18 Feb 2022

Scientist Rebellion: ogni film di fantascienza comincia con un governo che ignora uno scienziato

A meno di una settimana dal Consiglio Regionale aperto del Piemonte sullo stato di emergenza ecoclimatica, tre dottorandi dell’Università di Torino hanno incollato l’ultimo drammatico report delle Nazioni Uniti sulla crisi climatica alle vetrate degli uffici dell’assessorato all’ambiente della Regione Piemonte. L'obiettivo? Richiamare gli scienziati all'azione prima che sia troppo tardi.

Torino - Il 21 febbraio sarà un giorno importante per la regione Piemonte: è il giorno in cui avrà sede un Consiglio straordinario aperto che tratterà come argomento centrale le misure e gli interventi concreti per affrontare lo stato di emergenza ecoclimatica.

Proprio in questi giorni, a meno di una settimana dal Consiglio sull’emergenza ecoclimatica, su tutte le vetrate degli uffici dell’assessorato all’ambiente della Regione Piemonte è stato incollato l’ultimo Report dell’IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change.

Gli autori di questa azione di protesta sono tre dottorandi di ricerca del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino con l’obiettivo «di richiamare la giunta regionale alle proprie responsabilità e chiedere agli stessi funzionari che hanno scritto la Strategia Regionale sui cambiamenti climatici, completamente ignorata dall’attuale Giunta regionale, di prendere posizione pubblicamente».

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IPCC, IL PRINCIPALE ORGANISMO INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

L’IPCC è l’organismo delle Nazioni Unite delegato allo studio e alle valutazioni degli impatti della crisi climatica sul pianeta e sulle specie che lo abitano. Lo stesso segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha commentato il Report definendolo un «codice rosso per l’umanità».

Dopo aver lasciato alla portineria degli uffici di Via Principe Amedeo una copia del report indirizzata all’assessore all’ambiente Matteo Marnati, i tre ricercatori hanno iniziato ad incollarlo su tutte le vetrate del palazzo, indossando simbolicamente il loro camice bianco. Si sono poi seduti a terra aspettando l’arrivo delle forze dell’ordine e reggendo un cartello in mano con una scritta:

Ogni film di fantascienza comincia con un governo che ignora uno scenziato.

La scritta fa riferimento al film “Don’t Look Up”, una satira realistica che ci mostra gli effetti di ciò che può avvenire se la scienza non viene ascoltata dalla politica e dai media.

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SCIENTIST REBELLION: “È DOVERE DEGLI SCENZIATI PRENDERE POSIZIONE”

L’iniziativa ripercorre quanto fatto da altri scienziati in diverse parti del mondo. In particolare, crea una continuità con le azioni portate avanti da Scientist Rebellion, una community di scienziati dentro Extinction Rebellion che è nata per sottolineare come sia ormai necessario e non più procrastinabile ascoltare la scienza, oltre che il dovere degli scienziati di prendere posizione sull’emergenza climatica. Come si legge sul sito di Scientist Rebellion, infatti, «se nemmeno noi scienziati abbiamo un comportamento coerente con questa situazione di emergenza, come possiamo pretendere che lo faccia la gente?».

Pochi mesi fa, a Glasgow, il gruppo ha fatto parlare di sé organizzando diverse azioni, in occasione della COP26, che si sono concluse con l’arresto di 21 persone e hanno spinto la prestigiosa rivista scientifica Nature a prendere posizione in un raro editoriale. 

Come riportato in una nota stampa, Caroline Vincent, una delle scienziate più attive, ha dichiarato a Nature: «Molti accademici non si espongono perché temono la disapprovazione dei colleghi e perché sono formati per comunicare in maniera distaccata» ma, aggiunge Gardner, un ecologo, «a loro dico che non ci saranno docenze universitarie su un pianeta morto, tutte le nostre speranze per il futuro sono appese a un filo, a meno di avere comportamenti emergenziali nei prossimi pochi anni». Nonostante decenni di avvertimenti di scienziati e altri studiosi, i gas climalteranti in atmosfera hanno continuato ad aumentare esponenzialmente e la temperatura media globale sta aumentando di conseguenza.

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AGIRE PER TRATTARE LA CRISI CLIMATICA COME UNA PRIORITÀ

Con questo atto simbolico il gruppo locale di Extinction Rebellion vuole ancora una volta richiamare la Giunta Regionale alle proprie responsabilità, a pochi giorni dal Consiglio Regionale aperto ottenuto grazie a uno sciopero della fame portato avanti da Ruggero Reina, attivista del movimento, che è durato otto giorni, proprio come vi abbiamo raccontato in questo articolo.

Allo stesso tempo, i tre ricercatori invitano tutti coloro che si occupano di scienza e ricerca nelle università piemontesi e in altre istituzioni a prendere parola e a unirsi a ExtinctionRebellion con azioni di disobbedienza civile nonviolenta. Come riportato su una nota stampa, «è tempo che chi è stato eletto per tutelare la cittadinanza prenda sul serio la gravità dei fatti riportati dalla scienza e inizi a trattare la crisi climatica come tale, mettendo in campo tutte le misure necessarie».

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