21 Giu 2021

È vero che i giornali non danno mai buone notizie?

Scritto da: Redazione

Leggere una buona notizia può influenzare positivamente il nostro umore, così come leggerne una cattiva può farlo negativamente. È quindi importante analizzare il taglio che i giornali danno alla loro comunicazione e in che modo questo modifica la nostra percezione della realtà. Proprio questo è l'obiettivo di un'indagine avviata dal movimento Mezzopieno, la rete italiana della positività.

Quali sono le notizie percepite come “positive” e quali quelle percepite come “negative”? Quale spazio occupano nelle prime pagine dei giornali? Il Movimento Mezzopieno, la rete italiana della positività – un collettivo di associazioni, aziende, scuole, giornalisti impegnati nella diffusione della cultura della positività – ha cercato di rispondere a queste domande con un’indagine che parte dalla rappresentazione degli utenti, cioè di coloro che le notizie le leggono.

Da tre anni il Movimento Mezzopieno si occupa di portare avanti un dibattito sull’informazione costruttiva insieme a giornalisti e giornaliste italiane coinvolti in momenti di formazione e approfondimento e sul ruolo delle notizie sul benessere della società. Questo primo studio mette in luce una preponderante percezione negativa delle notizie riportate dai quotidiani nazionali.

Informazione positiva3

Il gruppo di ricerca, guidato dalla dottoressa di ricerca Marta Casonato, responsabile del centro studi di Mezzopieno, ha avviato l’indagine nel mese di maggio 2020 analizzando, attraverso un campione di 6 utenti-codificatori e codificatrici, la presenza di notizie a carattere positivo o negativo sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali.

Ai codificatori e alle codificatrici è stato chiesto di indicare, secondo la propria sensibilità e i propri “frame” (traducibile in italiano con “inquadratura”, ossia cornici che ci servono per valutare le informazioni che riceviamo), se la notizia era positiva o negativa, in linea generale concordando che è positivo quel titolo che tratta una buona notizia o che lascia spazio alla speranza in modo costruttivo e al lato “mezzopieno” anche in una notizia di carattere negativo.

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I 2798 titoli analizzati in questo studio (pubblicati tra maggio e luglio 2020 da 5 quotidiani nazionali, – Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Avvenire, Il Fatto Quotidiano, per 47 giornate e un totale di 229 prime pagine analizzate) restituiscono una prevalenza (40%) di titoli codificati nella valenza negativa contro un 23% di titoli a valenza positiva, i restanti titoli, il 37%, avevano valenza neutra/ambivalente. Avvenire detiene il record di percentuale di titoli positivi, mentre la Stampa quello dei titoli negativi. La Repubblica e il Corriere della Sera mostrano un bilanciamento fra titoli neutri/ambivalenti e titoli negativi, mentre Il Fatto Quotidiano è quello che propone meno notizie positive e il maggior numero di notizie ambivalenti.

L’area “cultura” è quella che mostra la maggior percentuale di buone notizie, mentre in attualità, politica ed esteri se ne ritrovano le minori percentuali (perfino meno della cronaca). «L’obiettivo dello studio finora condotto – spiega la dottoressa Marta Casonato che ne ha seguito il processo metodologico – è stato valutare la consapevolezza dei lettori rispetto all’influsso che i media hanno nel creare la loro percezione della realtà. Questa influisce significativamente sul modo di vedere il mondo, sulla fiducia e dunque sullo stato d’animo del lettore e sulla sua capacità di costruirsi opinioni obiettive e consapevoli, attenuando o amplificando la conflittualità e il senso di appartenenza nei confronti della società».

mezzopieno

Se è vero che i lettori sono gli utenti finali dei giornali ed è quindi interessante sondare in primis la loro rappresentazione, è pur vero che gli stessi media fanno affidamento al “framing” per trasmettere, interpretare e valutare le informazioni. Per questo motivo il gruppo di lavoro del movimento Mezzopieno insieme alle università partner, sta lavorando insieme all’Università di Padova a una seconda fase dello studio che riguarderà un confronto con chi produce l’informazione sui media: i giornalisti.

Un paragone tra le percezioni di chi fa informazione e di chi la fruisce ha l’obiettivo di effettuare una riflessione circostanziata sull’effetto sociale e culturale delle notizie e sull’impatto che queste hanno sul benessere della società. «L’eccessiva attenzione alle notizie negative e il ricorso ossessivo alla lamentela e alla spettacolarizzazione della sofferenza sono fenomeni che coinvolgono largamente i media, ma che non rispecchiano la variegata moltitudine della realtà», commenta Luca Streri, fondatore del Movimento Mezzopieno. «È per questo che dal 2018 portiamo avanti la campagna nazionale sulla Parità di informazione positiva, un’iniziativa per spingere i media a fare giornalismo costruttivo e riflettere, insieme ai professionisti dell’informazione, su come contribuire a un’informazione più libera da condizionamenti e negatività, al servizio delle soluzioni e del bene comune, così come anche dimostrato dalla prima Giornata Nazionale per l’Informazione Costruttiva che abbiamo organizzato il 3 maggio».

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