2 Set 2021

Torri Superiore: dopo la grandinata l’ecovillaggio ha bisogno di sostegno per rinascere

Scritto da: Valentina D'Amora

Una violenta tempesta di grandine durante una notte di mezza estate. Poi la paura e gli enormi danni alle serre. Ma la grandinata è stata solo l’ultima di una lunga serie di situazioni critiche che sta affrontando l'ecovillaggio Torri Superiore, tra cui l'emergenza Covid. Per questo ora ha bisogno dell'aiuto di tutti per rialzarsi in piedi.

Imperia - Torri Superiore è un ecovillaggio di Ventimiglia che sorge all’interno di un antico borgo strappato all’abbandono e ristrutturato casa per casa. Offre ricezione turistica, ospita ciclicamente corsi di formazione e porta avanti numerose coltivazioni ad agricoltura naturale. E in più ha anche contribuito alla diffusione della facilitazione.

Oggi questa realtà di incontro e di intreccio culturale ha bisogno di aiuto: a fine luglio una violenta grandinata notturna ha distrutto i vetri delle serre che garantiscono gli alimenti alla mensa della Cooperativa Sociale di Comunità Ture Nirvane e a due mense della cooperativa SPES, oltre rifornire un gruppo di acquisto solidale di circa 200 membri.

«Quella notte è stato ferito il territorio stesso che ci ospita», racconta Massimo Candela, uno dei pionieri di Torri Superiore. «Viviamo in una terra di confine: in una fase della storia è stato il confine dell’Impero di Roma, oggi è il confine con la Francia. Chi vive sul confine ha la sensazione di percepire l’evolversi degli eventi prima degli altri, a volte sembra che gli stessi eventi accadano a una potenza superiore oppure che arrivino mescolati insieme, tutti sovrapposti in uno stesso istante».

vetri rotti serre ecovillaggio torri superiore
Le vetrate delle serre dopo la grandinata

L’ACCADUTO

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

«Era l’una di notte del 31 luglio. In un turbine di vento, con fulmini così ravvicinati da creare alcuni lunghi momenti di luce costante, sono cadute dal cielo palle di grandine grandi come chicchi d’uva, alcune di dimensioni pari a palle da tennis. Una furia inusuale in due successive ondate, mai vista dalla gente del paese. Poi un’aria carica di elettricità, densa di ozono e di profumi così pungenti da lasciare prurito nelle narici».

I vetri pericolanti sono stati abbattuti in emergenza dal proprietario delle serre, insieme a numerosi volontari delle associazioni del territorio. In autunno dovrà essere completata la rimozione di tutti i vetri rimasti e ci si dedicherà alla pulizia dei terreni. Il lavoro per rimettere tutto in sicurezza è enorme e dai costi insormontabili per una realtà sociale come Torri Superiore. Parliamo di oltre 90.000 euro. Per questo è stata attivata una campagna di raccolta fondi per sostenere la rinascita di questo “sogno collettivo” e contribuire ad affrontare i danni della tempesta di grandine di fine luglio.

«L’attuale momento storico che stiamo vivendo è, di fatto, un freno irreversibile nei confronti del “sistema serre” in questa zona geografica. Quando avevamo optato per il vetro, questo materiale era la scelta migliore possibile. Ora però quelli che stiamo vivendo sono anni climatici instabili, per questo la riflessione sul da farsi è ancora completamente aperta. A fine settembre cercheremo di dare una risposta a questo punto di domanda rimasto in sospeso. D’altronde, quello che sta succedendo e che succederà in questa zona del ponente ligure, adesso e nei prossimi anni, ha bisogno di risoluzioni concrete».

Serre torri superiore

LE OPZIONI

Una possibilità è smantellare le serre in vetro e scegliere una copertura in policarbonato, che funziona benissimo contro la grandine, ma è molto costosa. D’altronde la produzione agricola deve ripartire, per questo ogni aiuto sarà importante. «La nostra grande forza sono i terreni, la rete e i tanti soci. E anche se non abbiamo ancora trovato una soluzione al problema, renderemo trasparente tutto il percorso decisionale: dichiareremo cosa riusciremo a realizzare e le scelte prese a tutta la cordata che sta sostenendo la nostra raccolta fondi».

Torri Superiore è un presidio sociale, oltre che un ecovillaggio in terra di confine, che sta da tempo registrando difficoltà a portare avanti il dialogo e lo scambio con i territori lontani e che sta affrontando svariate criticità, tra cui le infrastrutture in crisi e le conseguenze dell’emergenza sanitaria.

La campagna di raccolta fondi si trova sulla piattaforma Produzioni dal Basso. A questo link ci si può unire ai tanti sostenitori che non vogliono che il sogno di Torri Superiore si spenga per sempre.


Articoli simili
Vivere in una comunità in Portogallo: la nuova avventura di una famiglia alla ricerca della libertà
Vivere in una comunità in Portogallo: la nuova avventura di una famiglia alla ricerca della libertà

L’Ecovillaggio della Vallesanta si presenta
L’Ecovillaggio della Vallesanta si presenta

Io faccio così #22 – Co-working a Matera: lavorare e vivere insieme a Casa Netural

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Giornalista, un mestiere pericoloso – #523

|

Una chitarra e zaino in spalla: il viaggio di Mosè, giovane musicista che promuove il cammino lento

|

MigrArt, sette anni di migrazioni raccontate da un collettivo artistico

|

Quanto conta la salute? La storia di BB ce lo insegna

|

La morte di Shireen e un conflitto che sembra un labirinto senza vie d’uscita

|

Spiegare la guerra ai bambini: c’è un modo giusto per farlo?

|

Facciamo il sapone, il libro che spiega l’autoproduzione ai più piccoli

|

La storia di Mathias, il contadino che ha guidato la sua gente nella battaglia contro una multinazionale