1 Giu 2021

Il Piccolo Teatro Patafisico di Palermo si reinventa per sconfiggere la crisi covid

Scritto da: Alessia Rotolo

In ossequio alla disciplina artistica da cui prende il nome, il Piccolo Teatro Patafisico di Palermo ha ideato alcune soluzioni innovative per superare la pandemia che ha colpito durissimo il mondo dello spettacolo. Non solo: queste idee fantasiose e creative hanno coinvolto bambini, adulti e famiglie e trovato un modo per sostenere professionalmente ed economicamente artisti e lavoratori teatrali.

A Palermo c’è un luogo folle e magico, di cui i bambini si innamorano perdutamente ma che affascina anche i più grandi, ammaliandoli con un pizzico di pazzia e una grande dose di caparbietà e coraggio. È il Piccolo Teatro Patafisico, che dal 2012 si trova in quello che è l’ex manicomio della città siciliana, in via Gaetano La Loggia. Già questo si potrebbe leggere come un chiaro segno del destino e in effetti per le due fondatrici Rossella Pizzuto e Laura Scavuzzo è proprio così. Il teatro è votato alla patafisica, una suggestione artistica nata dallo scrittore e drammaturgo Alfred Jarry e definita come “la scienza delle soluzioni immaginarie”, delle eccezioni, delle espressioni che non disdegnano il nonsenso, l’ironia e l’assurdo.

Piccolo Teatro Patafisico 3

Tutto questo volteggiare in assenza di regole che sublimano la leggerezza è però ancorato a solide basi fatte di anni di studio, caparbietà e voglia di portare avanti in questa città – a volte irredimibile – un sogno preciso: un teatro di 80 posti in periferia con una programmazione specifica per bambini ma anche un cartellone per adulti. E per tanti anni è stato così: le settimane erano scandite dagli spettacoli di burattini con l’amatissimo Crapapelata per i bimbi, spettacoli per adulti con compagnie locali (e non solo) e produzioni proprie, come le indimenticabili cene patafisiche durante le quali può davvero succedere di tutto. Anno dopo anno, cercando e trovando spesso soluzioni immaginarie da adattare alla realtà per andare avanti. Fino all’arrivo della pandemia era così, poi il 2020 ha completamente stravolto le vite di tutti, specialmente quelle dei bambini e degli operatori dello spettacolo. Ed è qui che si palpano e si percepiscono la concretezza e la resistenza di questo luogo che si piega ma non si spezza e, anzi, rilancia.

In questo periodo è successa una cosa straordinaria: il CIAI (Centro Italiano Aiuti Infanzia) – avendo compreso sin dal primo lockdown che la situazione sarebbe stata drammatica specialmente per i bambini che vivono in contesti socio-economici vulnerabili – ha deciso di attivare a giugno dello scorso anno un presidio educativo proprio al Patafisico, un campus estivo dedicato ai bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni provenienti dai quartieri Danisinni e Zisa. Il presidio è continuato durante tutto l’inverno con un’altra formula un po’ diversa battezzata “Pomeriggi insieme” e a giugno 2021, per il secondo anno consecutivo, tornerà il Campus estivo. Durante l’iniziativa i bambini saranno coinvolti in vari laboratori, da quello teatrale a quello di danza, quello artistico e – grande novità di quest’anno – quello di giocoleria.

Piccolo Teatro Patafisico 2

CIAI è l’ente capofila e coinvolge diversi partner: il Piccolo Teatro Patafisico, che ha permesso di dare un’impronta artistica ai Campus, riunendo artisti, performer e attori in veste di operatori nei vari laboratori e offrendo loro una possibilità professionale in questo difficile momento; il CRESM, con i giovani ospiti dello Sprar, adiacente al Piccolo Teatro Patafisico, nel ruolo di facilitatori; Cotti in Fragranza per la fornitura dei pasti. E così da quasi un anno il Patafisico, con il suo giardino con uno splendido agrumeto, si è trasformato in un centro educativo, anche se non ha mai perso la sua connotazione artistica.

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Infatti, alternata al campo estivo, continua a svolgere la propria funzione di teatro, mostrando emblematicamente un esempio di soluzioni patafisiche adattate alla realtà. In questo anno in cui i teatri sono stati chiusi, il Patafisico ha deciso di rilanciare la posta in gioco e di investire i contributi ricevuti da Ministero per lo stato di emergenza, dando la possibilità a tre compagnie di creare nuovi spettacoli, assicurando loro un corrispettivo economico per la produzione e offrendo i propri spazi come residenza artistica.

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