3 Giu 2021

Tbop: il teatro “in bicicletta” dove l’artista diventa artigiano

Scritto da: Simona Sirna

Nei parchi di Torino puoi trovare Pino e Ombretta con il loro teatro itinerante in bici: lo hanno battezzato Tbop ed è un progetto che unisce arte e artigianato e offre spettacoli coi burattini da loro trasformati attraverso il riciclo per creare un ponte tra generazioni, mescolando arti antiche e moderne.

Torino - A Torino, in via Amedeo, un tempo esisteva il teatro Gianduja dei burattini, destinato principalmente ai bambini. La struttura sorse verso fine del diciottesimo secolo e poi fu smantellata negli anni ’80. Ad oggi l’edificio che ospitava il teatro esiste ancora ma è il simbolo di un’arte antica e in parte dimenticata.

Riscoprire memorie del passato come quella del teatro dei burattini è sicuramente uno dei punti di forza dei Tbop, un progetto artistico di Ombretta Mantoan e Pino Potenza: lei cantante, ventriloqua ed informatica, lui burattinaio e attore. Questa iniziativa si inserisce in una cornice che è quella dell’Asola di Govi, un’associazione attraverso la quale i due artisti organizzano laboratori teatrali per grandi e piccoli, realizzano le scenografie dei loro spettacoli e costruiscono i burattini avvalendosi di quella che Pino definisce “rivitalizzazione“.

Come ci raccontano, «la rivitalizzazione per noi è qualcosa in più del riciclo perché utilizziamo per molti spettacoli materiale povero che trasformiamo in ricco, non in senso capitalistico ma nel senso che diamo un’anima agli oggetti».

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Come nasce Tbop

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Circa un anno fa, in seguito alla chiusura del loro laboratorio teatrale, i nostri protagonisti decidono di partire per un viaggio e per cinquanta giorni girano l’Italia portando il teatro tra le persone, anche nelle zone più povere e periferiche. Ombretta ci spiega che «abbiamo deciso che non potevamo stare senza teatro e che questa idea sarebbe potuta essere utile a tutti. Il camper è stato la nostra scenografia, le persone ci guardavano dagli scalini di casa loro, mettevano a disposizione le sedie e la luce di casa».

«Questo viaggio ci ha consentito di vedere quanto il teatro sia importante come strumento per esprimere il proprio sentire. Per diffondere un’idea di democrazia abbiamo pensato all’idea del Tbop, un teatro itinerante con la bici nei parchi di Torino. La bici è sia un mezzo per muoverci nella città sia uno strumento per trasportare tutto ciò che ci serve per gli spettacoli», aggiunge Pino.

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Come nascono gli spettacoli

«Gli spettacoli nascono da un’idea personale o collettiva o tramite la contaminazione di suggestioni che riceviamo da libri, oggetti oppure da opinioni diverse che si scontrano tra di loro», spiega Pino. Ombretta poi mi racconta che è Pino a scrivere le storie dei burattini. Le riscrive, perché parte da una storia nota come ad esempio il Flauto Magico, per poi rivisitarla in una chiave nuova. Spesso lo scenario dà l’ispirazione per una storia da mettere in scena; si costruiscono poi una trama e un intreccio. «Dietro a tutto questo – continua Pino – c’è una grande filosofia dell’artigiano che diventa artista e dell’artista che si trasforma in artigiano per esprimersi».

Cosa rende questa iniziativa diversa dalle altre iniziative teatrali?

Ombretta e Pino raccontano che a rendere speciale il loro progetto è «la bellezza e l’originalità delle arti che pratichiamo, la meraviglia e la dinamica continua che ci permette di passare da uno spettacolo che può andar bene per i bambini di cinque anni a uno che può andare bene per gli adulti. I bambini si godono una performance che apparentemente non è indirizzata a loro e allo stesso tempo il signore che passa per caso dal parco vede lo spettacolo per i più piccoli e per un attimo ritorna all’infanzia.

Sono eventi unici perché sono fondati su arti antiche: adesso i bambini sono tutti attaccati ai cellulari. Poi scopri che quando guardano i burattini si dimenticano del telefono, magari anche solo per cinque minuti, ma è qualcosa che li riporta ad allenare nuovamente la fantasia. Gli spettacoli sono delle pillole di 10 -15 minuti in cui uno scenario si sovrappone a un altro e tutto cambia in un attimo».

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Il teatro Gianduja sicuramente ricorda a molti una tradizione che si è rarefatta nel tempo. Oltre a questo edificio ora ci sono i Tbop come un ponte tra generazioni, tra arti antiche e arti moderne, tra parti della società pronti a far riscoprire il fascino delle cose che non ci sono più e a condurre in un viaggio nel tempo per chi quelle realtà le ha vissute da bambino.

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