19 Set 2022

Terradamare, la cooperativa turistica che racconta Palermo attraverso luoghi e persone

Visite guidate dei monumenti, itinerari a piedi, tour serali, gite fuori porta. Dal 2012 la cooperativa Terradamare racconta Palermo promuovendo un sistema di rete a supporto del turismo fatta da imprenditori, attivisti, artisti, strutture ricettive, guide turistiche e soprattutto dalla comunità locale. Un'attività incessante, che cambia insieme alla città stessa.

Palermo - Palermo è un pullulare di realtà e associazioni che da anni si impegnano per riscattare la bellezza di una città che incanta anche per la moltitudine di culture, lingue, etnie, tradizioni che spesso gli stessi palermitani non conoscono. Proprio con questi obiettivi, dieci anni fa è nata la cooperativa turistica Terradamare, formata da un gruppo di esperti del settore sociale, artistico, turistico e web che opera nel territorio di Palermo.

Con un focus particolare sulla zona di Ballarò, questo progetto lavora per promuovere sistemi di rete a supporto del turismo. Abbiamo incontrato Eleonora Lo Iacono, responsabile della comunicazione della cooperativa Terradamare, per farci raccontare la loro storia lunga dieci anni.

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Eleonora, come e quando è nata Terradamare?

Terradamare è nata proprio dieci anni fa, nel 2012. Ci siamo conosciuti partecipando a un percorso biennale di incubazione d’impresa per la valorizzazione dei beni culturali. Quando ci siamo trovati a continuare da soli, dopo aver costituito la cooperativa, abbiamo provato a realizzare tutti i progetti che avevamo in mente. Credevamo nelle nostre idee e abbiamo investito tutto il nostro tempo per realizzarle. Alcune sono ancora attuali, ad esempio la nostra idea di turismo esperienziale: una rete di risorse locali che si occupano di patrimonio storico–artistico-culturale, produzioni artigianali, gestione di monumenti, imprenditoria, cultura.

Ma anche attivisti, artisti, strutture ricettive e di ristorazione, guide turistiche ed escursionistiche e soprattutto la comunità locale, grazie alla quale il visitatore diventa cittadino momentaneo dei luoghi e attore principale del racconto della città. Negli anni questa rete è cresciuta intrecciando amicizie professionali che adesso fanno parte della nostra grande famiglia. Abbiamo mosso i primi passi a Ballarò, tra monumenti sconosciuti e dimenticati, con due obiettivi: far conoscere tesori nascosti e rendere tali monumenti luoghi “abitati”, familiari, accessibili, proprio come li vivevamo noi. Per questo abbiamo cominciato con le visite serali: chiunque poteva partecipare ai nostri eventi, non soltanto chi era in vacanza.

Come si è evoluta Terradamare nel corso di questi anni?

Terradamare è cambiata e cambia continuamente insieme alle persone, alla città, alle ispirazioni. Ogni esperienza, tour, incontro, ha ispirato soluzioni, idee e percorsi. In questi anni abbiamo raccontato tutta la città, riaperto luoghi, riacceso luci in strade dimenticate insieme a turisti e cittadini, unendo viaggio a quotidianità, esperienza ad abitudine. Siamo partiti da zero, da un’idea, un pensiero, una scommessa, un monumento e in dieci anni ci siamo concentrati giorno dopo giorno su ciò che si poteva fare, nonostante tutto. Il turismo è un settore difficile, ma è anche un fantastico, pieno di bellezza, arte, studiosi, innamorati di pittori e decori, collezionisti, nobiltà ed eleganza.

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Noi siamo felici di poter lavorare divertendoci, stringendo amicizie, collaborando, migliorando la vita degli altri mentre gli altri migliorano la nostra. Credo sia tutto qui il successo di Terradamare, nessun segreto o asso nella manica: siamo operai del bello, sinceramente accoglienti e perfezionisti, con ottimo intuito. Terradamare è una comunità turistica, è turismo esperienziale, culturale, sociale, inusuale, familiare, religioso. Ma anche formazione, consulenze di marketing, mercati esteri, tutela dei vecchi mestieri, riqualificazione. Il quartiere di Ballarò, street art, festival, rivoluzione culturale, attività didattiche, narrazione territoriale, mappatura di comunità. Insomma, tutta Palermo!

Quest’anno avete festeggiato i dieci anni, come avete celebrato?

Per questi primi dieci anni di Terradamare abbiamo organizzato una grande festa tra amici. Abbiamo scelto Villa Malfitano, con cui abbiamo stretto di recente un’importante collaborazione. Era presente tutta la nostra comunità: una bella serata tra brindisi, chiacchiere e nuovi progetti dei quali parleremo presto.

Quali sono le ripercussioni della vostra attività sul quartiere di Ballarò e in generale sulla città di Palermo?

Difficile stabilire con esattezza quanto influisca il nostro operato sulle persone. I cambiamenti sono lenti, spesso si fanno dieci passi avanti e poi si torna indietro. Ci sono molti fattori di cui tenere conto. È innegabile che Ballarò e Palermo in questi anni siano cambiate. Hanno inciso molte cose. In questi anni  in centro storico sono sorte molte piazze e aree pedonali, è nato il percorso arabo-normanno riconosciuto dall’Unesco, Palermo è stata Capitale Italiana della Cultura 2018 e manifestazioni come il Ballarò Buskers, di cui facciamo parte, hanno condotto al mercato storico migliaia di persone riscattandone l’immagine.

L’elenco di fatti importanti è lunghissimo. Noi c’eravamo ogni giorno, lavorando a iniziative e progetti – l’attività della cooperativa non si ferma mai durante il corso dell’anno – seguendo gli sviluppi della nostra città con attenzione, raccontandone i processi antichi e quelli attuali, contribuendo con il nostro lavoro a tenere “le luci accese”, i tesori visitabili, organizzando eventi, ascoltando le proposte di tutte e tutti, facendoci influenzare e ispirare dalla nostra comunità. Accogliendo tutti.

Siamo felici di poter lavorare divertendoci, stringendo amicizie, collaborando, migliorando la vita degli altri mentre gli altri migliorano la nostra

Come è cambiato l’atteggiamento delle persone nell’arco di questi anni?

È cambiata molto l’idea di monumento. Una volta erano solo luoghi da visitare in vacanza, in città nuove. Adesso è anche un modo per organizzare uscite nel week end. I percorsi turistici, le gite fuori porta, le visite – se organizzate bene – sono una bella esperienza. Mentre s’impara, si osserva bellezza e si conoscono “nuovi mondi”, oltre ovviamente a essere un’ottima presentazione ai turisti in visita.

Quali sono i prossimi obiettivi?

Il nostro futuro ce lo immaginiamo proprio così. Terradamare è nel suo momento più prospero e maturo. Abbiamo in cantiere molte novità, tra queste la nostra prossima offerta enoturistica-culturale. Un percorso che ci condurrà tra le cantine storiche più importanti della nostra Sicilia, ma anche tra i vicoli di Palermo. Andremo a conoscere racconti e sapori, profumi e aneddoti in tutta l’isola, raccontando non solo la terra, ma anche le grandi famiglie che hanno reso possibile lo sviluppo della viticoltura Siciliana e il suo grande successo nel mondo.

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