14 Gen 2022

Radici Vicine: conosciamo meglio la natura, perché la natura siamo noi

Sono tante le testimonianze raccolte da Giacomo Castana nel sequel di Viaggio tra uomini, donne e piante, il primo documentario da lui curato. Il suo nuovo lavoro, intitolato Radici Vicine, è un viaggio alla scoperta delle piante e del rapporto che l'uomo ha instaurato con la Natura, per lasciarci ispirare e costruire una società in cui sono le piante a insegnarci a convivere e cooperare.

Abbiamo imparato a conoscerlo attraverso le pagine del nostro giornale, di recente in merito all’albero scelto per le festività di Natale dal Vaticano. Questa volta Giacomo Castana fa parlare di sé per il sequel del Viaggio tra uomini, donne e piante che lo vede regista e protagonista, insieme a molti volti noti, del secondo episodio Radici Vicine.

Si tratta di una ricerca che lo ha portato a conoscere e a intervistare i massimi esperti della cultura etnobotanica, nata grazie all’incontro con Elsa Merlino, che ha ricevuto il premio speciale ambientalista dell’anno 2021. Entrambi sono la dimostrazione di come l’intraprendenza del singolo, supportata dalla ragione e da un canale di comunicazione, può fermare un cantiere abusivo e diventare un caso nazionale dove il cittadino ne esce vincitore.

radici vicine 1

Nel sequel, presentato lo scorso 19 dicembre, Giacomo Castana ha dato voce a molti volti che testimoniano come il mondo vegetale abbia tantissimo da insegnarci. «Il contatto con il mondo vegetale può aprirci a nuove logiche – racconta Tigrilla Gardenia, ambassador for plant intelligence –: pensiamo che la verità sia in mano all’uomo, la verità è invece intorno a noi perché noi siamo natura. Le piante hanno fatto un patto con l’essere umano per la sopravvivenza, noi possiamo cambiare logica, non c’è divisione tra noi e loro».

Edoardo Taori, fondatore di Plants play, un dispositivo che permette di convertire i segnali elettrici delle piante in note musicali, racconta della visione distorta che tutti noi abbiamo del regno vegetale. «Mi trovavo in Trentino in compagnia di varie persone, misi i sensori su un abete che non volle suonare; nel frattempo un signore toccò un pino lì vicino e l’abete cominciò a suonare. Io stesso mi resi conto di come tutti gli alberi siano tra loro interconnessi».

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

radici vicine 2

Ignazio Schettini, docente di agroecologia, dichiara che «in un mondo che non ha nulla di resiliente riuscire a spiegare come nell’ambito dei principi le piante riescono ad adattarsi, a convivere, a cooperare, credo sia uno dei punti di forza che si possano utilizzare per portare la società a comprendere come potersi comportare allo stesso livello delle piante».

Il racconto di Daniele Zanzi, agronomo, sorprende e può essere fonte di ispirazione: «Capirai di più guardando gli alberi che leggendo libro. Gli alberi sono organismi viventi che hanno un altro modo di comunicare, nel loro cervello hanno un modo di reagire all’ambiente. Ho rivalutato tutte le mie conoscenze accademiche. Il bagaglio culturale è fondamentale, ho fatto tesoro di ciò che avevo appreso, ma anche di ciò che ho ricevuto tramite l’esperienza. Troppe persone hanno un approccio distaccato dagli alberi, li considerano come materia di studio. Gli alberi sono così maltrattati perché non si conoscono bene. Oggi la situazione è migliorata ma abbiamo bisogno di divulgatori che parlino di un corretto approccio. Io sono per e dalla parte gli alberi».

Quelli citati sono solo alcuni dei protagonisti di questa ampia rete sparsa sul territorio, grande come le radici di un albero che si interseca con quelle vicine per comunicare e darsi reciproco aiuto. Il senso delle storie raccontate dal nuovo documentario Radici Vicine è proprio questo: intraprendere un viaggio alla scoperta delle piante e del rapporto che l’uomo ha instaurato con la Natura nell’ottica di proporre una botanica per tutti, perché il benessere della Natura è anche il nostro benessere.

Riusciremo a fare tesoro e trasferire nel nostro vissuto quotidiano queste esperienze per dare vita a un mondo diverso in cui le relazioni siano fondate su veri valori di resilienza – parola stra-abusata! – e fratellanza? I tempi lo richiedono, ora più che mai.

Articoli simili
Queen of Sheba: una coppia di naturalisti sulle tracce di una rara orchidea australiana
Queen of Sheba: una coppia di naturalisti sulle tracce di una rara orchidea australiana

Aspromonte e incendi: cosa si può fare per difendere la montagna?
Aspromonte e incendi: cosa si può fare per difendere la montagna?

Adotta un alveare: la proposta di 3Bee per proteggere le api grazie alla tecnologia
Adotta un alveare: la proposta di 3Bee per proteggere le api grazie alla tecnologia

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Cosa succedeva nel 2012? Dieci cose che sono cambiate (in meglio) negli ultimi dieci anni

|

Da psicologa a Torino a operatrice olistica in val di Vara: la storia di Fulvia

|

Incendi dolosi per spendere poco e fare in fretta: gli speculatori fanno strage di ulivi del Salento

|

Nasce la Scuola Nazionale di Pastorizia per un rilancio delle aree interne e montane

|

Vi spieghiamo la filosofia di NaturaSì, dalla biodinamica al giusto prezzo per i contadini – Io Faccio Così #341

|

Parti con noi alla scoperta della Palermo che Cambia

|

Acqua bene comune, pubblico e sicuro: è ora di agire, prima che sia troppo tardi