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24 Mar 2020

Cascina Spazzacamini, la comunità che abbatte le barriere e supera i pregiudizi

Scritto da: Liala Graziano

La Cascina Spazzacamini è una comunità alloggio che si trova immersa nelle campagne della Valsesia, in provincia di Novara. Ospita ragazzi e ragazze con disabilità che qui possono costruire la loro vita e diventare protagonisti del loro futuro, modificando l’immaginario collettivo sulle persone diversamente abili.

Il Presidente Signor Carlogiuseppe Ronco risponde così alla difficoltà di inserimento di persone giovani con disabilità medio-lieve, che al termine del percorso scolastico, non riuscendo a integrarsi in un contesto lavorativo, possono contare solo sulla famiglia.

Sono già a buon punto i lavori per la costruzione di un Centro Polivalente presso la Cascina Spazzacamini di Prato Sesia, nel quale verrà creato uno spazio attrezzato con cucine didattiche per circa quaranta partecipanti, e un altro verrà destinato a un laboratorio per l’acquisizione di competenze grafico-espressive che condurrà gli addetti alla realizzazione di un vero e proprio giornale.

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La Cascina Spazzacamini si trova in un contesto agricolo, immersa nel verde, e appare subito come la sede ideale per ospitare e tenere impegnati ragazzi e ragazze con disabilità. È di proprietà della Regione Piemonte che l’ha affidata in comodato d’uso ad ANFFAS Valsesia; oggi può ospitare quattordici persone disabili residenti e considerando la fruizione solo diurna si arriva a circa una trentina di utenti.

La filosofia dell’ANFFAS prevede che ogni disabile venga trattato come un figlio, mettendolo al centro delle proprie attenzioni, valutando in sua funzione ogni decisione e ogni pianificazione.

L’ergoterapia, cioè un uso terapeutico e riabilitativo del lavoro, è alla base del progetto, il cui fine è gratificare questi ragazzi e includerli in attività che generano collaborazione, condivisione, e che sviluppano, nelle varie fasi di lavoro, abilità e capacità che sono stimoli importanti per la crescita di una loro coscienza civica.

“Fuori menù” vuole cancellare il pietismo e l’assistenzialismo e portare una ventata di cambiamenti attraverso un messaggio culturale che è la base stessa del progetto, e che intende trasformare la relazione tra normodotati e persone con handicap cognitivi attraverso l’incontro, lo scambio, la comprensione, il fare cose insieme, abbattendo così quei limiti e quei pregiudizi che spesso l’handicap pone. Non bisogna mai dimenticare che le persone con disabilità sono innanzitutto persone, con la stessa esigenza di vivere una vita sociale felice e appagante. L’intento è quindi far conoscere il progetto per ampliare la partecipazione attiva, coinvolgendo famiglie e possibili volontari non necessariamente attigui al mondo della disabilità.

In una visione completa della futura Cascina Spazzacamini ci si può immaginare, su suggerimento del Presidente, anche una piccola fattoria didattica con galline, conigli, asini, accuditi dai ragazzi e dai loro educatori, e un orto per i talentuosi del giardinaggio e dell’agricoltura. Un’altra attività molto apprezzata è l’organizzazione di gite o pranzi fuori sede, per noi cose scontate ma per questi ragazzi vere boccate d’ossigeno e occasioni di svago.

Ho avuto il piacere di incontrare la Dott.ssa Laura Lazzarotto, direttrice di ANFFAS Novara, Varallo e Borgomanero, che così si è espressa sul progetto: «Anche nel nostro territorio intendiamo portare avanti le linee guida di Anffas Nazionale sulla disabilità che ha una sua dignità, non si trova presso di noi una struttura ospedalizzata ma si trova una casa, e si trovano spazi dove i ragazzi possono costruire la loro vita. Cerchiamo di cogliere le esigenze della famiglia, mettendo però il disabile sempre al centro della nostra attenzione.

Ho subito sposato l’idea del Presidente sulle cucine didattiche, realizzabile anche grazie a una buona gestione dei bilanci e dei servizi, che ci consente inoltre di rapportarci con persone al di fuori degli operatori di base, accrescendo così l’interscambio e iniziando a modificare l’immaginario collettivo sulla persona disabile.

La distribuzione delle risorse e i grossi tagli che in questi ultimi anni abbiamo subito, hanno totalmente devastato le politiche socio-sanitarie e ci dobbiamo quindi muovere anche imprenditorialmente trovando le risorse necessarie. Diventiamo così più bravi, più stimolati, e ogni giorno affrontiamo una sfida con l’obiettivo di andare avanti in questo importante progetto didattico.

Auspichiamo di inaugurare la nuova struttura entro la fine dell’estate, aprendola a momenti di socializzazione, a un contatto più costruttivo con le famiglie e la comunità. L’Istituto Alberghiero ci ha fornito un grande aiuto e sarà loro lo chef che dirigerà almeno una decina di ragazzi in cucina. Stiamo lavorando per far sì che ogni persona abbia medesime opportunità, indipendentemente dalle proprie condizioni».

Ciascuno di noi si deve sentire parte in causa nel processo di cambiamento socio-culturale che ci porterà finalmente alla consapevolezza che la disabilità non è una malattia, abbandonando così il retaggio di un passato nel quale il centro non era la persona, ma la sua condizione. Non dimentichiamo che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall’ONU nel 2006 e ratificata dall’Italia nel 2009, indica: “persone che presentano una duratura menomazione fisica, mentale, intellettiva…”.

Persone, non malati e non pazienti.

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