30 Lug 2021

L’apprendimento non va in vacanza: cronaca di un’estate da homeschooler

Scritto da: Redazione

Non solo pensieri e programmi per l'anno che verrà, ma anche un vero e proprio flusso di apprendimento analogo a quello sperimentato durante l'anno, solo... un po' diverso. Alessia Valmorbida, referente LAIF - Associazione Istruzione Famigliare per la Calabria, ci racconta come trascorrono il periodo estivo i genitori e i figli che fanno homeschooling.

Con l’arrivo del mese di giugno e la fine del periodo dell’accertamento, anche per la famiglia in Istruzione Parentale inizia l’estate! Ma non è una classica estate la nostra…

Il periodo finalmente permette e ti chiama a passare il più della giornata fuori casa e questo significa che ci sono paradossalmente ancora più stimoli, domande, curiosità che fanno sprizzare le menti di piccoli e grandi, ma anche dei vetusti. Allo stesso tempo però proprio i vetusti (i genitori) si ritrovano a pensare al prossimo anno scolastico, senza rendersi conto che è un ciclo continuo, senza inizio o fine, ma con una serie di passaggi.

Per chi fa homeschooling la stagione estiva porta con sé una riflessione interiore consuntiva, che spesso esula dal momento di accertamento con la scuola. La mente del genitore homeschooler inizia a raccogliere tutte le opere e le attività da tempo immemore (settembre magari) e le osserva una per una: ricorda ogni istante e ogni conquista, iniziando a creare dentro di sé un racconto. “Quante cose vissute in questo periodo?! … Chi l’avrebbe mai detto? Mi sembrava di aver fatto nulla!”.

homeschooler 1

Parte di questo momento consuntivo inizia a marzo-aprile, quando si prepara il Progetto Didattico-Educativo (implementazione normativa del 2021), che presenterà in allegato alla richiesta di idoneità o accertamento presso una scuola statale o riconosciuta dal Ministero.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

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A giugno quindi, scatta inevitabile il pensiero del prossimo anno. Avete vissuto insieme così tanti bei momenti che vi hanno nutrito, come famiglia e come individui, e ricordi ancora gli occhi brillanti di tua figlia mentre seguiva quell’attività, che ti iniziano a frullare in mente così tante idee, progetti e spunti… E ti ritrovi a passare gran parte dell’estate a progettare il prossimo anno, fra uno studio delle Indicazioni Nazionali e un approfondimento sulle 8 Competenze Europee. Spoiler: Solo una parte di questo lavoro ti servirà veramente il prossimo anno!

Nel frattempo, loro – i tuoi figli – si godono le meritate vacanze. Un giorno si organizzano per andare all’avventura intorno a casa e tornano con penne, piume e bastoncini vari, magari iniziando a catalogarli. Altre volte ciondolano fra un divano e il letto perché fa così caldo che anche il sudore si rifiuta di muoversi, eppure le loro menti stanno compiendo viaggi mirabolanti senza che da fuori trapeli qualche cosa.

Anche loro stanno facendo un consuntivo, ma non del periodo passato, bensì del loro presente. Vivere nel presente richiede questi momenti di “noia apparente” per poter ricontrollare tutte le connessioni che si sono create fra i vari ricordi, fra le emozioni e gli interessi. Questo porta all’organizzazione autonoma di: esperimenti con il ghiaccio, creazione di opere artistiche o strutture abitative improvvisate, ma anche di richieste di uscite semiorganizzate di varia natura.

homeschooler 2

Le famiglie che fanno homeschooling in Italia vivono l’estate in modo particolare agli occhi di molti, ma si rivela sempre essere una stagione importante. Per chi ancora non è in istruzione parentale, il periodo estivo rappresenta una ricerca continua: informazioni, esperienze, video, incontri… La decisione sembra cruciale perché chiama a sé una responsabilità che mai ci saremmo sognati di prendere: istruire in prima persona i nostri figli.

Quello che arrivi a capire nel primo anno di istruzione parentale, in cui hai vissuto la rincorsa di qualcosa che nemmeno tu riuscivi a identificare bene, è che sei perfettamente in grado di seguire questo percorso, anzi ti chiedi perché non l’hai fatto prima e ti riprometti che il prossimo anno sarà anche meglio. Come fare?

Ti sarai resa conto che in questo periodo – corto o lungo che sia stato – il vostro equilibrio, le vostre abitudini sono cambiate. È ciò che succede fisiologicamente a tutte le famiglie che fanno homeschooling: si inizia mettendo in pratica ciò che ci viene spontaneo (a volte è una trasposizione della “scuola a casa”), ma a un certo punto si sperimenta qualcosa di nuovo o si valuta di modificare qualcosa… L’equilibrio cambia di conseguenza e viene spontaneo farlo ancora, ancora e ancora. Dopo qualche mese, un anno o due, ci si guarda indietro e ci si stupisce del percorso fatto, esattamente come succede durante il consuntivo per il PDE (Progetto Didattico-Educativo).

Cos’è successo? Abbiamo attivato in noi un evoluzione. Probabilmente abbiamo iniziato con una lettura sommaria delle Indicazioni Nazionali, che ci hanno mostrato quale cornice poter creare per i nostri figli, all’interno della quale muoversi nel percorso di apprendimento. Sarà venuto spontaneo, nel testo, anche soffermarsi sui “Traguardi per lo sviluppo delle competenze” al termine del ciclo di studi di nostra figlia.

Ultimo, ma non meno importante, anche se sempre meno importante, è stata di sicuro la lettura degli “Obiettivi di apprendimento” al termine del ciclo di studi in cui è nostra figlia; l’importanza di questo passo nel primo periodo in istruzione parentale ci ha aiutato a fare il salto di visione fra le vecchie discipline, sempre più obsolete, e la chiave di lettura, più moderna e sostenibile, delle 8 Competenze Europee.

Questi passaggi non ci sono ancora molto chiari a volte, ma sentiamo che ci attirano, perchè rappresentano anche lo snodo attraverso cui si articola più agilmente il nostro apprendimento, la libertà di scelta sulle modalità e soprattutto l’obiettivo della personalizzazione del percorso.

homeschooler 3

Cosa può succedere quindi nel periodo estivo? In misura diversa e unica per ogni famiglia homeschooler, succederà che ogni componente si concentrerà su qualcosa: i bambini a godersi le belle giornate e l’energia dirompente, accumulando interessi, domande e risposte, che tireranno fuori quando uno stimolo esterno riattiverà quella connessione mnemonica o emotiva creata; i genitori a progettare l’anno scolastico a venire, tornando a studiare come forse avevano fatto nemmeno per l’università e attivando anche loro delle connessioni fra i ricordi ed i progetti futuri. Sarà proprio dall’incontro di tutte queste connessioni che si assisterà inconsapevolmente assieme alla nascita del nuovo equilibrio della famiglia, nel mese di settembre.

Inevitabilmente succederà anche che durante un confronto con altri genitori, non necessariamente in istruzione parentale, la famiglia racconti di queste scoperte e dei progetti estivi, creando nel proprio interlocutore quella curiosità, quella scintilla o quella domanda interiore che porterà a nuove connessioni. È un frattale in tre dimensioni!

Ci si perde a raccontarla, figuriamoci a viverla per ogni singolo figlio! Eppure è ciò che, a grandi linee, succede nelle famiglie che hanno scelto l’homeschooling in Italia ed è solo uno dei risvolti di questa scelta. A questo vanno aggiunti anche gli stimoli sociali, culturali, enogastronomici, che in estate popolano le cittadine dove viviamo. L’apprendimento non va in vacanza!

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