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20 Lug 2020

Alle Ortiche Festival: arte, sostenibilità e cultura come beni di prima necessità

Scritto da: Valentina D'Amora

Un programma ricco di appuntamenti animati dal desiderio di rivitalizzare una preziosa area verde nel centro città e incoraggiare il riavvicinamento sociale, pur garantendo il distanziamento fisico. Torna Alle Ortiche Festival, a Genova, nell'area verde delle Serre di San Nicola. Il fil rouge di quest'edizione è il "flâneur", il girovagare per la città e contemplare il panorama che ci circonda.

Se è vero che gettare qualcosa “alle ortiche” significa abbandonarla e non prendersene più cura, a Genova, invece, è sinonimo di sostenibilità e cultura.

Dal 24 luglio al 2 agosto, Alle Ortiche Festival, in collaborazione con il Laboratorio Probabile Bellamy, riapre i cancelli delle Serre di San Nicola, con un programma ricco di appuntamenti, tutti gratuiti, che sposano l’attenzione all’ambiente con il desiderio di rivitalizzare una preziosa area verde nel centro città.

Le Serre durante la prima edizione del festival (2019)

L’associazione di promozione sociale, che prende il nome dal festival, è nata a Genova nel 2019, dopo la prima edizione dell’evento, lo scorso settembre, che ha visto 1500 ingressi in un solo giorno. Questo riscontro positivo ha dato a Eleonora De Biasi e agli altri fondatori la spinta per creare qualcosa di più duraturo: così è nata l’associazione, con l’intento di portare avanti progetti concreti di rigenerazione urbana su base culturale-ambientale e di innovazione sociale.

«Il tema di quest’anno – spiega Eleonora – è legato all’immagine del flâneur che è chi si perde, girovagando per la città senza meta ed è esattamente quello che siamo spinti a fare noi, in questa strana estate».

L’evento si articola, quindi, in una serie di appuntamenti che propongono un occhio inedito sulla città. In un turismo di prossimità, quasi a metro zero, saremo guidati in un’esplorazione del contesto urbano da una prospettiva nuova: proiezioni cinematografiche, eventi editoriali, aperitivi sotto gli ulivi, momenti di divulgazione scientifica e percorsi di riscoperta del patrimonio culturale locale in collaborazione con le realtà museali della zona.

«Siamo riusciti a organizzare – prosegue – una programmazione più dilatata nel tempo, che abbiamo pianificato su più giorni consecutivi, proprio per controllare gli accessi e le distanze di sicurezza: tutti gli eventi sono su prenotazione obbligatoria e nel form da compilare si potrà segnalare anche l’eventuale presenza di congiunti, in modo da permettere allo staff di collocare le postazioni in modo adeguato».

Pur garantendo il distanziamento fisico, il festival incoraggia il riavvicinamento sociale: «Per questo motivo, nonostante le difficoltà di questi mesi, abbiamo deciso di mantenere la gratuità per tutti gli eventi in programma, in modo da renderli accessibili a tutti». Perché i ragazzi delle ortiche sono convinti che l’arte e la cultura siano beni di prima necessità.

L’ingresso di quest’anno sarà il cancello di salita S. Nicolò 34, nuova entrata delle Serre che rivela anche piccola preview di cosa bolle in pentola per i ragazzi delle urticacee: come vincitori del bando Civica della Compagnia di San Paolo, questo nuovo ingresso sarà, in realtà, un’anticipazione degli eventi che organizzeranno nel 2021, all’interno di un laboratorio che sarà fruibile d’estate e d’inverno. Stay tuned!

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