23 Apr 2020

I Am the Virus / We Are not the Virus: un esperimento in Sicilia durante la pandemia

Scritto da: Gabriele Giannetto

In Sicilia l'arte sperimenta nuove forme durante la pandemia. I am the virus/We are not the virus è il nome del progetto artistico residenziale e collaborativo lanciato a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, da Periferica, organizzazione che si occupa da anni di rigenerazione urbana nella periferia della città.

Sicilia - Periferica è un’organizzazione che da anni si occupa di rigenerazione urbana nella periferia di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. È un gruppo di ragazzi e ragazze che hanno deciso di investire nel territorio di Mazara per ripensare il tessuto urbano a partire dalle sue periferie, sfruttando il patrimonio immobiliare in stato di abbandono e al tempo stesso valorizzando le cave di tufo con cui è stata costruita gran parte della città di Mazara.

Dal 2013 hanno avviato un processo di indagine, progettazione e costruzione partecipata con l’obiettivo di contribuire al miglioramento del territorio, in particolare delle periferie. Puntano a ridefinire il ruolo dell’architettura e della pianificazione urbana attraverso una prospettiva multidisciplinare ed inclusiva che prevede la collaborazione con università, associazioni, imprese e cittadini. La loro base è un’area dismessa di 3000 mq, composta da una cava di tufo di 2500 mq più un ex asilo degli anni ’80.

Periferica people 2

Grazie al passaggio di tanti artisti Periferica nel corso di questi anni ha preso forma. E tanti sono i progetti già realizzati, in particolare un festival annuale di rigenerazione urbana. Il festival, ogni estate, coinvolge studenti, accademici e artisti europei che tra rigenerazione, arte e creatività condividono le loro competenze con altri esperti e abitanti. Per 10 giorni vengono ospitati workshop, laboratori, seminari ed eventi. “La comunità globale e locale si mescolano, dando vita a un micro-villaggio temporaneo vicino l’area di progetto”.

Nell’ultimo periodo, grazie ad alcuni bandi e concorsi, stavano lavorando per garantire forme di produzione e promozione culturale tutto l’anno attraverso un parco culturale contemporaneo, Casa Periferica.

Anche loro, però, hanno dovuto confrontarsi con l’emergenza COVID-19 e decidere di reinventarsi. Da qui è nata la nuova iniziativa: I’m the virus/ We are not the virus. Un curatore in quarantena in un parco culturale co-creato diventa un avatar dell’artista. I am the virus / We are not the virus è un progetto di residenza remota (artist-in-through-residence) sviluppato da Carlo Roccafiorita durante la sua quarantena in Periferica, il parco culturale contemporaneo di cui è fondatore e direttore.

Carlo Roccafiorita
Carlo Roccafiorita


Carlo vivrà in questo luogo fino alla fine della pandemia. Come un virus, vivrà in un mondo in miniatura, dividendolo in due parti: una distruttiva e una produttiva.

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  • La parte distruttiva (I am the virus) ospiterà “first day-last day”. “Cosa faremo con tutto questo vuoto?” è il nome della performance in cui ogni giorno, per 10 minuti a partire dalle 12, Carlo scaverà sempre nello stesso punto fino al giorno in cui non verrà dichiarata la fine della pandemia;
  • La parte produttiva (Noi non siamo il virus) è uno spazio totalmente vuoto. I creativi di tutto il mondo sono invitati a partecipare con un’opera d’arte, che verrà prodotta attraverso di lui. Opera senza tema specifico, realizzabile in massimo 3 giorni solo attraverso la mano di un avatar temporaneo. Mentre ogni forma d’arte è accettata, le opere d’arte devono essere fattibili con risorse limitate.

    Per anni, Periferica ha ospitato numerosi artisti e creativi per condurre un processo di rigenerazione urbana collaborativo, inclusivo e aperto. Ma come cambia il ruolo di luoghi pensati fin dall’inizio per la comunità? Come le forme di co-produzione? Lo scopo di questo esperimento è cercare di misurarne i limiti, usando gli strumenti disponibili in questa situazione di pandemia.

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