22 Dic 2020

Martina: “Ho la Sclerosi Multipla. Ecco come la sto affrontando”

Scritto da: Valentina D'Amora

Shock, negazione e paura sono le reazioni di chi ha appena ricevuto una diagnosi di una malattia grave, soprattutto di chi si affaccia alla vita. Come si può affrontare la diagnosi, senza lasciarsi soffocare da pensieri negativi? Ne parliamo con Martina giovane genovese alla quale è stata da poco diagnosticata la Sclerosi Multipla.

Genova - Martina ha 28 anni ed è una party planner genovese. L’ho conosciuta durante un laboratorio creativo per bambini e ricordo che tutti i piccoli presenti erano letteralmente in visibilio per la sua vitalità e dolcezza. Una ragazza effervescente e dal sorriso contagioso che, oltre a organizzare con cura feste di compleanno per bambini, si occupa di didattica della lingua inglese, essendo bilingue. Una vita accanto ai più piccoli, sia per i momenti di svago che per gli incontri di taglio più educativo.

tata martna

Il 2020 è stato indubbiamente faticoso per lei, perché tutte le sue attività lavorative hanno subìto un drastico stop. Oltre alla difficoltà economica, in questo anno ha ricevuto anche la risposta alle numerose domande che la attanagliavano da anni: Martina ha scoperto di essere affetta da una malattia neurodegenerativa, complessa e imprevedibile, che colpisce il sistema nervoso centrale. La Sclerosi Multipla.

Ho deciso di intervistarla, per chiederle come sta affrontando questo momento così critico, da tanti punti di vista.

Raccontaci la tua storia: cosa ti sta succedendo?

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Sto vivendo la mia vita come se fossi in un film, di quelli senza un finale però. In un anno già molto complicato di per sé, ho ricevuto la diagnosi di Sclerosi Multipla. Una doccia fredda. Ricordo precisamente quel giorno, tre mesi e mezzo fa, anche se in realtà combatto contro questo male invisibile da più o meno tre anni. Tutti i medici mi avevano rimbalzato ad altri specialisti: sono stata visitata da un cardiologo, un infettivologo, uno psicologo, un ematologo. Nessuno sapeva darsi una spiegazione di tutte quelle analisi sballate e di tutti i sintomi che riportavo. Finché, finalmente, qualcuno è riuscito a spiegarmi il perché di tutto.

Marta rossetto martina

Che sintomi avevi?

I lividi prima di tutto, la disfagia e la difficoltà a deglutire non solo il cibo, ma anche la semplice acqua, poi una costante stanchezza che poteva essere dovuta a una sindrome chiamata CFS ossia Chronic Fatigue Syndrome. Questi erano i sintomi più importanti, poi a destare sospetti c’erano anche alcune analisi dai valori anomali, che però potevano essere collegate a tantissime altre malattie.

Come stai affrontando la situazione?

Non è stato facile, non lo è stato soprattutto perché la vita fino a quel momento aveva già picchiato duro su di me. Tante ne ho passate in questi anni e sono sempre riuscita a superarle, con una cicatrice sulla pelle o nel cuore. Ed è per questo che anche ora sto andando avanti. A fatica e zoppicando un po’, non solo in senso metaforico. Sono convinta che l’importante sia non fermarsi mai e farlo per le persone che si amano. Io lo faccio proprio per loro: per i miei genitori, per la mia nipotina, per mia sorella e mio cognato, per il mio compagno, il mio bimbo, il mio gattino, per tutti i bambini con i quali lavoro, per tutte le persone con cui entro in contatto e per tutti coloro che si complimentano per ciò che faccio. Più semplicemente tutti coloro ai quali so di aver donato un sorriso.

Ci sono dei momenti in cui ti senti giù?

Certo, in questo momento, per esempio, di grinta non ne ho affatto, perché ad aggravare ulteriormente la situazione, c’è la mancanza momentanea del mio lavoro che mi fa sentire spesso sola. Il mio lavoro è sempre stato fonte di solidità emotiva e vederlo mancare così da un giorno all’altro mi ha ferita molto. Ogni volta che rivedo il sorriso di un mio piccolo “cliente”, però, ritorna il sorriso anche a me e un po’ di ferite si rimarginano.

Hai avuto modo di conoscere qualcuno con la stessa malattia?

Finora ho conosciuto due persone con la sclerosi e trovo utile parlare con loro, perché confrontarsi con chi ci sta passando aiuta molto psicologicamente, soprattutto i neodiagnosticati.

Cosa vuoi dire a chi sta affrontando quello che stai vivendo tu ora?

A tutti coloro che stanno vivendo la mia stessa situazione ci tengo a dire: non arrendetevi, anche quando tutto sembra insormontabile e quando la strada è tutta in salita. Tenete duro, è importantissimo, anche per affrontare le terapie.

Una storia che colpisce, come la frase di un suo post: “La gente mi crede Wonder Woman, ma io non sono d’acciaio. Ho anche io paura di morire. Spero sempre di rimanere sotto questo cielo”. E così la saluto, con la speranza che la vita, finora così dura con lei, possa abbracciarla con la stessa dolcezza che lei distribuisce a chiunque la incontri.

Vuoi cambiare la situazione di salute e alimentazione in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
Quanto ha influito il lockdown sul consumo di droghe?
Quanto ha influito il lockdown sul consumo di droghe?

Cibi contaminati e pericolosi: ecco la lista nera

“Sei vegano? E i bambini che muoiono di fame?”

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Parte la raccolta di firme per una legge contro il greenwashing delle lobbies del petrolio

|

I Medici per l’Ambiente: “Basta allevamenti intensivi, senza biologico non c’è futuro”

|

E se il Covid ci avesse indicato la via per risolvere la crisi della scuola italiana?

|

In Piemonte c’è una “foresta condivisa” di cui tutti possono prendersi cura

|

IT.A.CÀ: in viaggio per il levante ligure per riconquistare il diritto a respirare

|

Pitaya: «Realizzo assorbenti lavabili per diffondere consapevolezza e sostenibilità»

|

Te Araroa: un viaggio per sé stessi e gli altri oltre i propri limiti