “gemmazioni urbane” corrispondenti ai maggiori distretti turistici interni, concentrazioni insediative monofunzionali e bi-stagionali. Presentano problematiche riguardanti i flussi di mobilità, i consumi di suolo e di energia, il degrado ambientale e paesaggistico, la dipendenza esterna, la crisi delle stazioni sciistiche, la pianificazione a rete ecc. I partecipanti a questo tavolo potranno lavorare insieme sulle tematiche comuni separatamente sui problemi specifici delle due tipologie.

Clicca qui per il programma completo, qui per informazioni per la partecipazione. È anche possibile visionare la cartella condivisa che contiene i documenti preliminari, spunti utili e la bozza del manifesto.

Hanno aderito e collaborano all’organizzazione del convegno: tsm|step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio, Dislivelli, Rete Montagna, SISEF, FAI, Legambiente, Symbola, CIPRA Italia, DIDA Unifi, DIST PoliTo, Mountain Wilderness, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Convenzione delle Alpi, UNCEM, IAM-PoliTo, Unimont – Progetto Italian Mountain Lab, AASTER, AGEI, Archivio Osvaldo Piacentini, CAI Comitato Scientifico, Carta dell’Appennino, Centro Studi Valle Imagna, Fondazione Franco Demarchi, Eurac Research, Fondazione Revelli, IRES Piemonte, AISRe, NEMO, SNAI Comitato scientifico, Accademia delle Alte Terre, ArIA – Centro di Ricerca per le Aree Interne e gli Appennini – Università del Molise, Ecomuseo del Casentino, Ecomuseo delle Alpi Apuane, Alleanza mondiale per il paesaggio terrazzato, Fondazione Comelico Dolomiti, Ordine degli Architetti della provincia di Arezzo.

Sono previsti crediti formativi per gli iscritti all’ordine degli architetti. Iscrizioni sulla piattaforma Imateria.