16 Feb 2021

Cambiare dal basso un territorio: ecco un esempio concreto

Scritto da: Lorena Di Maria

Recentemente abbiamo pubblicato le nostre Azioni e Visioni per il cuneese che cambia: tre documenti che raccontano il lavoro che noi di Italia che Cambia e i protagonisti di questo ricco e variegato territorio abbiamo avviato sui temi di ambiente e verde, comunità, agricoltura e alimentazione. Il percorso è stato lungo, abbiamo imparato tanto gli uni dagli altri e abbiamo deciso di raccontarvi tutto questo in una diretta trasmessa sui nostri canali facebook e youtube, che vi riassumiamo in questo articolo.

Torniamo indietro a qualche settimana fa. Ritorniamo alla sera in cui ci siamo incontrati in un evento online per condividere un progetto che in questi mesi Italia che Cambia ha intrapreso nel cuneese. Riprendiamo il discorso proprio da quel momento, quando vi abbiamo raccontato del percorso partecipato e avviato insieme alle realtà del territorio, per immaginare e sognare come potrà essere il cuneese nel 2040 e le proposte per arrivarci.

Non sono passati poi molti giorni ed è ancora forte l’emozione di aver potuto raccontare un progetto, un processo, un cammino insieme a nuovi compagni di viaggio, il cui scopo finale è stato quello di… sognare. Sognare insieme per portare un cambiamento intorno a noi e, in qualche modo, anche dentro di noi. Abbiamo chiamato questo percorso “Visioni e Azioni per il cuneese… che cambia!” affinché ci faccia ricordare che per cambiare davvero le cose è necessario agire, concretamente.

Per chi non avesse ancora conosciuto il nostro lavoro, vi riportiamo qui un breve racconto che, in poche righe, riassume tutto il percorso:

Sul modello delle Visioni 2040, promosse a livello nazionale da Italia che Cambia nel 2015, abbiamo chiesto ai partecipanti di individuare alcuni “esperti” del territorio, persone che per esperienza e competenze potessero dare un contributo informato su ciascuno dei temi individuati. Grazie alla collaborazione con NEMO – Nuova Economia in Montagna, abbiamo creato tre tavoli tematici, spazi di discussione e confronto per gli esperti, supportati dal “cerchio” degli attivatori che hanno partecipato agli incontri di questi mesi. Ne sono usciti altrettanti documenti tematici che presentano la fotografia attuale del cuneese, una visione comune di come potrà essere il cuneese nel 2040 e delle proposte per arrivarci. Inoltre, una serie di azioni concrete che ciascuno di noi può fare fin da oggi per contribuire a questo grande processo di cambiamento.

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Al nostro incontro online hanno partecipato Pietro Cigna, che ha facilitato i tavoli nel cuneese, Lorena Di Maria, Daniel Tarozzi e Daniela Bartolini, accompagnati da alcuni ospiti, o meglio “esperti del territorio”. In quest’occasione ci teniamo anche a nominare tutte quelle realtà che, anche se non erano presenti alla diretta, sono stati, per noi, i veri protagonisti di questo percorso. Parliamo delle persone e delle organizzazioni che meglio di tutti conoscono il cuneese e che nel loro quotidiano rappresentano i veri custodi di questo territorio. Coloro che con impegno, talvolta con fatica ma sempre con grande passione, stanno proponendo dei modelli virtuosi improntati alla sostenibilità, a un lavoro etico e alla partecipazione e con i quali abbiamo avuto la grande fortuna di fare un pezzetto di strada insieme.

Abbiamo condotto questo lavoro insieme, dall’inizio alla fine, grazie ai preziosissimi insegnamenti offerti dalla facilitazione, che da anni accompagna il lavoro di Italia che Cambia, offrendoci ogni volta una nuova lezione di vita. Cosa ci ha insegnato questa volta? La bellezza di far dialogare persone diverse e sconosciute all’interno dei tavoli tematici, la possibilità di trasformare le difficoltà in soluzioni e la capacità di rendere tutto più semplice: i processi decisionali, lo scambio di opinioni, la condivisione delle idee.

