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3 Ago 2020

“Gli alberi in città sono fondamentali per il nostro futuro”

Scritto da: Brunella Bonetti

Far conoscere la memoria storica e botanica degli alberi urbani per salvaguardare noi stessi e le future generazioni. È questa la missione di Antimo Palumbo, fondatore di numerose associazioni e gruppi per la tutela degli alberi urbani e organizzatore di eventi, corsi, passeggiate, convegni e altre attività tese a promuovere la cultura arborea in città.

L’appuntamento con Antimo Palumbo è nella regina delle ville romane: Villa Borghese. Lì incontro un giovane uomo dagli occhi curiosi ed attenti a tutto ciò che ci circonda. Il verde estivo e accaldato del parco ci sorprende entrambi e ci accomodiamo sotto le chiome amiche di un enorme cipresso funebre e un cedro monumentale poco distanti dal laghetto abitato dai cigni.

«Gli alberi non hanno voce – mi dice Antimo – per questo è importante parlare di loro e per loro!». Storico degli alberi, botanico, ma soprattutto divulgatore, Antimo si dedica da anni a diffondere un’approfondita ed aggiornata cultura degli alberi in città, sia sotto il profilo etno-botanico che storico-culturale. «La conoscenza storica della flora urbana, oggi, nell’epoca dei mass media e dell’informatizzazione, è più che mai importante. Se non si conosce il passato, è facile ripeterne gli stessi errori. In particolare, per ciò che riguarda gli alberi, è fondamentale proteggerli e tutelarli proprio attraverso un discorso di tipo storico-culturale».

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Antimo Palumbo, fondatore di numerose associazioni e gruppi per la tutela degli alberi urbani

Combattere “l’analfabetizzazione arborea” è uno degli impegni principali di Antimo Palumbo. Per questa ragione, nel corso degli ultimi dieci anni, ha fondato diverse associazioni e gruppi Facebook in difesa degli alberi in città, tutte volte a diffondere quanto più possibile una cultura ambientale consapevole e partecipativa. Tra le ultime, l’attivissima Adea Amici degli alberi nata a Roma nel 2017 proprio con l’intento di promuovere la cultura degli alberi capitolini. Adea è “una piccola piantina, con mezzi semplici ed umili. Suo scopo sarà di favorire attraverso diverse iniziative: la conoscenza, l’’amore, la cura e il rispetto degli alberi e recuperarne il loro potenziale storico e spirituale”. Queste parole sono il manifesto, più che mai esplicito, di un gruppo di attivisti, amanti del verde urbano.

Tuttavia, la parabola associativa di Antimo Palumbo risale ad alcuni anni prima, con la creazione di Respiro Verde, seguita da Amici dei Pini di Roma, gruppo volto a preservare questa specie arborea tipica della capitale. E, ancora, I Palmiers con cui organizza numerose manifestazioni per la tutela delle palme in città. Non stanco di associare, lo storico crea altri gruppi facebook molto attivi, tra cui Foglie Patenti e Pini spettinati. E non si possono non ricordare le numerose conferenze, gli incontri all’Orto Botanico di Roma, i seminari, le visite guidate tra nei parchi urbani, le collaborazioni con molte associazioni di tutela ambientale, le interviste alla radio o su riviste specializzate. O ancora, il canale youtube La Casa dell’Albero, e soprattutto il suo blog “Un diario di bordo dalla parte degli alberi”, dove è possibile tenersi aggiornati su tutti gli eventi e le conferenze di cui si fa promotore, che “servirà a tracciare il mio viaggio iniziato diversi anni fa per promuovere la cultura degli alberi in Italia”.

Questo grande impegno su tutti i principali social network, lontano dall’essere spinto dalla smania di successo, si deve piuttosto alla volontà di raggiungere il maggior numero possibile di persone. Consapevole, infatti, di trovarci in una modernità dominata dall’automatismo e dalla cibernetica Antimo ritiene che «gli elementi preponderanti nella nostra società, siano la macchina, in particolare l’automobile, la televisione o i mass media in generale, e i centri commerciali. Questa cultura dell’artificiale ci fa credere padroni della natura e ci porta a riprodurre all’esterno gli spazio interni e a demonizzare l’ambiente come un mondo da temere e manipolare a nostro vantaggio».

Dunque, diventa importantissimo combattere il terrorismo informatico e il plagio subito dalla realtà virtuale, oggi più che mai reale. Per questa ragione, spiega Antimo, «per difenderci e difendere la cultura arborea, si possono usare le stesse armi con cui siamo attaccati. Ovviamente, è necessario fare molta attenzione a come si gestiscono gli strumenti tecnologici ed informatici a disposizione, sforzandoci di gestirli diversamente, cioè avendo come scopo il bene comune, lo sviluppo sostenibile dell’ambiente e la tutela delle future generazioni».

Un’attività instancabile ed appassionata, la sua, che riunisce l’amore per la conoscenza, per la botanica, il senso civico, la difesa dell’ambiente urbano, ma anche la tutela della memoria passata. Ciò, soprattutto in vista di un futuro più consapevole come esseri viventi. Più volte, durante la nostra piacevole chiacchierata, Antimo fa riferimenti alla storia. Questa, mi spiega, «ci condiziona ed è a sua volta determinata dal nostro agire. Allo stesso modo gli alberi in città subiscono l’impatto dei movimenti storici e ne influenzano il corso. Perciò, diffondere e praticare un’attenta cultura ambientale, diventa fondamentale per tutelarci come esseri viventi uomini ed alberi, stretti in un comune destino».

Impariamo, dunque dalla nostra magistra vitae, mi viene da declamare, unendomi al suo appello accorato ed appassionato. Il nostro passato, infatti, è costellato di personaggi illustri che con il loro fare hanno contribuito alla costruzione di una civiltà umana sostenibile, anche se in perenne difficoltà. Tra questi, Antimo cita spesso quelli che considera i suoi maestri, quali Napoleone III, Lao Tze, maestro del taoismo, Socrate, Epicuro e Aristotele. Proprio di quest’ultimo ci regala un grande insegnamento, ovvero che “l’uomo per sua natura tende al sapere ed alla conoscenza, soprattutto attraverso gli occhi”. Dunque, in quanto esseri umani tendenti naturalmente alla curiosità, è fondamentale sforzarsi di vivere, nel quotidiano, una relazione con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente che ci circonda che sia consapevole, appassionata e felice!

Per questo prezioso regalo, ringraziamo Antimo che non smette di testimoniare quanto l’intervento sugli alberi in città sia determinante per intervenire sulla cultura umana. E viceversa, agire sul senso civico, influisce anche sulla tutela del verde urbano.

All’ombra del cipresso e del cedro, entrambi colossi centenari e maestosi, restiamo qualche minuto in silenzio, in ascolto del respiro delle piante e del loro linguaggio sottile. «Gli alberi sono maestri del silenzio», mi confida. Dunque, impariamo da loro a vivere hic et hunc, ovvero al presente, inteso come stato temporale, ma soprattutto come Presenza fisica e spirituale, dunque Umana.

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