14 Feb 2022

Outdoor education: l’effetto foresta che favorisce crescita ed esperienza

Un gioco non è mai solo un gioco, specialmente quando si svolge in un contesto naturale. Ne è convinto Raoul Fiordiponti, presidente della rete TeFFIt - OE, che propone un percorso formativo per operatori e operatrici di outdoor education che ha l'obiettivo di fornire a chi parteciperà un metodo di costruzione, progettazione e conduzione di contesti educativi in natura.

«Nelle attività in natura, i ragazzi e le ragazze si comportano da “soggetti cognitivi”, manifestano autonomia, spirito di osservazione, deduzione, azioni nel contesto relazionale, sviluppano momenti metacognitivi, praticano la dimensione della ricerca-azione, spesso andando oltre le consegne del conduttore o oltrepassando gli obiettivi educativo didattici di esperienza o di formazione che in fase di progettazione della attività l’operatore ipotizzava. Talvolta vanno proprio da un’altra parte nel percorso che si sviluppa, manifestando aspetti di autonomia non previsti, o addirittura non voluti, dal progetto educativo».

È partendo da queste e altre osservazioni che il team della TeFFit – associazione che si occupa di terapie forestali come promozione della salute nel sistema sanitario, preservando gli ambienti boschivi e la loro biodiversità – ha ideato un corso dal titolo Outdoor Education nelle Attività Extra-Scolastiche e Scolastiche in natura.

Per presentare un approccio inedito a un tema – quello dell’outdoor education – che abbiamo già avuto il modo e il piacere di affrontare molte volte su queste pagine, abbiamo rivolto qualche domanda agli organizzatori.

Qual è il rapporto fra la frequentazione delle foreste e lo sviluppo delle competenze da parte di bambini e bambine?

Abbiamo organizzato questo corso proprio per la complessità del tema. Spiegarlo qui in poche righe è impossibile, ma proviamo a dare delle suggestioni. Appare evidente, a chiunque abbia proposto un’azione outdoor, che i e le partecipanti “scalpitano”. La loro partecipazione è, per così dire, straripante, va ben oltre le consegne, tanto che spesso – istintivamente o scientemente – alcuni/e operatori/rici sentono il bisogno di “richiamare” all’ordine il gruppo. Ma è il gruppo che partecipa all’attività in Outdoor che sviluppa autonomia, capacità e azioni in maniera autonoma e spontanea. È quindi inevitabile farsi delle domande.

Outdoor education 1
Quali?

Una prima questione che si pone è quella di come utilizzare l’esercizio di tali capacità cognitive, vale a dire: come fine o come strumento? Esistono delle pratiche educative che mettono a sistema la Biofilia, la Rigenerazione dell’Attenzione, le Pratiche Esperenziali ed Emotive, la Fascinazione per costruire competenze? La Biocomplessità dell’ambiente naturale che “usiamo” incide sul risultato? Il benessere fisico delle persone giovani è influenzato dalla tipologia dell’ambiente?

Durante il corso capiremo la strategia migliore e apprenderemo come facilitare questi processi per stimolare e fissare in azioni specifiche la “costruzione di competenze”. Andremo ad approfondire qual è il ruolo del conduttore, impareremo metodi e valuteremo le varie attività in contesti educativi caratterizzati da uno sfondo integratore e articolati in momenti che alternano azioni di “libertà” conoscitiva a compiti di realtà ed a momenti di strutturazione metacognitiva.

Nel contesto naturale queste “prove” sono particolarmente efficienti per lo sviluppo cognitivo, ma soprattutto per la messa alla prova delle capacità e competenze anche in ambiti e in argomentazioni sconosciute ai partecipanti e quello che fa la differenza è un insieme di fattori che noi abbiamo definito Effetto Foresta. In tal senso, diversamente dell’indoor, nelle attività in natura si possono adoperare con successo sia argomenti e prove reali e autentiche che prove reali non autentiche. Queste ultime infatti ci permettono di lavorare in particolare sulle competenze STEM e sulla capacità dei partecipanti di agire in situazione di Problem Solving.

Outdoor education 2
Avete sottolineato che la vostra proposta non si pone in antitesi rispetto agli obiettivi didattici e di sviluppo delle competenze della scuola convenzionale, bensì in parallelo. Come mai questa scelta?

Per quanto attiene alla nostra attività, cioè l’Outdoor Education finalizzato alla sviluppo di conoscenze e competenze, dobbiamo tener presente che la scuola è l’unico istituto qualificato/riconosciuto per certificare lo sviluppo delle competenze e delle conoscenze. Riteniamo quindi che sia costruttivo come atteggiamento cercare di affiancare la scuola fornendo servizi qualificati di supporto ai docenti nelle attività in natura, proponendo percorsi specifici che sostanzino strumenti già definiti dal MIUR per la costruzione di competenze nei ragazzi e nelle ragazze e la conseguente certificazione per come definita oltre che dal Ministero anche dalla Commissione Europea. Il nostro corso mira dunque a fornire le capacità e le competenze ai corsisti di interfacciarsi con il mondo della scuola.

