26 Nov 2021

Assamil: una delle comunità più giovani d’Italia cresce e cerca una nuova casa

Scritto da: Elena Rasia

Da qualche anno in Romagna è nato un inedito esperimento di vita comunitaria portato avanti da un gruppo di ragazzi e ragazze che convivono all'insegna di un obiettivo: essere comunità. Il progetto si chiama Assamil. Insieme a loro facciamo un bilancio e proviamo a vedere il futuro che li aspetta.

Rimini, Emilia-Romagna - “Crediamo nella possibilità di crescere insieme agli altri”. Si presentano così i ragazzi di Assamil, un progetto di vita comunitaria nato a Rimini con l’intento di creare e sperimentare un nuovo modello sociale, di cui vi avevamo già parlato nell’aprile del 2019.

Sono giovani under 30 che vivono dove luoghi e spazi alimentando i loro sogni e il loro approccio alla vita. Arredano la loro quotidianità con il rispetto reciproco, l’ascolto e la collaborazione, costruendo così un percorso di crescita che diventa reale solo se condivisa, dove ognuno agisce per gli altri, come uno specchio che riflette e permette di vedere meglio la propria immagine.

«Questo vivere così ravvicinati ci porta a desiderare ancora più ardemente lo sviluppo della nostra comunità!», raccontano. «Siamo tutti coinvolti nella ricerca di una casa più grande che possa ospitare altri giovani volenterosi e che ci permetta di vivere a contatto con la natura e quindi con noi stessi! Stiamo affrontando le difficoltà che forse molti giovani possono sperimentare, siamo studenti, con lavori più o meno seri… ed è dura trovare dei finanziamenti per proseguire questo nostro sogno!».

Augurando a questo “Albero Casa” di poter far nascere e crescere sempre di più delle foglie nuove – perché l’apertura verso la collettività è sempre motore per un mondo più consapevole e accogliente per gli altri e per noi stessi – ho bussato alla loro porta e mi sono fatta raccontare i cambiamenti e le novità di questi ultimi tempi: da sette coinquilini infatti sono diventati nove e, fra qualche giorno, diventeranno undici!

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Quali progetti avete portato avanti in questi anni?

I progetti sono tanti e diversi, anche se ultimamente abbiamo cercato di prestare attenzione a un punto su cui lavorare che ci siamo riconosciuti come gruppo: quello di voler fare troppe cose contemporaneamente. Internamente portiamo avanti un progetto di sperimentazione in continua evoluzione. La nostra quotidianità richiede organizzazione, confronti e solidarietà.. Siamo in tanti e tanto diversi, ognuno con la propria educazione e con la propria percezione della realtà.

Per questo motivo portiamo avanti un altro progetto interno che definiamo “Tecnarcato”. Praticamente si tratta di un percorso con dibattito settimanale nel quale lavoriamo sulla comunicazione, sull’accettazione di feedback e sul lavoro interiore dei singoli proprio grazie a ciò che gli altri osservano in ognuno di noi. Questo percorso è realmente fondamentale per il nostro gruppo.

Un altro progetto è quello della realizzazione della comunità, quindi molta della nostra energia ora è orientata verso la ricerca di una casa con terreno che ci possa ospitare, ma anche verso la strada migliore per poterla appunto acquistare. E poi abbiamo Radio Assamil, la radio che stavi aspettando! E ancora eventi tramite i quali cerchiamo di diffondere il nostro stile di vita – ma sarebbe meglio dire il nostro approccio alla vita. Inoltre ognuno di noi ha tanti altri progetti che segue personalmente!

Collaborate con altre realtà?

Nel tempo abbiamo collaborato con diverse realtà sia della zona che non, come per esempio altre comunità, aziende del territorio e associazioni, ma anche giovani, artisti e amici volenterosi. Principalmente collaboriamo con la federazione di comunità di Damanhur.

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Quali temi affrontate all’interno della vostra comunità che vorreste venissero coltivati anche oltre le vostre mura?

Quest’anno siamo arrivati a definire il nostro obiettivo così: essere comunità. Eh sì, potrebbe sembrare quasi banale, ma dentro di noi risuona denso di significato. In queste due parole è racchiuso totalmente il nostro approccio alla vita. Essere comunità intanto è inteso in due direzioni, dentro e fuori di noi. Dentro ognuno di noi si trovano diverse parti, definibili personalità. Queste si muovono e ci guidano proprio come se fossero degli individui che a turno prendono il comando di noi stessi. Nel caso in cui queste “personalità” non fossero allineate nei loro bisogni e desideri, dentro di noi si potrebbe generare una grande confusione, un grande senso di frustrazione.

Ma se queste collaborano o comunque sono d’accordo, allora la nostra comunità interiore è potente ed è perfetta per aiutarci a realizzarci. Così anche all’esterno, viviamo il valore della comunità come un sentimento che può legarci agli altri, alla natura e agli animali. Ecco, questo è ciò che siamo e ciò su cui abbiamo deciso di lavorare, ciò che vorremmo anche diffondere all’esterno delle nostre mura.

La città e i vostri concittadini come “rispondono” alla vostra esperienza?

Non penso ci sia una risposta univoca a questa domanda, ogni concittadino risponde in maniera personale. Ci sono state persone incantate e molto incuriosite della nostra esperienza, allo stesso modo persone che pensano sia una perdita di tempo, l’ennesimo modo dei giovani per scappare dagli impegni della vita “vera”.

Progetti futuri?

Rispondo dicendo semplicemente che siamo un gruppo di sognatori che stanno imparando a essere pratici. Abbiamo tante idee, tantissime! Scegliamo di lavorare step by step, rimanendo radicati nel presente, altrimenti rischiamo di perderci! Il prossimo passo è trovare il luogo dove poter mettere radici ed iniziare…

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