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29 Lug 2020

La rivoluzione virtuosa dei piccoli centri: Piemonte che Cambia entra in provincia di Cuneo

Scritto da: Pietro Cigna

Lontano dai grandi centri urbani e dai riflettori dei media mainstream è in atto una rivoluzione virtuosa che sta trasformando i paesi e borghi italiani in laboratori viventi di buone pratiche di sostenibilità ambientale e rigenerazione sociale. Da sempre guidati dalla mission di scoprire quest'altra Italia e nell'ambito del progetto Piemonte che Cambia, ci siamo ora addentrati nella provincia di Cuneo per conoscere da vicino, mappare e mettere in rete le realtà di cambiamento positivo presenti sul territorio.

Quando abbiamo iniziato questo lavoro due mesi fa non sapevamo che cosa aspettarci. Volevamo entrare sempre di più nei territori, conoscere persone e farle incontrare, ma era davvero il momento giusto? Dopo lunghi mesi passati in casa a causa dell’emergenza sanitaria legata al COVID-19, forse la paura e lo sconforto l’avrebbero fatta da padroni, forse sarebbero stati tutti preoccupati di difendere ancor di più la propria zona di comfort. Invece ciò a cui abbiamo assistito ci ha riempito il cuore. Oggi, probabilmente più che negli ultimi decenni, le persone si rendono conto che qualcosa non va nel nostro sistema socio-economico e che solo insieme possiamo davvero fare qualcosa per vivere meglio.

In un mondo in cui da decenni l’attenzione è posata sui grandi centri economici e decisionali, distogliere lo sguardo per volgerlo verso i piccoli paesi è davvero un atto rivoluzionario. Ma è proprio lì, dove apparentemente non succede niente che richiami l’attenzione del grande pubblico, che l’Italia sta cambiando sempre di più e sempre più rapidamente. Come Italia che Cambia lo raccontiamo quotidianamente attraverso i nostri strumenti, e cerchiamo di farlo anche entrando nei territori e incontrando chi si è assunto personalmente la responsabilità del cambiamento.

Ci rendiamo però conto che raccontare e mappare non basta. Più volte le persone che abbiamo incontrato hanno manifestato il desiderio di lavorare con altri e di fare rete per perseguire obiettivi comuni.

Davanti a questo desiderio abbiamo sentito di poter fare qualcosa di più, abbiamo sentito di poter facilitare questo processo, di poter creare occasioni di confronto e condivisione, di poter essere veramente a servizio di quella parte di società che lavora ogni giorno per un paese migliore. Abbiamo quindi volto lo sguardo verso aree più circoscritte, che permettessero alle persone di incontrarsi fisicamente, e più marginalizzate, con la convinzione che proprio queste ospitino laboratori viventi di sostenibilità ambientale e sociale.

Un incontro presso la stazione ferroviaria di Mondovì

Siamo partiti dalla provincia di Cuneo, una delle più grandi d’Italia, la cui superficie è coperta per circa la metà da montagne e per un altro 25% da colline. Ci è sembrato il posto giusto dove iniziare, data la volontà di concentrarsi sulle aree definite ‘interne’ dalla Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) avviata dal ministro Barca nel 2014. Inoltre, la scelta di questo territorio ci ha dato la possibilità di avviare una collaborazione con NEMO – Nuova Economia in Montagna, cooperativa che condivide molto del nostro approccio e del nostro modo di lavorare (qui la loro presentazione).

Oltre a mappare in modo più approfondito e sistematico le realtà di cambiamento positivo del territorio, abbiamo suddiviso la provincia in quattro macro-aree e in ognuna di queste abbiamo organizzato un primo incontro.

Per la zona di Cuneo e Alpi Marittime siamo stati ospiti della cooperativa I Tesori della Terra a Cervasca, per Mondovì e il monregalese del Caffè Sociale presso la stazione ferroviaria di Mondovì, per Saluzzo e valli del Monviso ci siamo incontrati a Piasco all’Orto Collettivo de La Milpa, e infine all’associazione Asso di Coppe ad Alba, per la zona di Langa e Alta Langa. In questi incontri abbiamo coinvolto persone che già avevano condiviso con noi il lancio del portale regionale Piemonte che Cambia ed esteso l’invito ad altre realtà interessate al nostro lavoro.

Ancora una volta abbiamo sperimentato in prima persona quante iniziative meravigliose ci siano sul nostro territorio… e ne abbiamo ovviamente conosciute solo una minima parte!

Ci siamo presentati, raccontati ed emozionati, abbiamo visto realtà concrete che esistono e funzionano già da alcuni anni, e abbiamo condiviso nuovi sogni e progetti per il futuro. Da tanti è emersa la necessità di fare rete, di supportarsi a vicenda per contrastare la fatica di vivere e lavorare in una società che molto spesso ostacola il cambiamento, di collaborare per migliorare la nostra qualità di vita prendendoci cura della terra e delle persone che ci circondano.

Tra i partecipanti sono emersi tanti dei temi che come Italia che Cambia ci stanno a cuore e che approfondiamo nei nostri articoli. Si è parlato di agricoltura biologica e sociale, apicoltura naturale, salute e medicina integrata, integrazione di persone spesso marginalizzate come disabili e migranti, bioedilizia ed efficientamento energetico, riuso e riciclo, scuola ed educazione in natura, finanza etica, cura del paesaggio, cohousing e produzione artigianale. Alcuni più di altri ci sono poi sembrati particolarmente rilevanti per il nostro tempo. È il caso della ricerca di uno stile di vita più comunitario, della spinta verso la campagna e la montagna, come luoghi dove si vive meglio ma nei quali non è facile trasferirsi stabilmente, e infine delle reti di imprese, come strumento per creare opportunità di lavoro più etiche e intere filiere locali che sostituiscano la grande distribuzione in qualsiasi settore.

Nonostante gli innumerevoli interessi comuni, la suddivisione territoriale ha dato i suoi frutti. Le quattro aree in cui abbiamo scelto di lavorare sono diverse tra loro per aspetti sociali, economici, culturali e paesaggistici, e presentano quindi necessità specifiche che avremmo perso se avessimo considerato la provincia come un tutt’uno omogeneo. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo proposto alle persone di concentrarsi sul proprio territorio di riferimento, provando ad individuare i temi fondamentali da affrontare per ‘cambiarlo’, e così facendo cambiare un pezzo alla volta il cuneese intero. Grazie agli strumenti della facilitazione, in un ultimo incontro provinciale ogni gruppo deciderà collettivamente i temi da affrontare, che inizieranno ad essere approfonditi da settembre in avanti.

Incontro a Piasco

Vogliamo riproporre su piccola scala il lavoro fatto nel 2015 a livello nazionale con il progetto Visione 2040, che ci ha permesso di fare il punto della situazione sulle tematiche più importanti del nostro tempo, e di elaborare circa 500 azioni da mettere in pratica come cittadini, professionisti e amministratori locali. Crediamo che questo approccio possa essere ancora più efficace quando applicato in piccoli territori, dove le persone hanno davvero la possibilità di attivarsi e portare a termine iniziative di cambiamento concrete.

Il viaggio nel Piemonte che Cambia continua con entusiasmo, spingendoci oltre la nostra zona di comfort e oltre i nostri limiti.

Guardiamo con fiducia alle Aree Interne come i laboratori di un Italia più giusta e più sostenibile. Guardiamo con emozione le persone che incontriamo come quelle con cui condividere un progetto.

Guarda tutte le foto dei nostri incontri in provincia di Cuneo sulla pagina Facebook di Piemonte che Cambia!

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