Altro aspetto cardine del corso è la formazione per la progettazione e la realizzazione di percorsi educativi per le attività estive. Queste ultime spesso o sono organizzate come attività di doposcuola o sono delle vacanze ricreative strutturate come un patchwork di attività ludiche o sportive. Ma è possibile invece organizzare delle proposte di vacanze estive che siano ricreative, divertenti, non didattiche e che sviluppino al contempo nel ragazzo conoscenze e competenze? ed è possibile farlo anche in collaborazione con la scuola? La nostra esperienza ci dice di sì e nel corso affrontiamo questo aspetto.

Outdoor education 3
Prevedete di allacciare rapporti anche con le scuole in futuro, portando il vostro approccio nel mondo dell’educazione pubblica?

Le pratiche e le attività che saranno proposte e approfondite nel corso sono da anni oggetto di collaborazione con il mondo della scuola, anzi le abbiamo evolute, aggiornate e qualificate in un contesto di continuo confronto con il corpo docente della scuola primaria e secondaria. Abbiamo all’attivo progetti di vario genere realizzati con le scuole, sia di carattere occasionale per “risolvere” una specifica difficoltà formativa, sia più strutturati e complessi organizzati per offrire una formazione/educazione specifica per la costruzione di competenze.

Il corso è diviso in una parte pratica e una parte teorica. Come interagiscono fra di loro? Che tipo di percorso si può aspettare chi parteciperà?

La peculiarità del nostro corso è che è una piena immersione di 4 giorni preceduta da una breve parte teorica di 6 lezioni di 2 ore. L’idea è quella di definire i principi scientifici dell’approccio all’Outdoor che proponiamo per poi partecipare in prima persona alle attività su campo. Questa è la parte più interessante, infatti i/le partecipanti saranno coinvolti/e come fruitori/rici che effettivamente sperimenteranno le attività proposte in prima persona, per poi uscire da questo “ruolo” e avere la possibilità di comprendere, in una dinamica di confronto formativo, il perché e il come delle proposte.

Il valore di questa modalità risiede nel poter ragionare non solo in teoria, ma confrontarsi sulle proprie esperienze concrete in un contesto di esperienza comune. Questo confronto formativo darà la possibilità ai e alle corsisti /e di sviluppare percorsi di ricerca-azione che inizieranno nel corso e potranno proseguire nel contesto del registro conduttori Outdoor.

Nelle attività in natura si possono adoperare con successo sia argomenti e prove reali e autentiche che prove reali non autentiche

La parte teorica non è meno importante, infatti la qualità e l’esperienza dei docenti, in taluni casi ultra decennale nel loro settore, garantirà la possibilità ai/alle corsisti/e di confrontarsi con conoscenze che affondano nell’esperienza e nella qualità. Càrdini di questa formazione teorica saranno il professor Barbiero e la dottoressa Piras, che cureranno due aspetti che riteniamo fondamentali nella strutturazione della attività Outdoor e cioè capire come l’ambiente rigenera l’attenzione cognitiva e come l’ambiente rigenera e migliora il benessere fisico dell’organismo dei nostri ragazzi.

Dopo averlo concluso, il corso da accesso alla possibilità di iscriversi a Registro Conduttori Outdoor. Cosa comporta questo a livello di opportunità professionali?

Il corso che proponiamo – come altri organizzati in base alla Legge 4/2013 (Legge sulle Professioni non organizzate in Ordini o Collegi) – rilascia un attestato di frequenza, ma il vero valore aggiunto della nostra offerta è la possibilità di iscriversi al registro conduttori Outdoor Education della nostra rete, che oltre a dare la possibilità all’interessato di proporsi come professionista in questo settore, lo garantisce sul possesso degli standard qualitativi e di qualificazione professionale che gli iscritti sono tenuti a rispettare nell’esercizio della attività professionale ai fini del mantenimento della iscrizione al registro, art 7 comma 1 legge 4/2013 n° 4.

Ma è ancora più interessante a nostro avviso l’opportunità di entrare a far parte di una rete di professionisti che è in continuo aggiornamento e confronto, con l’obiettivo di migliorare la propria professione e la propria efficacia rispetto al proporre percorsi educativi che effettivamente migliorino la vita dei e delle giovani.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Agrinido La Villa, dove si incontrano il mondo educativo e quello di un agricamping
Agrinido La Villa, dove si incontrano il mondo educativo e quello di un agricamping

Talea: a Sanremo l’educazione si fa in Natura ed è inclusiva e a misura di bambino
Talea: a Sanremo l’educazione si fa in Natura ed è inclusiva e a misura di bambino

L’asilo nel bosco di Talea: “Facciamo immergere i bambini nel selvatico”
L’asilo nel bosco di Talea: “Facciamo immergere i bambini nel selvatico”

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

La settimana lavorativa corta funziona – Io Non Mi Rassegno #632

|

Il Gridas e il “modello Scampia”: unire le forze per far rinascere le periferie – Dove eravamo rimasti #6

|

Gigliola Sigismundi: “Medicina forestale e olii essenziali, le grandi passioni che ho trasformato in lavoro”

|

I Borghi più belli d’Italia: alla riscoperta di un’Italia poco conosciuta

|

Legambiente: “La linea Alta Velocità Torino-Lione è fuori tempo massimo”

|

“Cosa mi sarei persa”. Federica Ooyen racconta come rifiorire dalla depressione

|

Tutti i numeri del consumo di suolo, fra danni economici, assenza di norme e tragedie annunciate

|

La storia di Vincenzo Deluci, la passione per la musica e la battaglia per una disabilità inclusiva