8 Lug 2022

Dallo scontrino del supermercato alla banca: quali sono i costi nascosti ma che paghiamo lo stesso?

Scritto da: Lorena Di Maria

“Il denaro è solo uno strumento”. Ma qual è il suo vero costo? Ce ne parla Mag4, cooperativa diffusa in Italia che ci mostra quanto è importante essere consapevoli del denaro che spendiamo, quale strumento per la crescita individuale e per il benessere della collettività. Per farlo ci racconta quali sono i costi nascosti che si celano dietro alle nostre spese, partendo dai semplici acquisti al supermercato fino alla scelta della banca.

Torino - Cos’hanno in comune lo scontrino di un supermercato e il finanziamento di una banca? Lo sappiamo, potrebbe sembrare una di quelle domande che nascondono una battuta divertente o una barzelletta. Forse la nostra impressione deriva dal fatto che le due non sembrano avere poi così tante cose in comune. Eppure, sono più simili di quello che pensiamo.

Ad esempio, un elemento che le accomuna sono quei costi nascosti che finiamo inaspettatamente per pagare ogni volta, senza sapere esattamente perché. E se per una busta di verdure ci troviamo a spendere più del prezzo esposto finendo per provare frustrazione quando controlliamo lo scontrino una volta tornati a casa, l’effetto si amplifica se a “nasconderci” la verità è la banca che custodisce i nostri risparmi di una vita.

Oggi condividiamo il racconto di MAG4, cooperativa che nelle sue varie sedi in Italia si occupa di finanza critica, etica e propone un’alternativa al circuito economico classico dove il profitto è alla base di ogni cosa. Nella pratica l’obiettivo dalla MAG consiste nella creazione di un circuito economico alternativo che si oppone alla logica bancaria del “dare a chi ha già”. Lo fa attraverso il concetto di Mutua AutoGestione e da oltre quarant’anni contribuisce alla creazione di una economia più umana, convinta che le relazioni umane debbano necessariamente essere alla base delle relazioni economiche e finanziarie e non viceversa.

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Foto tratta da Pixabay

MAG4 ci mostra che comprendere il mondo della finanza non è una capacità per pochi eletti ma può essere per tutti e tutte: è infatti importante capire come utilizziamo il nostro denaro. In particolar, sapere chi affidiamo i nostri soldi e risparmi può davvero fare la differenza.

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Nei mesi passati vi abbiamo parlato di banche armate così come della trasparenza dietro alle banche etiche. Insomma: la scelta sta a noi e spendere meno tempo a lamentarci e più tempo a informarci potrebbe essere un ottimo modo per iniziare. Partiamo allora dal racconto di MAG4 Piemonte che ci spiega, come in una sorta di caccia al tesoro, quali sono i costi nascosti dallo lo scontrino di un supermercato al finanziamento di una banca.

PARTIAMO DALLO SCONTRINO DELLA SPESA…

Immaginate di andare al supermercato, vedere delle carote con prezzo esposto di 1€/kg e decidere di comprarne due chili. Finita la spesa paghiamo senza controllare, ma una volta a casa, ritirando il sacchetto, ci viene la curiosità e rileggiamo il conto: due chili di carote sono sì costate 2 euro, ma a questo si sono aggiunti 20 centesimi del sacchetto, 20 centesimi per la stampa dello scontrino, 20 centesimi per elaborare il pagamento in cassa, altri 20 centesimi per l’uso dei guanti usa e getta e gli ultimi 20 per lo stoccaggio in frigo della merce.

Lo stesso meccanismo si può applicare a tutta la verdura che abbiamo acquistato. Solo per le carote abbiamo accumulato 1 euro di costi nascosti, che non erano indicati da nessuna parte. A quel punto è probabile che decidiamo all’istante che non torneremo mai più in quel supermercato.

DALLA SPESA ALLA BANCA: TROVARE I COSTI NASCOSTI È UNA CACCIA AL TESORO

Tanto più che sotto casa abbiamo il negozio di un fruttivendolo dove le carote costano 1,25 €/kg, ma almeno quello è il costo effettivo e in più sono anche del contadino del paese accanto, non viaggiano per migliaia di chilometri e possiamo sapere come sono coltivate. La scelta opportuna da fare ci sembra ovvia e lampante.

