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19 Giu 2020

Il Parco Astrognomico delle Meraviglie dove animali, piante e minerali convivono in equilibrio

Scritto da: Giovanna Speranza

Tra le colline del Cuneese si nasconde un Parco incantato nato dalle ‘intuizioni’ di Umberto Garruto ed Elena Pace. Si tratta del Parco botanico AstroGnomico delle Meraviglie, dove piante e minerali provenienti da ogni parte del mondo trovano spazio, donando un’energia unica al luogo. Elena e Umberto accompagnano così i visitatori in una realtà intima e sincera strettamente connessa con i ritmi della natura.

Chiudete gli occhi e immaginate di immergervi in un Universo in cui la natura sia in perfetta armonia con la specie umana. Un posto in cui le piante provenienti da ogni parte del mondo fioriscano, dove le acque che scorrono nei fiumi del Sud America si incontrano con quelle del Tibet, dove i minerali sparsi sul terreno assorbono e trasmettono energia a tutto ciò che li circonda. A Bossolasco in provincia di Cuneo, aprendo i vostri occhi, vi trovereste proprio davanti a questo scenario incantato.

Si tratta del Parco botanico a cui Elena Gallo ed Umberto Garruto hanno dato forma, da loro chiamato “Parco Astrognomico delle Meraviglie”. Un parco in cui la comunicazione tra uomo e natura sorge spontanea e indisturbata dalle mille distrazioni cittadine. Situato a 700 metri di altitudine, si estende per circa 2 ettari di terreno lungo le colline del Cuneese. Qui potete trovare piante di diversa provenienza, dai cactus e gli aloe in fiore a piantine di sequoia. Anche la terra è stata raccolta da zone diverse provenienti da tutt’Italia per ripopolare i vari microorganismi e come ogni Oasi naturale che si rispetti non manca neanche il laghetto, riempito con acque provenienti da diverse fonti mariane (si esatto mariane e non marine) e dai luoghi più esotici del nostro Pianeta.

Ma come e quando è nato il Parco? «Abbiamo girato tanto l’Italia, lavorato con un grossista che commercializzava minerali e girato tanto con un erborista. Visitando queste varie realtà alla fine è nato questo desiderio di creare il parco botanico e di rimettere questi minerali in libertà», spiega Umberto aggiungendo che si tratta di “una serie di intuizioni che abbiamo messo assieme». Così Umberto e Elena, due giocolieri di professione, danno forma a ciò cui i giocolieri sono più avvezzi nel ricercare: un equilibrio, non solo con i propri strumenti ma in armonia con l’intero habitat in cui sono immersi.

Da quando le loro intuizioni si sono concretizzate nella realizzazione del Parco botanico sono passati 4 anni durante i quali hanno avuto modo di osservare cambiamenti giorno dopo giorno. Tra questi tanti insetti in via di estinzione hanno ricominciato a pullulare nel parco. Fatto testimoniato anche dallo zio di Umberto, vecchio proprietario della casa attorno cui nasce il Parco. Come spiega Umberto: «I cervi volanti erano scomparsi, e dopo due anni che eravamo qui noi sono ricomparsi. Mio zio dice che alcune razze che abbiamo iniziato a fotografare, tipo farfalle, non le aveva mai viste e non gli sembrava vero. Quindi secondo me si sta formando un’Oasi dove tutte queste creature più delicate trovano rifugio».

E così lo sbocciare dei fiori, la vita degli animali e il rumore dell’acqua scandiscono il battito del bosco, rivelatori della frenetica vita della natura in continuo sviluppo, ma c’è di più! Non a caso questo luogo si chiama ‘Parco AstroGnomico delle Meraviglie’. Infatti qui trova spazio anche la creatività, che si rivela nei 10 mandala che Umberto e Elena hanno costruito, il più grande di 5 metri di diametro. All’interno vi è sempre lo spazio affinché le persone si possano sedere. «Ogni mandala è frutto di varie intuizioni e ogni simbolo è un po’ inventato da noi. Quando una persona vi entra stimola in lei un determinato stato di coscienza. Per noi sono come qualcosa di vivo questi mandala,» rivela Umberto, «il primo che abbiamo fatto è un cuore, che per noi è un po’ il simbolo dell’inizio del viaggio, nel senso che senza quello non vai da nessuna parte».

Ma sono ancora tanti i desideri che Elena e Umberto serbano per il bosco. Tra questi creare dei percorsi con i bambini, fonti di energia che meglio di tutti si sposerebbero con la filosofia del parco. E ancora costruire una biopiscina dove potersi immergere tra piante acquatiche e pesci che ne garantiscano la purezza dell’acqua.

Ora questo posto incantato non aspetta altro che essere scoperto. Attenzione però, per percepirne la magia bisogna essere disposti ad ascoltare. Infatti i due artefici del Parco si basano proprio sull’ascolto per lasciarsi ispirare, interponendo piante, animali, uomini e minerali sullo stesso piano. Certo, le loro idee si basano su delle teorie: per esempio la teoria della memoria dell’acqua dello pseudoscienziato giapponese Masaru Emoto, secondo la quale sussisterebbe una relazione tra i pensieri umani e vari stati dell’acqua. Ma Umberto e Elena aggiungono: «vanno bene tutte le teorie, possiamo prendere spunto da tutte però nel momento della pratica metti tutto da parte e cerchi di ascoltare quello che hai intorno».

Per coloro che avranno voglia di immergersi nell’incantesimo del Parco AstroGnomico delle Meraviglie diverse sorprese li attendono. Gli ospiti sono trascinati dall’energia del bosco che cambia forma durante il giorno fino alla sera quando tra falò, musica, spettacoli e passeggiate notturne potranno riconoscere quella che è la loro natura più autentica. «Noi cerchiamo di far sentire tutti a proprio agio nel senso che in realtà l’essere umano ha tantissime capacità, solo che in genere si vergogna o bada al giudizio e quindi noi cerchiamo di creare questa energia di modo che ognuno si senta libero di esprimersi e possa esprimersi dal cuore, veramente possa esprimere quello che è,” conclude Umberto.
Ora non vi resta che contattarli per immergervi in questa esperienza unica nel “Parco Astrognomico delle Meraviglie”, il resto verrà da sé.

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