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30 Nov 2020

What Women Want: uno scambio di doni tra sconosciute per sentirci più vicine

What Women Want è un'iniziativa lanciata da Alessia D'Epiro, fondatrice di Womanboss, con un duplice obiettivo: da un lato creare una cultura solidale che elimini le differenze di genere, dall'altro rafforzare i legami sociali in un momento storico in cui sono messi a dura prova. Abbiamo approfondito con lei i dettagli di questa idea.

Pochi giorni fa si è celebrata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un problema prima di tutto culturale, che dunque può trovare soluzione non tanto nel rafforzamento della sicurezza, quanto nella diffusione di una cultura di rispetto, di empatia, di sorellanza e fratellanza.

Qualche anno fa uscì un film dal titolo “What women want” – che si può tradurre con “quello che desiderano le donne” – in cui il protagonista acquisiva il magico potere di leggere la mente delle donne. Al di là della patinatura hollywoodiana, il messaggio è proprio questo: aprire una breccia emotiva laddove adesso, troppo spesso, esistono solo porte chiuse. Solidarizzare, immedesimarsi, empatizzare.

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Non a caso lo stesso titolo è stato utilizzato anche da Alessia D’Epiro – formatrice, coach professionista e fondatrice del progetto Womanboss – per un’iniziativa incentrata proprio sull’empatia attraverso il dono. «Lara Beth Aknin, una psicologa sociale e professoressa alla Harvard Business Schools, ha condotto un esperimento dal quale è emerso che la felicità procurata da un regalo fatto ad altre persone è maggiore rispetto a quella che può derivare dallo spendere soldi per sè stessi», spiega Alessia.

Avvicinandoci al periodo natalizio con le mille incognite di una pandemia in corso, la fondatrice di Womanboss ha ritenuto importante lanciare un messaggio che unisca, oggi più che mai, tutte e tutti: «L’idea di fondo che ci ha mosso è stata quella di spronare le persone a chiedersi cosa le donne vogliono – What Women Want, appunto – in termini di miglioramento personale e di supporto per accrescere la propria consapevolezza».

Di cosa si tratta dunque in concreto e come è possibile dare il proprio contributo? L’obiettivo è compiere uno dei gesti più semplici e classici, specialmente in questo periodo dell’anno: fare un regalo! Per partecipare allo scambio di doni ci si può iscrivere a questo link entro l’8 dicembre. Dopo questa data verrà fatto l’abbinamento dei partecipanti e sarà inviata una mail con il nome e l’indirizzo della persona a cui fare il dono. I regali potranno essere spediti, direttamente a casa dei partecipanti, entro il 17 dicembre. Facendo una foto del regalo ricevuto e inviandola a Womanboss, queste saranno condivise sui canali social e si creerà un grande e bellissimo momento collettivo, in cui ci si incontrerà virtualmente per scartare insieme i doni.

L’incertezza di questa epoca, unita al distanziamento sociale, ha contribuito alla perdita del senso di comunità e di solidarietà, in alcuni casi anche tra chi condivide le medesime difficoltà e tra le donne stesse. «Mai come in questo momento – prosegue Alessia – è fondamentale contribuire a creare occasioni di socialità, magari proprio con iniziative che partano dal basso. Questo è “What Women Want”!».

Nell’iniziativa si riconosce il valore su cui è fondato tutto il progetto Womanboss: la sorellanza. «Il nostro scopo è aiutare le altre donne ad autodeterminarsi e realizzarsi, nella maniera che preferiscono e che sentono più vicine al loro essere. In questo senso, “What Women Want” vuole essere un “contenitore di impatti”: ogni regalo sarà solo una goccia, ma una goccia alla volta si genera un’onda».

Lo scambio di regali potrà avvenire tra donne – ma non solo – che non si conoscono, per il puro piacere di donare un simbolo o un messaggio quale incoraggiamento per affrontare il nuovo anno con maggiore forza e ricchezza di spirito per portare la propria vita nella direzione desiderata. «È proprio questo lo scopo dell’iniziativa – conclude Alessia –: ricordarci che siamo tutte interconnesse, a prescindere dal genere e dallo status sociale e che, anche in tempi così complicati, c’è sempre la possibilità di fermarsi per un attimo, ascoltare ed accogliere l’altro. “What Women Want” vuole seminare qualcosa di buono: ogni dono che ci si scambierà sarà un seme che, speriamo, diventerà germoglio e poi albero per far nascere progetti e consapevolezze nuove».

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