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1 Nov 2019

L’Officina dei Beni Comuni: a Torino i cittadini ripensano insieme il futuro della città

Scritto da: Lorena Di Maria

Promuovere e valorizzare la cultura dell’amministrazione condivisa dei beni comuni: parte a Torino il primo appuntamento dell’Officina dei Beni Comuni organizzato da Labsus, un momento per far incontrare pubbliche amministrazioni, enti del terzo settore, gruppi informali e singoli cittadini per trovare insieme risposte condivise per la città.

Sentiamo parlare sempre più spesso di “patti di collaborazione” in riferimento alle politiche urbane e sociali delle nostre città. Ma cosa si intende esattamente con questo termine? Il patto di collaborazione è uno strumento basato sull’idea che i diversi soggetti di una città possano condividere obiettivi comuni, intraprendendo un percorso per riflettere insieme sul futuro della propria città.

Il punto di partenza si basa proprio sul superamento del presupposto che l’amministrazione pubblica e i cittadini abbiano da sempre interessi opposti (pubblici da un lato e privati dall’altro) quindi destinati a non incontrarsi mai. Proprio per questo motivo il patto di collaborazione si basa su una logica rinnovata nella quale questi soggetti possano collaborare e insieme essere alleati, ovvero portatori di interessi comuni.

L’Officina dei Beni Comuni, organizzata da Labsus – Laboratorio per la Sussidiarietà, nasce quindi dal desiderio di confrontarsi informalmente su questioni concrete che stanno a cuore alla comunità, al fine di trovare insieme risposte collettive. «L’area d’intervento è quella metropolitana, in particolare i comuni di Torino, Collegno, Condove e Chieri, da estendersi a nuovi comuni del chivassese, della bassa Val di Susa e di altri territori» si legge nella descrizione del progetto. L’iniziativa, supportata da Compagnia di San Paolo, si articola su tre macro temi, indispensabili e necessari per riflettere in maniera sostenibile e partecipata sul futuro della città:

Innovazione amministrativa: gli obiettivi sono la costruzione di reti di amministratori in grado di sperimentare in maniera sempre più autonoma l’amministrazione condivisa dei beni comuni; allargare la rete dei comuni da coinvolgere nell’accompagnamento e nel monitoraggio delle attività; sperimentare strumenti innovativi che permettano di relazionarsi con altri soggetti pubblici intercomunali; far emergere la capacità di autonomia di altri attori non istituzionalizzati.

Welfare locale: mira ad ampliare il lavoro iniziato con le scuole e le Case del Quartiere precedentemente avviato attraverso l’accompagnamento di questi soggetti nella costruzione di una rete di “antenne” che mettano a sistema e condividano esperienze locali, competenze e risorse.

Sviluppo locale: l’obiettivo è incrociare il tema dell’amministrazione condivisa dei beni comuni con quello dell’impresa sociale, attraverso lo strumento dei patti di collaborazione per la gestione dei beni pubblici e privati intesi come beni comuni. Ciò attraverso due canali: uno rivolto alla formazione e alla ricerca nell’ambito dell’impresa sociale nei beni comuni con il progetto SIBEC – scuola italiana dei beni comuni; un altro rivolto all’accompagnamento, alla consulenza e alla co-progettazione di patti pilota.

Il primo appuntamento avrà luogo il sette novembre presso il laboratorio “Calza di cuoio” di via Fiano 12, dando avvio ad un percorso ogni primo giovedì del mese. Durante il primo incontro si affronterà il tema dell’autocostruzione come elemento di autodeterminazione dello spazio pubblico con l’obiettivo di avviare un confronto che potrà portare all’individuazione di un caso specifico che, proprio a partire da questa tematica, possa diventare un Patto di collaborazione pilota.

Per appuntamenti e informazioni scrivere a piemonte@labsus.net

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