Ma se invece che del prezzo delle carote immaginiamo i costi di un finanziamento e al posto del supermercato la banca sotto casa? Perché anche in questo caso funziona esattamente così, anche se non abbiamo lo scontrino in mano e quindi trovare i costi nascosti diventa una vera e propria caccia al tesoro.

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Foto di Ibrahim Boran tratta da Unsplash

La MAG4 Piemonte è una cooperativa che da 35 anni costituisce una microscopica alternativa al sistema bancario, sia per quanto riguarda la raccolta di denaro, che per quanto concerne l’erogazione dei finanziamenti. Un gruppo di persone che si sono messe insieme per impiegare il proprio denaro in modo etico.

«Lavoriamo con il denaro che raccogliamo dai nostri soci in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta erogando finanziamenti a realtà socie che operano nello stesso territorio», premettono per spiegare perché ultimamente il gruppo della MAG si è dedicato ad approfondire il tema del costo dei finanziamenti bancari e divulgare i risultati delle analisi e scoperte prodotte.

UN PO’ PER ADDETTI AI LAVORI, MA NON TROPPO

«In questi ultimi anni alcuni soci finanziati ci avevano detto che i nostri tassi erano troppo alti e che le banche li finanziavano a tassi più convenienti», raccontano. «Avendo una certa conoscenza dei meccanismi usati solitamente dal sistema bancario per far sembrare le cose diverse da come sono effettivamente, abbiamo quindi deciso di verificare nella pratica queste affermazioni e ci siamo messi ad analizzare i costi reali dei finanziamenti bancari concessi ad alcune realtà nostre socie».

Sapere come il denaro viene impiegato è un atto di responsabilità individuale e collettiva di portata rivoluzionaria

Il gruppo di lavoro di MAG4 Piemonte ha così compreso che una parte dei costi legati a un finanziamento – l’apertura di un conto proprio in quella banca, le spese di incasso rata, le spese comunicazioni annuali solo per citarne alcuni – non solo non deve essere inserita nei tassi dichiarati a livello promozionale, ma per legge deve essere contabilizzata in voci del bilancio diverse dagli oneri finanziari. Diventa così estremamente difficile ricostruire quanto costa effettivamente un finanziamento.

«Al termine della nostra caccia al tesoro (perduto), partendo dalle contabilità analitiche e recuperando i costi di ogni singola rata, abbiamo scoperto che il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) medio può arrivare anche a più del doppio del TAN (Tasso Annuo Nominale) medio dei finanziamenti bancari esaminati.

Questo meccanismo, che abbiamo osato soprannominare DDT, Doppio Del Tasso, ci sembra tossico e molto subdolo, in linea con l’atteggiamento di chi sa di avere il coltello dalla parte del manico. Oltretutto, questa modalità di applicazione dei costi delle spese si è dimostrata trasversale rispetto ai diversi finanziamenti bancari che abbiamo analizzato, a piccole come a grandi realtà».

In questi casi i tassi di MAG4, confrontati con il TAEG medio – fatti salvi eventuali finanziamenti agevolati grazie a contributi pubblici –, risultano uguali o addirittura più bassi, confutando quindi le sopra citate impressioni di molti soci.

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Foto di Emil Kalibradov tratta da Unsplash
HO UN’ASSOCIAZIONE O UNA COOPERATIVA. A CHI MI RIVOLGO?

In caso di dubbi, è importante provare a chiedere un supporto per verificare quali sono i tassi che la vostra cooperativa o associazione paga realmente. La MAG4 offre questo servizio gratuitamente, ma non solo lei.

«Crediamo che supportare quelle realtà che si impegnano, in ogni ambito, a praticare un’alternativa reale, esistente e concreta, basata sulla mutualità e non sulla competizione sia una pratica politica fondamentale da portare avanti e diffondere. Scegliere a quale tipo di istituzione creditizia rivolgersi, a quale soggetto pagare un finanziamento desiderato e sudato, equivale davvero scegliere quale sistema economico supportare.

Come MAG4 lavoriamo secondo i principi del mutualismo e dell’autogestione insieme ad altre MAG in Italia. Con passione e fatica, da più di trent’anni permettiamo a chi non vuole o non può approcciarsi al sistema bancario di avere accesso al credito. Siamo profondamente convinti che “pecunia olet”, e che sapere come il denaro viene impiegato sia un atto di responsabilità individuale e collettiva di portata rivoluzionaria».

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