12 Mag 2022

E se provassimo a costruire un’ecologia integrale partendo dall’enciclica Laudato Si’?

Scritto da: Redazione

Con l’enciclica Laudato Si’ del giugno 2015, Papa Francesco rivendicava un approccio radicalmente nuovo alla questione ambientale. Per la prima volta si manifestava l’esigenza di una Ecologia Integrale, che fosse cioè davvero capace di connettere e integrare ogni dimensione dell’essere umano, da quella sociale ed economica a quella interiore e spirituale. Ma che significato ha, nel concreto, questo nuovo modello di lotta? Cosa significa nella vita di tutti i giorni adottare stili di vita e comportamenti ecologici? Si parlerà di questo e di altro in una lecture online gratuita in programma per domani.

Sono passati quasi sette anni dagli Accordi di Parigi, ma i due principali traguardi per la salvaguardia della salute del pianeta – l’azzeramento delle emissioni da fonti fossili entro il 2050 e il mantenimento della temperatura globale al di sotto di 1,5° rispetto ai livelli preindustriali – sembrano ogni giorno inesorabilmente più lontani. Lo attestano gli esiti delle ultime due conferenze internazionali sul tema – il G20 di Napoli1 e la Cop26 di Glasgow2 –, che mostrano in maniera incontrovertibile quanto insufficienti siano ad oggi gli sforzi delle istituzioni, al netto di proclami e facili promesse.

Di questo passo, non soltanto si prevede un aumento globale della temperatura di 2,7 gradi centigradi già nel 2030, ma si prospettano impatti ambientali, sociali ed economici esponenzialmente più catastrofici, soprattutto nei Paesi del Sud del mondo. A subire per primi saranno quindi – anche in questo caso – gli ultimi, nonostante sia ormai sempre più chiaro che, senza giustizia climatica, una vera transizione ecologica è praticamente impossibile.

papa ecologia integrale

In tal senso, qualche mese prima della kermesse parigina, nell’enciclica Laudato Si’ del giugno 2015 Papa Francesco preconizzava: «La cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico».

Nelle parole del pontefice, la crisi climatica pare quindi avere radici molto profonde. Non si tratta di un problema tecnico, risolvibile semplicemente modificando o correggendo la composizione di un algoritmo comunque valido ed efficace. Sembra piuttosto che sia il modello generale a dover essere messo in discussione, poiché «cercare solamente un rimedio tecnico per ogni problema ambientale che si presenta significa isolare cose che nella realtà sono connesse e nascondere i veri e più profondi problemi del sistema mondiale».

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Nel contesto di totale immobilismo delle istituzioni, con l’esasperarsi delle tensioni sociali anche nella parte ricca del globo, la lettura di Francesco sembra essere ineccepibile. Per riuscire finalmente a coniugare giustizia sociale e sostenibilità ambientale, è necessario imparare ad ascoltare «tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri», inserendo la lotta contro i cambiamenti climatici in un percorso radicalmente più ampio di rinascita umana, che consideri inseparabili economia, politica, ecologia e spiritualità.

Cercare solamente un rimedio tecnico per ogni problema ambientale che si presenta significa isolare cose che nella realtà sono connesse

Nel modello dell’ecologia integrale infatti, combattere per un mondo migliore impone necessariamente di «cambiare profondamente gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società». Un cambiamento dunque che parte dall’individuo, ma che deve necessariamente allargarsi e diventare esperienza comunitaria. Sul tema il mondo cattolico è in fermento ed è attualmente in funzione una action platform a cura del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale vaticano. L’obiettivo è mobilitare tutti coloro che vogliono prendersi cura della «Casa comune», affinché il paradigma dell’Ecologia Integrale diventi realmente egemonico e portatore di cambiamento.

In questa direzione si muove l’ultima iniziativa di Scuola Capitale Sociale, che approfondirà l’argomento in una lecture gratuita dal titolo Ecologia Integrale: stili di vita per una rinascita ecologica e spirituale. La lezione, che si terrà su piattaforma Zoom venerdì 13 maggio alle ore 18.00, sarà condotta da Ciro Amato, docente presso l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE) e membro del gruppo Ecology presso il Dicastero Sviluppo Umano Integrale vaticano.

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