Per il tavolo ambiente e verde abbiamo avuto come ospite Vittoria Bresci della cooperativa Erica. Proprio come ci ha raccontato, la sfida del nostro tempo sulle tematiche ambientali e il cambiamento climatico ha bisogno della partecipazione di tutti. Per questo hanno collaborato insieme l’Associazione Amici della Tanaria, la Cooperativa Erica, Teatro Selvatico, Legambiente Cuneo, il collettivo Z di Zappa, CasaCo, Coop il Ramo, Mieleapi e Mondoqui.

Un aspetto che ci ha colpito molto è la scelta del simbolo di questo tavolo, ovvero un albero, che illustra il relativo documento. L’albero rappresenta la vita ed esprime la preoccupazione del gruppo per la situazione attuale ma anche la speranza per il futuro. Nell’albero i “rami deboli” indicano gli spostamenti ecosostenibili poco incentivati, la scarsa cultura del verde, la cementificazione e il degrado del suolo o la perdita di biodiversità. Mentre i “rami buoni” sono rappresentati dall’ attivismo dei giovani sul tema ambientale ma anche la presenza di orti urbani, i sentieri puliti, le esperienze di agricoltura biologica e tanto altro ancora.

Per il tavolo comunità hanno partecipato Gianluca Giorgis e Pietro Anania della Casa del Quartiere Donatello di Cuneo, che ci hanno illustrato le diverse facce che promuovono progetti di comunità e inclusione sul territorio cuneese. Come ci hanno raccontato, il percorso avviato ha permesso di scoprire idee e visioni comuni per il futuro, mostrando i tantissimi e diversi modi di fare comunità.

C’è chi, come per l’ecovillaggio L’Altrove, ha portato la propria esperienza di nuovi modi di abitare, c’è chi, come la Casa del Quartiere Donatello, ha creato negli anni spazi di aggregazione all’interno della città o chi, come l’associazione Charaiveti, propone comunità attraverso la meditazione e la cultura. Poi c’è Micò Aps che lo fa attraverso l’accoglienza, Spazio Vitale/La Milpa Orto Collettivo tramite la natura e gli orti condivisi o l’associazione Mondoqui e la cooperativa Franco Centro che cercano di far rivivere gli spazi di una stazione attraverso il loro caffè sociale. Il documento realizzato riporta due racconti per stimolare il lettore a calarsi in una realtà nuova, dalla quale raccogliere stimoli per risvegliare l’entusiasmo e la voglia di lavorare passo a passo per migliorare il territorio in cui viviamo.

Per il tavolo agricoltura e alimentazione è intervenuto Claudio Naviglia di Humus Job. Come ci ha raccontato, l’agricoltura è uno degli scenari in cui riusciamo a vedere maggiormente le interconnessioni tra le persone e per questo è importante colmare le distanze tra chi lavora la terra e chi acquista i prodotti della grande distribuzione, ma anche la distanza tra i contadini stessi. Ognuno dei partecipanti al tavolo, in diverso modo, si è impegnato attivamente in questi anni a colmare questa distanza.

Tra questi c’è il Comizio Agrario di Mondovì, che ha divulgato la memoria storica del cuneese; La Casa Rotta, che ha condiviso la sua visione del territorio come un “organismo” nel suo intendere l’agricoltura e la comunità; Germinale cooperativa di Comunità, che ha portato la sua esperienza testimoniando che chi vive e lavora e nelle aree interne ha bisogno di combattere il senso di isolamento; Intrecci che ha creato una rete interconnessa di aziende agricole nel monregalese e lo stesso Humus, che sta cercando di promuovere il lavoro sostenibile attraverso la creazione di un network etico di aziende.

Ed è proprio a partire dall’idea di “colmare le distanze”, che Claudio ha sottolineato l’importanza della responsabilità: di ciò che compriamo, di ciò che coltiviamo, verso la comunità, verso le altre aziende, verso chi ci cura. Tutto questo, ovviamente, per creare un nuovo paradigma culturale dello stare insieme, a partire dal mondo agricolo per creare una nuova economia.

Il risultato di questo lavoro, che potete trovare sul nostro sito alla sezione di Piemonte che Cambia, vuole essere uno spunto per tutti, affinché possa essere replicabile in qualsiasi luogo. Nelle prossime settimane pubblicheremo i risultati di questo meraviglioso lavoro che con grande entusiasmo condivideremo con voi. Un grazie a tutti i partecipanti per questo lavoro insieme!

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