2 Mag 2022

Pet Therapy: un convegno ad Albenga per raccontare benefici e possibili rischi

Scritto da: Emanuela Sabidussi

Il 7 maggio si terrà ad Albenga il "Convegno Interventi Assistiti con gli Animali - Pet Therapy", un'occasione per approfondire il tema delle relazioni tra esseri umani e animali e capire in che modo essi ci possono aiutare, generando effetti positivi nei pazienti senza subire conseguenze negative per loro.

Savona - La mattina di sabato 7 maggio si terrà all’auditorium San Carlo di Albenga un convegno dedicato interamente al mondo a quattro zampe: interverranno veterinari, educatori cinofili, esperti di riabilitazione degli animali e Pet Therapy. Un ventaglio ampio di professionisti che, ognuno facendo riferimento al proprio ambito di specializzazione, porteranno riflessioni e nozioni in merito agli interventi assistiti degli animali.

Si tratta di un evento di rilevanza regionale, che vuole portare divulgazione e informazione sulle differenti attività che si possono svolgere con l’aiuto degli animali, ma ponendo al tempo stesso un focus non trascurabile sul come farlo e quali sono i possibili rischi nell’affidarsi a persone non competenti.

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La tematica è più che mai di interesse e ho deciso di contattare Paolo Lioce, organizzatore e ideatore del convegno. Paolo è un educatore e istruttore cinofilo, che tra le altre cose è anche responsabile di attività AAA – Coadiutore del Cane e tecnico formatore. Insomma un professionista che negli anni ha sempre ampliato le proprie conoscenze in materia, mosso da una grande passione per ciò che fa.

LA PROFESSIONALITÀ È UNA GARANZIA PER GLI ANIMALI

«Lavoro da nove anni con i miei cani», racconta Paolo. «Veniamo chiamati da asili e scuole, centri diurni ed RSA, per fornire un supporto in situazioni complesse o anche solo per incontri settimanali di interventi assistiti. Si tratta di un lavoro molto bello, ma che richiede una preparazione e sensibilità adeguata. Da qui nasce l’idea di creare un evento che possa fornire strumenti per aumentare la conoscenza di questo mondo così ampio sfaccettato delle Pet Therapy».

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«Oggi giorno sono sempre più le persone che si improvvisano professionisti senza esserlo, rischiando di peggiorare situazioni delicate e di creare malessere nell’animale e nelle persone coinvolte. Ritengo dunque fondamentale divulgare informazioni che possano fornire strumenti aggiuntivi alle persone per valutare a chi affidarsi nel chiedere supporto».

Paolo mi spiega che esistono da diversi anni delle linee guida ministeriali, ancora vigenti, che forniscono dei vincoli su come poter proporre attività di Pet Therapy tutelando però il benessere degli animali coinvolti. Ma come spesso accade non tutti agiscono nel rispetto altrui e si può incorrere in situazioni spiacevoli con animali maltrattati durante le sedute.

DIVERSE RICHIESTE, RISULTATI MOLTO SIMILI

Durante le attività svolte sino ad oggi, Paolo ha potuto assistere da vicino agli effetti che gli animali possono avere sulle persone. In particolare mi racconta di bambini e anziani: «Sono stato invitato in diverse scuole materne e ho potuto vedere – e averne conferma da parte delle insegnanti – come ciò ha influito nel tempo sull’apprendimento e sullo sviluppo dei bambini. Le applicazioni possono essere tantissime: dall’aumentare la socialità e ridurre la tensione, alla prevenzione e risoluzione di casi di bullismo e violenza».

Ritengo fondamentale creare un rapporto di collaborazione e fiducia tra me e il cane con cui mi relaziono

Più la situazione è complessa, più è fondamentale avere un’equipe di persone specializzate in diversi ambiti, per poter supportare ciò che emerge durante le attività: «Dal mio lato vengono in aiuto le linee guida nazionali, che prevedono diverse sfaccettature a seconda delle patologie e problematiche che emergono. Sono anche consigliati alcuni animali, piuttosto che altri, a seconda delle situazioni: gatti, conigli, cavalli, asini e cani, i più versatili di tutti».

IL BENESSERE DEGLI ANIMALI

Chiedo direttamente a Paolo che ruolo ha il benessere dell’animale in tutto ciò, aspetto che spesso viene messo in secondo piano rispetto al fine ultimo di queste attività: «Ritengo sia fondamentale ed è proprio l’elemento che distingue un professionista da un non professionista. I laboratori che propongo durano circa un’ora e sono molto attento nel far lavorare i miei cani a giorni alterni, affinché abbiano il tempo e la possibilità di riposare e non stressarli troppo».

Soprattutto quando si lavora con i bambini piccoli, i cani hanno difficoltà a decifrare tutti i messaggi che ricevono, quindi investono moltissime energie nel riuscire a comprendere cosa fare: «È necessario che siano animali abituati a farlo e che si dia loro il giusto tempo per potersi poi riposare. Sorrido ancor oggi quando a fine laboratorio vedo uno dei miei due cani che cerca un prato vicino e si sdraia esausto per riprendere energie».

Oltre al riposo è fondamentale anche il rispetto delle loro emozioni e sensazioni però. Qui Paolo mi racconta un aneddoto: «Mi è successo, in alcune case di riposo, di entrare con il cane al mio fianco; lui si fermava davanti ad alcune stanze e per poi tornare indietro: percepiva di non essere benvoluto al suo interno e, attento a non violare questa volontà, arretrava. Io, a mio volta, riponendo molta fiducia nelle sue competenze, le assecondavo».

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L’IMPORTANZA DELLA CONSAPEVOLEZZA UMANA

Un ruolo centrale nella buona riuscita delle attività di Pet Therapy è la consapevolezza delle proprie emozioni, paure e dei punti deboli che la persona che conduce ha. Per farmi comprendere come l’auto ascolto e conoscenza di sé siano importanti, Paolo mi racconta che lui non ha mai pensato di svolgere attività all’interno degli ospedali, perché è consapevole che lui stesso è disagio in quell’ambiente e lo trasmetterebbe al cane, che a sua volta non sarebbe in grado di svolgere il suo lavoro in maniera neutra, in quanto influenzato da ciò.

Un altro esempio che mi pone è quello delle prime esperienze all’interno delle RSA, in cui settimanalmente durante le sue visite si trovava spesso di fronte a camere in cui gli ospiti erano cambiati, ricevendo la notizia che la persona che prima occupava quel letto era nel frattempo mancata. Paolo decide allora di fare una cosa semplice, che cambia però significativamente l’esperienza per l’animale e gli anziani presenti: inizia a fare una chiamata il giorno prima della sua visita al personale per conoscere in anticipo la situazione ed essere preparato durante la visita, avendo potuto gestire in tempo le sue emozioni. Quanti di noi ne sarebbero consapevoli e avrebbero la stessa sensibilità?

Per iscriversi e partecipare all’evento, ecco il programma completo.

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