4 Lug 2022

Eugenio: “Vi racconto la mia esperienza di vita in val Borbera”

Scritto da: Valentina D'Amora

Non è mai troppo tardi per voltare pagina. Eugenio, operatore Nature Therapy, ha deciso di lasciare Torino per andare a vivere in natura. Così ci ha raccontato il suo tuffo nel verde della val Borbera, dove ha lavorato in una fattoria speciale, in cui a ogni animale vengono assicurati amore e cure e nessuno viene mandato al macello.

Alessandria - Bagni di foresta per vivere meglio. Oggi questa pratica nata in Giappone come terapia preventiva per la salute e il benessere – prevista dal programma sanitario nazionale dal 1982 per ridurre i livelli di stress della popolazione – arriva in Italia. Me ne ha parlato Eugenio Berardi, un facilitatore di NatureTherapy® che è stato anche il primo a portare a Torino queste attività (ve lo abbiamo presentato qui).

«Mi sono specializzato in questa pratica che mette in relazione l’uomo con l’ambiente naturale che non è solo la montagna, ma è quella porzione di natura raggiungibile anche in città. Anche lo spazio verde urbano può diventare una fonte di benessere a portata di mano ed è importante farlo capire a più persone possibili», ci spiega.

E le evidenze scientifiche ci sono e sono straordinarie: quest’attività riduce lo stress, abbassa i livelli di adrenalina e va a stimolare il sistema parasimpatico, come ha osservato la Scuola Medica Norwich presso l’Università dell’Anglia Orientale, che ha condotto un’approfondita analisi statistica prendendo in esame i dati di circa 290 milioni di persone provenienti da diversi Paesi, tra i quali Spagna, Stati Uniti, Francia e Giappone.

EUGENIO foresta torino

Si tratta di una pratica di benessere che sfrutta l’energia delle piante per migliorare la concentrazione e la memoria, dormire più serenamente, potenziare il sistema immunitario, infondere nuova energia. In poche parole, aiuta a stare meglio. E il bello è che durante queste giornate ci si ritrova a confrontarsi e a condividere tempo ed esperienze in compagnia.

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«D’altronde in questo momento storico si sente sempre più il bisogno di stare insieme e l’ambiente naturale ci dà la possibilità di abbattere tutte le sovrastrutture, perché in città non riusciamo a essere davvero noi stessi, è come se fossimo costantemente “in difesa” da qualcosa che in realtà non esiste. La natura invece è la nostra partner e proprio questa nuova visione voglio diffondere il più possibile».

E se in foresta ci si vivesse tutto l’anno? Mentre mi parla infatti continuo a chiedermi quale sia la relazione con la città di una persona così connessa con l’ambiente naturale. Eugenio mi racconta di aver appena concluso un’esperienza in val Borbera, presso la Bhumi EcoFarm di Carrega Ligure. E che questo periodo gli ha cambiato la vita.

LA VITA IN VAL BORBERA

Com’è nata la voglia di lasciarsi tutto alle spalle e partire? «Tutto è emerso da un sentirmi non accolto nello spazio urbano, avevo la percezione che continuare a vivere in città mi stesse togliendo qualcosa». Così a marzo Eugenio chiude la porta della sua casa di Torino per immergersi nella selvaggia val Borbera. «Avevo bisogno di un’esperienza in natura che mi permettesse di capire se potevo davvero cambiare la mia vita in questa direzione. Così ho visto un annuncio della comunità degli Hare Krishna di Carrega: cercavano una persona per aiutare Aldo, il responsabile della ecofarm, nelle attività quotidiane e sono stato lì due mesi».

Per me era una meditazione quotidiana pulire la stalla, perché richiede molta cura, proprio come un esercizio spirituale

Bhumi è una fattoria speciale, dove a tutti gli animali vengono garantiti cure e amore a vita. Le mucche vivono libere nei pascoli del parco naturale della Val Borbera, seguendo un’alimentazione a base di acqua ed erba fresche. I vitelli sono liberi di nutrirsi direttamente dalle loro madri e il latte che avanza viene munto e trasformato in formaggi naturali, senza l’aggiunta di prodotti chimici o di caglio animale. «Il tema centrale di questo periodo è stato proprio la cura di questi animali, in particolare delle mucche che, nella filosofia induista, sono ritenute sacre».

mucca eugenio carrega
Una mucca di Bhumi Ecofarm

Così, da una spinta personale di vivere nel verde per capire che tipo di effetti avesse su di sé, è nata una profonda esperienza di cambiamento: «La fattoria, completamente immersa in natura, è distante una quarantina di minuti da qualsiasi centro urbano. Lassù, lontano dal frastuono della città, ho avuto modo di sviluppare e approfondire il rapporto con Aldo, una persona splendida che ha dato vita a un progetto non finalizzato al denaro e frutto di un’idea e di una visione di vita differente».

A Carrega Eugenio ha sperimentato una quotidianità molto semplice, scandita dai ritmi della natura ed è proprio questa essenzialità ad avergli dato tanto sul piano della crescita personale. «È stato un periodo di estremo ascolto di me stesso, dei miei desideri e dei miei bisogni». E che relazione ha instaurato con le mucche? «Sono animali che richiedono dedizione e anche umiltà. Occuparsi di loro ti riporta su un piano terreno: per me era una meditazione quotidiana pulire la stalla, perché pur trattandosi di un’attività semplice, richiede molta cura, proprio come un esercizio spirituale».

Eugenio però stava anche cercando un ambiente comunitario dove portare avanti un’esperienza personale insieme ad altre persone, per questo motivo ha lasciato Bhumi e ora vive vicino a Novi Ligure, dove lavora per un’azienda agricola biodinamica. «Il periodo in val Borbera è stato l’inizio di una nuova vita, la mia prima esperienza effettiva lontano dalla città. Adesso abito in natura e voglio continuare a farlo».

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